Muove i primi passi il piano di contrasto al sommerso nella Regione

MURCIA. Iniziano i lavori per la realizzazione a piano strategico contro l’economia sommersa nella Regione di Murcia (PECES). Il Piano conterrà misure volte ad alleviare gli effetti negativi dell’economia sommersa che ridurranno l’economia irregolare, aumenteranno la formalizzazione del lavoro, miglioreranno la riscossione delle imposte, aumenteranno la competitività delle imprese, miglioreranno la qualità dell’occupazione e una maggiore equità nel carico fiscale.

Tra gli effetti dell’economia sommersa vi è lo svolgimento di attività economiche illegali, che non sono registrate o regolamentate dalle autorità e il cui reddito generato non contribuisce al prodotto interno lordo (PIL) ufficiale; implica evasione fiscale, perché non essendo dichiarati non sono soggetti a tasse; generano concorrenza sleale, poiché offrono prodotti o servizi a prezzi inferiori eludendo costi quali tasse e regolamenti; e spesso implica lavoro non dichiarato o precario.

Il Ministro dell’Istruzione, della Formazione Professionale e del Lavoro, Vittorio Marino, ha presieduto questo lunedì il primo incontro per la predisposizione del Piano, al quale hanno partecipato agenti sociali, rappresentanti dei datori di lavoro, organizzazioni e istituzioni coinvolte in questa materia, come l’Ispettorato del Lavoro e della Previdenza Sociale, l’Agenzia Statale dell’Amministrazione Fiscale e l’Agenzia delle Entrate della Regione di Murcia, per collaborare a questa iniziativa.

Il consigliere ha sottolineato che “la lotta all’economia irregolare è essenziale per promuovere un’economia più trasparente ed equa, dove tutte le attività economiche siano registrate e tassate in modo adeguato”.

Il governo regionale sta già lavorando in questo settore e, in collaborazione con il Consiglio Economico e Sociale della Regione di Murcia, ha commissionato all’Università di Murcia un progetto di ricerca per analizzare la situazione attuale nella Regione e valutare la dimensione e gli effetti dell’economia sommersa. Lo studio, la cui conclusione è prevista nelle prossime settimane, fornirà dati reali sullo stato dell’economia sommersa nella Regione, quali settori sono i più colpiti, il reale impatto economico e ne identificherà le principali cause.

Marín ha ricordato “la limitazione dei poteri dell’Amministrazione regionale, poiché non abbiamo il controllo delle attività legate all’economia sommersa, come i poteri sulle imposte statali (IVA o regimi di stima…), sulla previdenza sociale, o sul mercato del lavoro . Non possiamo effettuare controlli in tutte queste zone, dove è localizzato il grosso dell’economia sommersa, ma possiamo coordinare e promuovere, con campagne pubblicitarie, denunciare e collaborare con chi ha questi poteri.”

L’incontro è stato presieduto dal consigliere Vittorio Marino, ed erano presenti il ​​segretario generale del Ministero dell’Economia, delle Finanze e dell’Impresa, Sonia Carrillo; il delegato speciale dell’Agenzia statale per l’amministrazione fiscale, Alfonso del Morale; il direttore territoriale dell’Ispettorato del lavoro e della previdenza sociale, Fernando Vélez; il segretario generale del CroemRamón Avilés; il segretario generale del CCOO, Santiago Navarro; e il segretario generale dell’UGT, Antonio Jimenez.

 
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