Violenze sessuali nella Regione di Murcia

Violenze sessuali nella Regione di Murcia
Violenze sessuali nella Regione di Murcia

Dieci imputati di reati sessuali a settimana nella Regione nel 2023Ivan Urquizar

Nel corso dello scorso 2023, nella Regione, 721 crimini contro la libertà sessualeche, in rapporto alla popolazione, rappresenta un tasso di 4,6 denunce ogni 10.000 abitanti (leggermente superiore alla media nazionale, che è 4,5). Lo ha annunciato il Ministero dell’Interno nellaRapporto sui crimini contro la libertà sessuale in Spagna nel 2023 che ha pubblicato ieri.

Il documento – che fa a numeri di monitoraggio dal 2017– conclude che, a livello nazionale, c’è stato un aumento di questo tipo di attacchi, venendo a essere conteggiato 21.825 in Spagna nell’ultimo anno, di cui 721 corrispondono alla Regione di Murcia. Va ricordato che il rapporto si basa, per giungere a questa conclusione, sui dati di attacchi conosciuticioè: quelli di cui l’insieme delle Forze e degli Organismi di Sicurezza dello Stato sono stati a conoscenza, se per aver segnalato il di azione di polizia Proprio.

Sono 721 le denunce conosciute in Regione nel 2023, di cui 580 corrispondono a violenze e abusi sessuali

Nella regione, 80% dei reclami sono inquadrati nella tipologia di aggressioni sessuali. Di loro, Più della metà delle denunce – 472, il 65% del totale – corrispondono ad aggressioni sessuali e abusi senza penetrazione; reati di questo tipo con penetrazione sono 110, 15% del totale.

Il restante 20% È occupato da tipologie correlate a prostituzionepornografia, corruzione di minoriprovocazione, molestie sessuali ed esibizionismo.

Per comunità autonome, la Regione di Murcia è il nono sulla lista.

Il 10% sono infrazioni legate a crimini sessuali contro minori

Efficacia della polizia

Diventano i cosiddetti “fatti noti”. “illuminato”Secondo il rapporto, quando l’autore del reato viene colto sul fatto, se hai il suo ID pieno, se ce n’è uno confessione lo prove concrete, o se l’indagine conclude che non vi è stata alcuna violazione. Pertanto, secondo i dati forniti dal Ministero, quasi l’87% dei crimini conosciuti sono stati risolti lo scorso anno in Regione, ai limiti del totale nella tipologia degli abusi penetrativi, dove il 97% delle denunce ha trovato chiarimento, a dimostrazione un elevato grado di efficacia della polizia.

515 arrestati o indagati

La figura di arrestato o indagato per reati di questo tipo viene computato 515 l’anno scorso nella nostra Regione, cioè una media di quasi 10 a settimana.

Secondo il rapporto del Ministero, si è preso in considerazione in fase di studio a quelloa chi è attribuito a partecipazione ad un atto criminale senza che siano state ancora adottate misure. Questa figura condivide lo spazio con quella di detenutocioè coloro a cui è stato processato ed è stato messo a disposizione del tribunale per compiere gli atti necessari.

Di questi più di mezzo migliaio, 82% corrispondono a quelli del gruppo di violenza e abuso sessuale –339 semplice e 84 con penetrazione–.

Differenza d’età

Lui 86% del vittimizzazioni di questo tipo di attacchi ha Genere femminile. Di loro, tre quarti sono di nazionalità spagnola, il resto sono stranieri. La maggioranza si trova nel gruppo di minori loDi tra i18 e 30 anni.

Al contrario, il profilo del arrestato e indagato è quello di a Uomo spagnolo quello è trovato tra 41 e 64 anni. Cioè, c’è un significativo differenza d’età tra vittime e aggressori.

Nella maggior parte dei casi, non esiste nessuna relazione tra la vittima e l’aggressore. Infine, diminuisce il numero dei reati con due o più autori.

Minori e criminalità informatica

Particolarmente degno di nota è il fatto che i crimini di natura sessuale siano correlatispecificamente con minorenni nella Regione che occupanoquasi il Il 10% dei reclami –Sono state trattate 71 denunce per contatti con minori di 16 anni attraverso la tecnologia e pornografia e corruzione di minori–, ma sono complicato risolvere, chiarendo il 66% di essi, un risultato significativamente inferiore alla media.

Otto casi su dieci di vittimizzazioni –questo concetto non si riferisce a una singola persona, come precisato nel rapporto, ma ai fatti di cui un cittadino afferma di essere vittima: la stessa denuncia può comprendere più atti criminali– sono di minorenni, mentre la fascia d’età successiva – dai 18 ai 30 anni – presenta il maggior numero di arresti e indagini per crimini informatici di questa natura, seguita dai 41-64 anni.

Stagionalità e edilizia abitativa

I dati nazionali, accumulati a partire dal 2017, denotano una certa componente di stagionalità: c’è una maggiore incidenza di reati tra maggio e ottobre (in quei sei mesi viene superata l’accumulazione media delle denunce), disegnando una curva che la raggiunge picco a luglio, seguiti, nell’ordine, da agosto e giugno.

Riguardo al luogo in cui si sono verificate le violazioni, nell’ultimo anno la metà si è verificata nelle case e nelle aree adiacenti (come ascensori, scale e portali), essendo il vie di comunicazione (come strade pubbliche e aree di servizio) il secondo scenario più comune in questi reati (18%).

 
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