Nuove minacce contro i larici

Espansioni urbane, lottizzazioni e progetti stradali si aggiungono ai tanti rischi che corre nel nostro Paese questa specie di albero longevo, il cui taglio o rimozione è vietato. La sua conservazione è complessa, e gli interessi a suo sfavore sono numerosi, spiegano gli autori del seguente articolo per CIPER: «Sono otto i tagli illegali di larice denunciati dalla CONAF nel periodo 2021-2023, di cui tre corrispondono a progetti immobiliari. ; secondo, ai lavori legati alla viabilità o alla definizione dei confini della proprietà; e tre direttamente allo sfruttamento del disboscamento. Finora solo uno di questi otto casi è stato condannato, anche se non si sa se la multa è stata pagata.

EIl larice è un albero antichissimo, a crescita lenta, che può vivere più di 3.600 anni, ed è in pericolo di estinzione, come riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Poiché il taglio indiscriminato dei larici e gli incendi intenzionali hanno distrutto più della metà delle foreste esistenti, questa specie è stata dichiarato Monumento Naturale dello Stato del Cile nel 1976, al fine di garantirne la conservazione.

Il larice ha una distribuzione molto ristretta, presente principalmente nelle montagne costiere e andine e nella valle centrale della regione di Los Lagos (sono presenti piccole popolazioni anche in Argentina), il che lo rende una specie endemica dell’ecoregione Valdiviana. Nella valle centrale vicino a Puerto Montt, gli ultimi frammenti di questa specie rimangono nei settori non cordiglierani. Questi pochi frammenti di Sono fortemente minacciati dall’espansione della città di Puerto Montt, che li sta distruggendo. Varie ricerche hanno dimostrato che queste popolazioni di larici sono geneticamente uniche e diverse da quelle presenti in entrambe le catene montuose. Considerata la crisi climatica e la perdita di biodiversità che stiamo vivendo, è ancora più rilevante proteggere il larice dalle sue minacce storiche (come il disboscamento illegale e gli incendi boschivi) e dalle nuove minacce che si presentano. Tra queste ultime rientrano progetti stradali, espansioni urbane, lottizzazioni e speculazioni immobiliari (a queste legate). La speculazione consiste nell’investire nell’acquisto di grandi campi a prezzi bassi, per poi vendere diverse decine di appezzamenti più piccoli a un prezzo sostanzialmente più alto. [ver columna previa en CIPER-Opinión: “Parcelas de agrado: el agrado de pocos a costa de muchos”].

Negli appezzamenti i larici vengono tagliati e sradicati, sia nella costruzione di strade che nello sgombero della vegetazione dei lotti da vendere. Ai bordi delle strade vengono realizzati fossati di drenaggio che seccano le aree vicine, indebolendo o uccidendo i larici sopravvissuti. In alcuni casi, vengono semplicemente investiti e sepolti con grandi terne. Quanto sopra riguarda gli alberi e le piante di larice

Poco più di un anno fa è emersa la minaccia che la costruzione della strada T-720 che attraversa il Parco Nazionale Alerce Costero rappresenta per i boschi di larici. [foto superior]promosso dal Ministero dei Lavori Pubblici, dalle autorità locali e dallo stesso governo del presidente Gabriel Boric. [ver columna previa de los autores en CIPER-Opinión del 20.01.2023]. Sebbene questa minaccia sia stata ridotta quando il progetto è stato ritirato dal sistema di valutazione dell’impatto ambientale nell’ottobre 2023, l’attuale governo sta ancora esercitando pressioni per continuare ad avanzare verso il suo completamento. Gli sforzi vanno avanti attraverso la formazione di un “tavolo tecnico”, composto soprattutto da soggetti politici, e attraverso una proposta di studio della vegetazione e dei suoli, richiesta all’Istituto Forestale dello Stato-INFOR, che è stato recentemente presentato al Governo Regionale di Los Ríos per il suo finanziamento. Tutto questo nonostante la argomentata opposizione della comunità scientifica e di organizzazioni non governative come Corporación Alerce, che hanno presentato motivazioni dettagliate basate su prove scientifiche che dimostrano che questo percorso minaccia fortemente i larici e che non esiste alcun interesse o priorità nazionale per realizzarlo. [URRUTIA et al. 2023; URRUTIA y MIRANDA 2023]. Con questa minaccia ancora latente, È stato possibile confermarne un’altra che avanza costantemente contro queste foreste, come l’abbattimento dei larici per consentire la lottizzazione dei terreni, soprattutto nei dintorni di Puerto Montt. [FIGURAS 1 y 2]. Sebbene queste parcelle non possano giuridicamente costituire un’urbanizzazione, in alcune eccezioni indicate nel decreto 47 del Ministero dell’Edilizia e dell’Urbanistica, sarebbero consentiti edifici ad uso residenziale.

