Saluta con i berretti del gruppo d’élite della Guardia Civile

Saluta con i berretti del gruppo d’élite della Guardia Civile
Saluta con i berretti del gruppo d’élite della Guardia Civile
UAR Gladiator Race, gara organizzata a Logroño (Foto: Guardia Civil).

L’Unità di Azione Rurale (UAR) della Guardia Civile organizza ogni anno a corsa solidale nel suo Special Forces Experience Polygon, situato a Logrono. IL Gara dei Gladiatori UAR Raccoglie fondi per la Caritas, la Croce Rossa, l’Associazione spagnola contro il cancro e la Federazione spagnola dei banchi alimentari e, quest’anno, per finanziare la costruzione di una scuola in Ciad.

La seconda edizione della corsa si è svolta il 22 giugno, con più di 3.000 partecipanti in diverse categorie.

Questo evento sportivo ha visto la partecipazione di sorveglianza degli agenti della Guardia Civil. Il boccino ha appreso che alcune foto scattate durante la corsa hanno scatenato un acceso dibattito tra membri attivi e in pensione delle forze armate, soprattutto alcuni legati al Rapid Action Group (GAR).

Le foto della polemica hanno mostrato un agente della Guardia Civil per svolgere funzioni di sorveglianza in gara. Fino ad allora, tutto è normale. Il motivo dei commenti era il berretto di quella guardia civile: indossava l’emblema del Gruppo di Azione Rapida (GAR)che consiste in “due rami di quercia costolata, fruttificati e uniti dai loro tronchi, evidenziati da un alto machete spagnolo d’argento con una lama nella mano destra, e le lettere G e C su entrambi i lati, il tutto in oro”.

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“Il berretto si guadagna, non si regala”. “Chi non ha il corso non deve indossare il caratteristico basco”…erano commenti che cominciavano ad essere pubblicati sui social network.

In gruppi di veterani del GAR, reparto a cui da anni si dedica interrompere i comandi ETA ed eseguire sorveglianza e servizi ad alto rischio nel Paesi Baschi e Navarrasono circolate anche critiche in tal senso.

Per accedere al Gruppo di Azione Rapida, gli agenti devono superare il Corso di formazione specialeche si sviluppa presso il Centro Speciale di Formazione (CAE) che, insieme al GAR, dipende dall’Unità di Azione Rurale.

Riguarda un corso molto duro, che mette al limite la resistenza fisica e psicologica dei partecipanti. Pertanto, nel corso dei mesi Gli studenti che non raggiungono determinati voti vengono eliminaticome di consueto in tutti i processi di addestramento delle unità operative speciali, sia militari (quelle con accesso a Comando delle operazioni speciali dell’Esercito, e Forza di guerra speciale navale della Marina) e di polizia (di ingresso nel Gruppo Operazioni Speciali della Polizia Nazionale).

Chi riesce a resistere e arriva alla fine del percorso riceve il berretto verde con quello stemma dei rami di quercia e il machete.caratteristico delle unità operative speciali, sia del GAR della Guardia Civile che anche del MOE dell’Esercito.

La critica è stata nel senso che questa guardia civile indossava lo stesso berretto, poiché quelli che conoscono l’unità Sanno che non ha frequentato il Corso di Formazione Specialeil che non impedisce a molti che conoscono la sua carriera di lodarla per il suo lavoro in altre unità e destinazioni.

Altre voci interne sono emerse in difesa dell’agente criticata, indicando che lei si è limitata a rispettare le prescrizioni Ordine generale numero 7/2023, del 9 maggio, sui tipi, modalità e regole di utilizzo delle uniformi specifiche della Guardia Civil.

Tale ordinanza stabilisce che l’uniformità dell’operatività, nelle tre modalità A, B e C, contempla le modalità copricapo IL “berretto verde con stemma dell’unità e stemmi in metallo”.

L’agente in questione sarebbe assegnato al personale dirigente dell’Unità di Azione Rurale (UAR). Secondo quanto raccontano Il boccinoil generale del quartier generale delle unità speciali e di riserva, da cui dipende l’UAR, ha iniziato ad autorizzarlo Le guardie civili assegnate al personale dell’UAR potevano indossare il berretto con lo stemmaanche se non avevano superato il Corso di Formazione Speciale.

Il berretto verde GAR è molto più di un semplice capo dell’uniforme presente in qualsiasi bollettino del corpo. È l’orgoglio di alcuni come me”, ha scritto un altro agente che ha frequentato il corso anni fa.

L’agente stessa ha risposto sul suo profilo alle critiche sui social, dove è molto noto. Ha anche ricevuto molti commenti di sostegno dai suoi seguaci, comprese le guardie civili.

La questione ha vesciche sollevate tra i veteranimolti dei quali con anni di servizio contro i terroristi dell’ETA, che ritengono che la Direzione Generale della Guardia Civile e il Comando delle Unità Speciali e di Riserva Stanno “decaffeinando” lo spirito di unitàcon gesti del genere.

“Immaginalo nel MOE [del Ejército de Tierra] Danno loro il distintivo per essere in un ufficio”, commentano a titolo di esempio, “senza frequentare il Corso di Operazioni Speciali” che si svolge a Jaca (Huesca), presso la Scuola Militare di Operazioni di Montagna e Speciali.

Per adesso, solo due donne della Guardia Civile hanno superato il Corso di Formazione Speciale, e dopo averlo finito ricevettero il berretto verde con lo stemma. Il caso del primo, un tenente, aveva già scatenato forti polemiche interne al reparto. Più tardi un’altra donna della polizia lo completò, ora senza critiche.

Gara dei Gladiatori UAR.

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