una perizia sostiene l’ipotermia come causa di annegamento

Una perizia ritiene che l’ipotermia sia una delle possibili cause dell’annegamento e della morte dei due soldati morti durante la manovra di traversata del lago lo scorso dicembre nel Colle Muriano. Lo stesso documento, indipendentemente da l’ipotermia come possibile causa finale dell’incidente, certifica che il tempo di immersione in acqua è la causa che consente di prevedere la morte di una persona. Questo test è stato effettuato su richiesta del gip.

L’istruttore ha richiesto che fosse redatta una perizia sulla condizione di ipotermia dovuta all’immersione in un corpo umano. acque fredde (tra 4 e 8 gradi Celsius).

Questa analisi tecnica, effettuata da un medico militare esperto in Medicina Subacquea e Iperbarica, e al quale ABC Córdoba ha avuto accesso, spiega inizialmente che l’ipotermia si verifica quando la temperatura del corpo umano diminuisce giù da 35 gradila temperatura corporea normale di una persona è compresa tra 36,5 e 37,5º.

Il rapporto entra nel merito, pur senza mai fare riferimento alle condizioni in cui è avvenuto l’incidente con due morti a Cerro Muriano, stabilendo una classificazione dei gradi di ipotermia dei cinque classi. L’ultimo, con esito fatale. Il documento di 10 pagine considera “l’ipotermia irreversibile (o grado V) che provoca la morte quando la temperatura corporea è inferiore a 13 gradi Celsius.

In questo senso spiega che “durante l’ipotermia la circolazione spontanea è notevolmente ridotta e, con un raffreddamento profondo e/o prolungato, una insufficienza circolatoriache può limitare la sopravvivenza.

Inoltre aggiunge che “l’immersione in acqua fredda produce a shock da freddo Nei primi minuti, dopo 20 minuti potrebbe essere impossibile nuotare e si parla di collasso per immersione dopo 30-35 minuti.

La relazione degli esperti precisa che “vi sono situazioni particolari di raffreddamento come l’annegamento dovuto all’immersione in acqua fredda”. Secondo il medico responsabile del documento, “anche se non esiste definizione rigorosa di ‘acqua fredda'”, si può ritenere che “alcune delle risposte pericolose all’acqua fredda sembrano raggiungere il picco in immersione tra 15-10 gradi Celsius”, per cui conclude che “è ragionevole dire che l’acqua fredda è meno di 15 gradi Celsius.

In questo senso aggiunge che “la temperatura termoneutrale per un individuo nudo a riposo è di 35°C”, quindi “l’ipotermia è possibile negli individui immersi in acqua a questa temperatura nel tempo”.

Conclusioni

Conclude che esiste un solo fattore che predice la morte per annegamento: il momento in cui immersione. “Di tutti i fattori correlati al tasso di sopravvivenza all’annegamento, l’unico fattore che ha dimostrato di essere predittivo è stato il tempo di immersione”, afferma.

Sottolinea che “un’immersione inferiore a 5 minuti è associata a risultati favorevoli”, mentre “in quelle superiori a 25 minuti il ​​risultato è invariabilmente fatale», un eufemismo per riferirsi ad un risultato della morte.

La perizia è stata richiesta dall’istruttore per conoscere le possibili reazioni e conseguenze del corpo umano quando si trova in acque fredde. Nello specifico, la perizia è richiesta per valutare come avrebbero potuto reagire i corpi dei due soldati deceduti quando si stimava che l’acqua del lago fosse “tra 4 e 8 gradi” in superficie. Almeno questo è il motivo della richiesta rapporto tecnico.

La dottoressa non presenta risultati per il caso specifico dei soldati di Cerro Muriano, ma nella sua spiegazione generale dei tipi di ipotermia ritiene che l’ipotermia irreversibile possa provocare la “morte”. Inoltre, egli stima che un’immersione superiore a 25 minuti provochi senza dubbio “un risultato invariabilmente fatale”.

Garantisce che solo il tempo di immersione in acqua sia predittivo di annegamento, poiché “25 minuti sono invariabilmente fatali”.

È indiscutibile che i due soldati morti a Cerro Muriano abbiano speso ore sott’acqua finché non si trovarono all’interno del lago. Inoltre che la temperatura dell’acqua, secondo il rapporto, potrebbe essere considerata nella classificazione di “acqua fredda”, cioè inferiore a 15 gradi Celsius, poiché nel rapporto era stato richiesto di vedere gli effetti dell’ingresso in acqua tra 4 e 8 gradi .

Il rapporto ritiene possibile che, in queste condizioni, possa verificarsi ipotermia e che, nel suo grado irreversibile, possa causare la morte, senza però fare riferimento al caso. E va oltre, poiché afferma che il tempo trascorso sott’acqua, più di 25 minuti, è predittivo di quell’esito fatale, la morte.

 
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