Nella denuncia si precisa che le ipotesi “non sono accuse specifiche ma congetture o ipotesi del lavoro investigativo” – Paralelo32

Nella denuncia si precisa che le ipotesi “non sono accuse specifiche ma congetture o ipotesi del lavoro investigativo” – Paralelo32
Nella denuncia si precisa che le ipotesi “non sono accuse specifiche ma congetture o ipotesi del lavoro investigativo” – Paralelo32

A un mese dalla scomparsa di Enrique Fabiani, le ricerche del 74enne continuano senza sosta. Fabiani è stato visto l’ultima volta all’uscita dal campo di Julio Lodi dopo una telefonata fatta alla Polizia sulla presenza di una persona armata nella sua proprietà. Ieri, nella località di Alcaraz, si è tenuta una marcia per chiedere rapidità nelle indagini e giustizia se ci sono responsabilità nella misteriosa scomparsa dell’uomo di Santa Clara de Buena Vista, Santa Fe. La comunità si è riunita in uno spettacolo solidarietà e richiesta di risposte.

Sospetti

L’avvocato attore, Rubén Pagliotto, ha indicato che Cristhian Panceri, fratello del ministro dell’Economia, è l’avvocato difensore di Julio Lodi, identificato come sospettato. Per noi i sospetti orbita tra il proprietario del campo, Julio Lodi, che don Enrique Fabiani arriva a mezzanotte perché smarrito, e la pattuglia della Brigata Abigeato, venuta al campo di Lodi su sua richiesta, dopo questo calcio Fabiani fuori di lì”, ha detto Pagliotto.

L’esperto avvocato ha aggiunto che “non esiste un crimine perfetto” e ha sottolineato che “nessuno fa sparire un essere umano dalla faccia della terra con tanta impunità senza la complicità e l’assistenza delle forze di sicurezza, di coloro che detengono il potere, la logistica e la conoscenza per farlo. In linea con le dichiarazioni del ministro della Sicurezza, Néstor Roncaglia, Pagliotto ha sottolineato che “quando un essere umano scompare dalla faccia della terra con tanta impunità, è più che certo che chi lo ha fatto è qualcuno che incontra tre condizioni: energia, logistica e ufficio.”

Ipotesi investigative

Pagliotto ha evidenziato diverse ipotesi sul caso Fabiani. “Quando parlo di ipotesi investigative è che le abbiamo messe insieme riguardo al tandem lodigiano (proprietario del campo dove è stato visto vivo l’ultima volta il signor Enrique Fabiani) e alla pattuglia della brigata razziatori di bestiame che frequentava il campo lodigiano. la sua chiamata. Questa è la coppia o il tandem che oggi consideriamo probabile”, ha detto Pagliotto. Tuttavia, ha sottolineato che “non si tratta di accuse specifiche ma piuttosto di congetture o ipotesi emerse dal lavoro investigativo”.

Riflessi

Pagliotto propone di considerare quattro punti chiave nell’analisi del caso:

Morte naturale esclusa: “Se il signor Enrique Fabiani fosse morto di morte naturale, sarebbe stato ritrovato molto tempo fa. Anche se si tratta di una zona di montagna, gli animali selvatici non lo avrebbero mai attaccato in modo tale che rimangono, come gli stivali, i non sarebbero stati ritrovati né la cintura né l’arma da fuoco che portava (fucile calibro 20)”, ha spiegato Pagliotto, citando il dottor Juan Nobile, dell’Equipe di Antropologia Forense Argentina (EAAF).

Confronto con Lodi: “Lodi si spaventa quando lo vede entrare di notte nel suo campo, gli spara e lo uccide, e Abigeato ne pulisce il corpo in cambio di favori vecchi e futuri”, ha detto Pagliotto.

Intervento fruscio: “Abigeato lo trova dopo che Lodi lo ha buttato fuori e lo uccide accidentalmente, forse stringendolo, pensando che sia uno schizzinoso.”

Competenza nella scomparsa dei corpi: “Per far sparire un corpo dalla faccia della terra, ci vogliono potere, logistica e abilità. E chi se non le forze di sicurezza soddisfa queste tre caratteristiche?”, si è chiesto Pagliotto, riferendosi ancora al parere dell’antropologo forense Juan Nóbile.

Errori

Pagliotto ha chiarito che “nessuno dice, come mi accusa erroneamente Roncaglia, che io esprimo che le forze dell’ordine sono addestrate o specializzate nel far sparire le persone. Questa sarebbe, oltre all’imprudenza da parte mia, un’affermazione ingiusta e diffamatoria”. Ha però ribadito che “essendo trascorsi 30 giorni oggi senza aver ritrovato un capello di Fabiani, non siamo di fronte ad una morte naturale di una persona dispersa in una zona di montagna, ma piuttosto ad un delitto che, per il suo inconsueto e straordinario livello di impunità: “Non è irragionevole, illogico o arbitrario supporre che alcuni agenti di polizia abbiano agito contro la legge, facendo sparire il corpo di Don Enrique”.

 
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