Le canzoni popolari stanno diventando più semplici e ripetitive

Le canzoni popolari stanno diventando più semplici e ripetitive
Le canzoni popolari stanno diventando più semplici e ripetitive

Le canzoni di oggi non sono più come quelle di prima, e lo dice la scienza. Un recente studio ha dimostrato che le melodie dei più grandi successi musicali negli Stati Uniti sono diventate progressivamente più semplici e ripetitive dal 1950 al 2022. Questa conclusione, basata su un’analisi esaustiva delle canzoni più popolari di ogni anno, suggerisce un cambiamento significativo nella struttura musicale nel corso dei decenni.

Madeline Hamilton, autrice principale della ricerca e dottoranda presso la Queen Mary University di Londra, ha deciso di concentrare la sua tesi sulle melodie per la loro importanza nella musica pop. Secondo Hamilton “la melodia, soprattutto la voce solista, è la dimensione più significativa di una canzone. È ciò che ricordiamo e ciò che cantiamo o fischiamo”. Questa ricerca è stata pubblicata giovedì sulla rivista Rapporti scientifici.

Lo studio di Hamilton è iniziato come un progetto curioso sull’evoluzione delle melodie. Durante la sua analisi, scoprì che, nel corso degli anni, il numero di note musicali al secondo è aumentato, ma la complessità melodica è diminuita. Per confermare questi risultati, Hamilton e il suo supervisore, Marcus Pearce, hanno condotto un’analisi approfondita dei brani più popolari a partire dal 1950, costruendo un catalogo dettagliato delle trascrizioni musicali.

L’analisi statistica eseguita da Hamilton e Pearce ha incluso la valutazione di otto parametri che descrivono le melodie. I risultati hanno confermato che le melodie sono state costantemente semplificate negli ultimi sette decenni. A differenza di altri elementi musicali come l’armonia e il timbro, l’evoluzione delle melodie non mostra cicli, ma piuttosto una costante tendenza alla semplicità.

Impatto dei nuovi generi musicali

Lo studio ha identificato due periodi di notevole riduzione della complessità melodica: intorno al 1975 e al 2000. Questi cambiamenti sono attribuiti rispettivamente all’influenza della disco e dell’hip hop. Inoltre, gli ultimi due decenni hanno visto un aumento significativo delle ripetizioni melodiche all’interno delle canzoni, riflettendo la popolarità delle stesse anelliprima caratteristica del rap e ora la norma nella musica pop.

Nonostante la semplificazione melodica, Hamilton e Pearce sottolineano che ciò non implica che le canzoni attuali abbiano una produzione inferiore. Sostengono che la complessità si è trasferita ad altri aspetti della musica, come il numero di note al secondo, i molteplici strati di voci e strumenti e la produzione di suono di alta qualità. Questo approccio potrebbe essere un adattamento evolutivo per non sopraffare gli ascoltatori.

Hamilton sta già lavorando per espandere il suo catalogo di brani e spera che l’intelligenza artificiale generativa consenta in futuro trascrizioni automatiche di alta qualità. Ciò aprirebbe la porta a interpretazioni scientifiche più complete dell’evoluzione della musica e potrebbe aiutarci a capire meglio perché ci piace la musica che ci piace.

Lo studio di Hamilton e Pearce non solo offre una visione approfondita dell’evoluzione delle melodie nella musica pop, ma invita anche a riflettere su come e perché le nostre preferenze musicali cambiano nel tempo. @mundiario

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