Il difensore civico andaluso avvia un’azione d’ufficio per la situazione dei senzatetto a Granada

Il difensore civico andaluso avvia un’azione d’ufficio per la situazione dei senzatetto a Granada
Il difensore civico andaluso avvia un’azione d’ufficio per la situazione dei senzatetto a Granada

Richiedere ampia informazione al Comune della Capitale a seguito delle denunce degli enti del terzo settore per la carenza e dispersione delle risorse comunali.

Il difensore civico andaluso ha avviato un’azione d’ufficio sulla situazione dei senzatetto nella città di Granada. Lo fa, come spiega, in risposta alle denunce di entità sociali che avvertono della mancanza di protezione e dell’impotenza che queste persone devono affrontare a causa della mancanza di risorse.

La settimana scorsa L’Indipendente di Granada raccolto uno degli ultimi casi che dimostrano questa mancanza di risorse e di risposte da parte del Comune: il pellegrinaggio, accompagnato dai volontari di La Calle Mata e Pro Derechos Humanos, alla ricerca di un posto per un senzatetto con una gamba amputata e chi era appena uscito dal pronto soccorso.

L’Ufficio del Difensore civico raccoglie le situazioni vissute negli ultimi mesi. Dalla morte di un senzatetto che soffriva di difficoltà respiratorie in mezzo alla strada alla chiusura del rifugio o alla rimozione lo scorso inverno di coperte e altri oggetti, da parte della Polizia Locale di Granada e dell’impresa di pulizie

Questo è l’ultimo esempio, ma l’Ufficio del Difensore civico raccoglie le situazioni vissute negli ultimi mesi. Dalla morte di un senzatetto che soffriva di difficoltà respiratorie in mezzo alla strada alla chiusura del ricovero o alla rimozione lo scorso inverno di coperte e altri oggetti, da parte della Polizia Locale di Granada e dell’impresa di pulizie, che in precedenza avevano distribuito Croce Rossa.

Il difensore civico andaluso argomenta a lungo la sua decisione, citando dapprima dichiarazioni internazionali, risoluzioni del Parlamento europeo o strategie statali e regionali per l’assistenza alle persone senza dimora, per poi giungere agli accordi approvati dal Comune di Granada e alle risorse che sta mettendo a disposizione in atto.

Ricordiamo quindi che, come si legge sul sito comunale, è stato istituito un Consiglio Comunale delle Persone Senza Dimora che, oltre ad una guida alle risorse, nel novembre dello scorso anno ha approvato una dichiarazione istituzionale sui senza dimora che affermava:

sapendo che la nostra responsabilità come ente municipale è garantire i Diritti e assicurare una Granada dignitosa per tutti, Ci impegniamo a mettere le nostre risorse e la nostra azione politica al servizio dei nostri vicini che vivono senza dimora.e a indirizzare le nostre politiche verso la garanzia di alloggio, assistenza e salute per tutti loro.

In questo modo raccogliamo le possibilità di bilancio e patrimoniali di questo Comune, nonché le ricerca attiva di altri fondi e beni, sia pubblici che privati, per la suddetta finalità, mantenendo attivo l’ascolto e la collaborazione con le persone senza dimora stesse e con gli enti, associazioni e gruppi che compongono il Consiglio Comunale delle Persone Senza Dimora e tutti coloro che lavorano per loro a Granada

“.

In questo contesto e di fronte alla situazione di “impotenza” trasmessa dalle associazioni al Difensore civico, avvia d’ufficio un’azione in cui chiede abbondanti informazioni al Concistoro presieduto da Marifrán Carazo.

Chiede se il Comune di Granada dispone di dati recenti sul numero dei senzatetto nella città di Granada, sul loro profilo e da quali fonti di informazione sono stati estratti i dati.

Chiedere inoltre se le risorse indicate sul sito comunale sono aggiornate e, comunque, quali sono funzionanti alla data in cui viene richiesta la segnalazione. I servizi forniti, il numero di persone servite e se sono gestiti direttamente dal Comune o da un ente.

Immagine d’archivio delle strutture della Fondazione Casas Madre de Dios. archivio

Il Difensore civico vuole sapere se esistono squadre di strada in grado di individuare, curare e indirizzare le persone in questa situazione”, oltre alle difficoltà nel rispettare gli impegni assunti dall’azienda.

È particolarmente interessato all’esistenza o meno di gruppi sociali di strada, da parte del Consiglio Comunale, che possano “individuare, prendersi cura e indirizzare le persone in questa situazione, da quali risorse dipendono, la loro composizione e il loro regime di funzionamento”.

Richiedere informazioni sulle fonti di finanziamento delle risorse comunali e di altre finanziate con contributi pubblici; se le suddette risorse “sono adeguate ai bisogni di queste persone” e proposte per migliorarle o nuove risorse.

Prosegue la richiesta di dati chiedendo spazi collaborativi che favoriscano la partecipazione dei cittadini al tema dei senza dimora, indicando gli ultimi incontri svolti sul problema descritto nonché gli accordi adottati; gli spazi di collaborazione sia tra le diverse aree del Comune che con le altre amministrazioni e istituzioni pubbliche e gli accordi adottati al riguardo. Nello specifico, aggiunge in tal senso, “è interessante conoscere la loro valutazione e il margine di miglioramento riguardo ai diversi problemi sollevati dai promotori delle denunce precedentemente esposte in relazione alla città di Granada”.

Richiede inoltre dati al Consiglio Comunale sui programmi attuati relativi alla prevenzione del problema dei senzatetto e alla cura e all’integrazione sociale delle persone e delle famiglie senza dimora; i passi compiuti per la progettazione e l’attuazione del programma “Vivienda Primero” o “Housing First” e il suo stato attuale.

Il difensore civico andaluso si sofferma sulla dichiarazione istituzionale approvata dall’assemblea plenaria della società per interrogarsi sulle “difficoltà che incontrano nell’assumere gli impegni assunti” e anche per indicare se il Comune di Granada dispone di un piano globale per sradicare il problema dei senzatetto

Il Garante sa di chiedere molte informazioni e apprezza la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, sottolineando di sperare che tutti questi dati possano contribuire ad “un’analisi condivisa della situazione attuale delle persone senza dimora nella sua città in relazione alle risorse destinate a loro disposizione, contribuendo con ciò agli obiettivi inclusi nell’Agenda 2030, evidenziando l’SDG 11, volto a garantire a tutte le persone l’accesso ad alloggi e servizi di base adeguati, sicuri e convenienti, ponendo fine alla povertà (SDG 1) e, quindi, al problema dei senzatetto come ne è la massima espressione: ridurre le disuguaglianze (SDG 10) e promuovere società giuste, pacifiche e inclusive (SDG 16)”.

 
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