Gli abitanti di La Coruña, ostaggi del conflitto dei rifiuti

Gli abitanti di La Coruña, ostaggi del conflitto dei rifiuti
Gli abitanti di La Coruña, ostaggi del conflitto dei rifiuti

Purtroppo, gli abitanti di La Coruña si stanno già abituando al fatto che, di tanto in tanto, i dirigenti sindacali del servizio di raccolta rifiuti li prendono in ostaggio per realizzare le loro rivendicazioni. Succede dal 2013 ed è ciò che sta accadendo proprio adesso. C’è uno sciopero intermittente che è iniziato il 24 giugno (in coincidenza con la celebrazione di San Juan) e che è rimasto programmato il sabato e il martedì, oltre all’8, 9, 13, 23, 25, 26, 27 e 30 di questo mese mese e con la minaccia che la mobilitazione finisca per diventare indefinita a partire dal prossimo agosto.

Ovviamente, i lavoratori sono pienamente autorizzati ad avvalersi del diritto di sciopero per cercare di realizzare le loro rivendicazioni, ma questo esercizio deve essere sempre responsabile e senza urtare i diritti fondamentali, ugualmente legittimi, di tutto il popolo di A Coruña.

Secondo il portavoce del comitato di sciopero, Alfonso Seijo, della STL, l’unica cosa che chiedono è che l’azienda rispetti le specifiche di concessione relative al personale e alle condizioni di lavoro. Tuttavia, questa versione del sindacato maggioritario non coincide con quella di altre fonti sindacali, le quali assicurano che la principale richiesta della STL e del leader dell’organizzazione, Miguel Ángel Sánchez, è che il delegato sindacale e un lavoratore siano resi permanenti e che altre due persone vengono assunte a tempo determinato. E tutto questo sapendo che c’è un procedimento giudiziario aperto contro i dirigenti del TSL, che sono indagati per frode, truffa, corruzione tra privati ​​e riciclaggio di denaro dopo che è emerso che avrebbero addebitato una tangente ai lavoratori che hanno ottenuto il lavoro.

Giovedì scorso, la sessione plenaria municipale ha analizzato la situazione e il gruppo governativo ha ricevuto il sostegno esplicito del Partito Popolare e del Blocco per prendere le misure necessarie per porre fine a questa situazione. Una circostanza che si aggrava ogni giorno che passa poiché, ai disagi provocati dalle tonnellate di spazzatura che si accumulano sui marciapiedi, rendendo praticamente impossibile il passaggio su alcuni di essi, si aggiungono ormai gli incendi spontanei dei container in tutta la città e contemporaneamente. Una situazione che ha costretto tutti i vigili del fuoco della città nelle prime ore di giovedì mattina a dover dedicare i propri sforzi allo spegnimento dei collettori, lasciando la base senza personale per coprire un eventuale intervento urgente.

La sindaca di A Coruña, Inés Rey, aveva già avvertito mercoledì scorso che il Consiglio Comunale farà tutto il possibile affinché il concessionario raccolga i resti e non ha escluso alcuna misura, per quanto drastica. Per Rey, la situazione che si vede ogni giorno per le strade di A Coruña dimostra che i servizi minimi stabiliti non vengono rispettati. Quindi è già allo studio una possibile dichiarazione di emergenza sanitaria in città. Il Regio Decreto Legge sui Rapporti di Lavoro stabilisce che gli scioperanti non possono essere sostituiti, ma prevede l’eccezione per il “non rispetto degli obblighi” come i servizi minimi.

In ogni caso, ciò che è inammissibile è che i cittadini siano utilizzati come vittime e ostaggi di un conflitto spazzatura portato al limite con il diritto di sciopero cui ricorre il sindacato promotore che non può e non deve entrare in conflitto con i diritti fondamentali dell’insieme cittadino.

 
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