Ne “I parenti poveri” di Rafael Gumucio, la famiglia benestante cilena scrive a se stessa

Ne “I parenti poveri” di Rafael Gumucio, la famiglia benestante cilena scrive a se stessa
Ne “I parenti poveri” di Rafael Gumucio, la famiglia benestante cilena scrive a se stessa

I protagonisti dell’ultimo romanzo dello scrittore cileno sono i cugini figli dei fiori e lo zio artista, le sue contraddizioni e i suoi modi di volersi bene

Undici fratelli si scambiano messaggi attraverso una chat familiare in seguito a notizie scandalose: Suo padre intrattiene rapporti incestuosi nella casa di cura dove risiede. Tra rimproveri al passato, ricordi d’infanzia riportati alla superficie del discorso e contributi che non ricevono mai consensi unanimi; i fratelli discutono del futuro della loro famiglia. Con un tono divertente e drammatico quando la storia lo richiede, Rafael Gumucio consolida la sua concezione del Cile come una grande famiglia che si abbandona ad affetti indecenti, un pensiero che ha già funzionato nei romanzi precedenti.

Per il grande Barría siamo il paradiso perduto, il papà artista, i cugini internazionali, i cugini strani, i cugini liberi, gli hippy della famiglia. Parenti poveri che, in fondo, sono più ricchi, anzi, più sofisticati

I parenti poveri apre le porte dell’intimità alle classi superiori cilene. I suoi protagonisti sono i discendenti del “bravo ragazzo” diventato artista, che ha avuto successo e lo ha perso. Il grande patriarca di “Los del Río” era uno scultore e cercò di instillare i suoi interessi artistici nei suoi figli; Ma anche lui non prestava loro sufficiente attenzione e ciascuno dirigeva la propria vita come meglio poteva. Raimundo è l’ingegnere lontano dai punti di vista dei fratelli; Ruben, in linea con la mancanza di sanità mentale del padre, si prepara a viaggiare a piedi attraverso l’America Latina; Efraín, il criminale di cui tutti diffidano tranne il preferito di suo padre; Elianita, chi lo definisce… Gumucio idea un bellissimo gioco narrativo, ognuno ha voce, ognuno definisce il proprio carattere, le proprie affinità e disaccordi.

In I parenti poveri la figura dello scrittore scompare tra la libera espressione dei personaggi, che sembrano prendere vita per parlare e pensare ciascuno secondo i propri modi e peculiarità. Con un linguaggio che esalta l’immaginario cileno, vengono alla luce le inspiegabili dinamiche che operano in ogni famiglia. “Quelli del fiume” si odiano e si amano proprio come amano e odiano il loro padre. La condizione di figli e fratelli è per loro irrevocabile.. Da bambini furono costretti a prendersi cura l’uno dell’altro, nutrirsi e divertirsi quando il padre, illuso dai suoi progetti artistici, non era disposto a farlo. Da adulti, ricordano e incolpano le loro esperienze quando prendono una decisione vitale: come comportarsi con un padre anziano che, oltre a dimostrare affetto per la sorella anche lei anziana, è stato una figura contraddittoria in ogni momento della sua vita.

I parenti poveri, l’ultimo romanzo di Rafael Gumucio ı Fonte: Alicia Fernández de Arcaya

Forse la cosa migliore del libro è l’accostamento di dischi che arricchiscono una lettura unica. Sebbene i messaggi costituiscano il modo più originale di raccontare la trama familiare, il libro trae energia dalla voce di Emilia. Figlia di Raimundo, si presenta come una studentessa universitaria che, all’ultimo anno di laurea in giurisprudenza, Osserva suo padre affrontare la condizione senile di suo nonno.

Lungi dall’essere la protagonista del racconto, lo completa con un punto di vista oggettivo con le eccentricità dei suoi parenti. Dalla sua giovinezza e dalla propria follia, Emilia è amica del lettore; Riconosce l’autorità che il nonno infonde in tutti loro, ma anche l’ammirazione che provano per lui. Ci spiega tutto il rumore che si inserisce nei silenzi che caratterizzano gli incontri tra suo padre e i suoi zii, e sottolinea la durezza dei traumi che si ripetono nell’una e nell’altra generazione di “Los del Río”. Per fortuna, sembra essere lei la coraggiosa che riuscirà a fuggire da una famiglia segnata dall’abbandono.

Sua zia Julia è colei che collega i problemi presenti che occupano il libro con il passato. Come piccoli progetti realizzati per i suoi laboratori di scrittura, racconta la sua infanzia e quella dei suoi fratelli, riuscendoci Il romanzo non manca mai di sorprendere il lettore.. Rafael Gumicio dà a Julia il potere di spiegare la figura materna del nucleo familiare. Con grazia e disinvoltura racconta l’abbandono della madre, il caos che ne seguì e alcune favole infantili.

Innanzitutto e soprattutto i figli di papà. Questo dovrebbe bastarci per essere felici, penso..”

Mi piace questa:

mi piace Ricarica…

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

-

PREV Dati incredibili e studi pionieristici!
NEXT L’ufficio del sindaco ordina la restrizione delle motociclette a causa del partito colombiano