Analizzando i dati sul disboscamento illegale nella regione di Los Lagos per il periodo 2021-2023 (dati richiesti per trasparenza al CONAF; FIGURA 1), Due di questi, di natura grave, attirano molta attenzione, poiché hanno colpito alberi di grandi dimensioni, probabilmente vecchi di centinaia di anni. Uno di questi è avvenuto vicino all’aeroporto di El Tepual, a Puerto Montt, e ha colpito 62 larici. Il secondo corrisponde ad un taglio che ha interessato 39 larici, effettuato a fini di disboscamento nella proprietà della Forestal Bosque Verde Limitada, nel comune di Purranque. Oltre all’abbattimento di alberi adulti, è stato accertato l’abbattimento illegale di 837 larici più piccoli, di cui non si conosce l’età, per realizzare una fascia di delimitazione delle proprietà nel comune di San Juan de La Costa. La posizione di questi tagli è mostrata sulla mappa nella FIGURA 1.

In totale sono otto i disboscamenti abusivi di larice denunciati da CONAF nel suddetto periodo, di cui tre corrispondenti a progetti immobiliari; secondo, ai lavori legati alla viabilità o alla definizione dei confini della proprietà; e tre direttamente allo sfruttamento del disboscamento. Finora solo uno di questi otto casi è stato condannato, anche se non si sa se la multa è stata pagata.

Come cittadini dediti alla ricerca, alla protezione, alla divulgazione e all’educazione per garantire la conservazione dei boschi di larice, siamo preoccupati per la continua distruzione di queste foreste, una specie emblematica di alto interesse ecologico e scientifico, nonché una priorità in termini di loro interesse nazionale. e mondo. Per tutto quanto qui riportato si invita a segnalare eventuali impatti su questo monumento naturale e sul suo habitat. Attualmente è evidente che l’espansione immobiliare e la speculazione stanno incidendo notevolmente sui luoghi in cui vive questa specie, per questo è importante che come cittadini siamo attenti a presentare le rispettive denunce al CONAF. Chiediamo inoltre di fermare la compravendita di terreni nei luoghi in cui esistono larici e/o vestigia di essi; soprattutto nei dintorni di Puerto Montt e Puerto Varas, [ver FIGURA 2 y columna previa en CIPER-Opinión: “Derecho real de conservación: ‘Parcelaciones verdes’ contra la protección ambiental»].

D’altra parte, invitiamo lo Stato del Cile a prendersi cura efficacemente del nostro patrimonio naturale:

i) impedire la concessione di permessi per parcelle in luoghi che costituiscono l’habitat della specie; Cioè il Servizio Agricoltura e Zootecnia (SAG) non rilascia questi permessi nei luoghi dove sono presenti specie in categorie di conservazione come il larice;

ii) fornire finanziamenti adeguati per la supervisione del taglio delle nostre foreste autoctone e delle specie in pericolo di conservazione, soprattutto considerando la sfrenata espansione immobiliare nei settori rurali; E

iii) applicare tutto il rigore della legge e le sanzioni stabilite dalla CONAF affinché gli abbattimenti illegali siano puniti in modo esemplare, auspicabilmente da tribunali gerarchicamente superiori a quelli della Polizia Locale (che sono gli unici competenti a giudicare in questi casi). , senza sconti né esenzioni, anche in presenza di autodenuncia dei delinquenti. Anche se le sanzioni applicate non potranno mai risarcire i danni causati dal taglio dei larici e dall’impatto sul loro habitat, è necessario che siano applicate nella loro interezza e che siano aumentate sul piano giuridico, compresa l’effettiva reclusione, affinché si spera che chi taglia i larici senza scrupoli, non si azzardi a intaccare nuovamente irrimediabilmente questo patrimonio di importanza mondiale.

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*Questa rubrica è firmata da: Rocio Urrutia-Jalabert, Antonio Lara, Álvaro Gutiérrez, Jorge Herrera e Alejandro Miranda.

 
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