13 deputati presentano una mozione di sfiducia contro Anna Katharina Müller

Un gruppo di 13 deputati ha presentato una mozione di sfiducia contro la ministra dell’Istruzione Anna Katharina Müller.

I legislatori sostengono tra l’altro che Müller sostiene la proposta di tagliare 65.000 milioni di ¢ dal bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione (MEP) entro il 2025.

La mozione è firmata da sei deputati del Fronte Largo (FA), quattro di Liberazione Nazionale (PLN), uno dell’Unità Cristiano Sociale (PUSC), uno dei Liberali Progressisti (PLP) e l’indipendente Gloria Navas.

In primo luogo, i deputati sostengono che il leader si rifiuta di rispettare il pagamento di diverse componenti salariali ai funzionari del Parlamento europeo. Tra questi, si menziona l’aumento del costo della vita, oltre a segnalazioni di stipendi incompleti, lezioni e supplementi non riconosciuti, riduzioni ingiustificate e mancato pagamento dei benefici.

Nella mozione si afferma che per questo motivo il difensore civico Angie Cruickshank ha convocato Müller il 10 giugno per rendere conto, ma questi non si è presentato.

Secondo l’ufficio del difensore civico, la leader aveva confermato la sua presenza alla riunione già da venerdì 7 giugno, ma un’ora prima della riunione aveva annunciato che non sarebbe arrivata. Per i legislatori, questa assenza trasgredisce il dovere di responsabilità dei funzionari pubblici.

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D’altro canto, affermano i deputati, l’11 giugno l’Ufficio del difensore civico ha effettuato un controllo presso l’unità delle richieste di salario del deputato europeo, dove ha accertato che ci sono circa 60.000 richieste in sospeso per diverse componenti dello stipendio. Questi corrispondono a circa 37.000 persone sul totale di 88.000 dipendenti dell’ente.

Per quanto riguarda il bilancio 2025, i firmatari affermano che, con il taglio di 65.000 milioni di ¢, l’eurodeputato disporrebbe “del budget più basso degli ultimi anni, allontanandosi ulteriormente dall’8% del PIL destinato all’istruzione”. Secondo i legislatori, ciò genererebbe un chiaro impatto sul sistema educativo pubblico e violerebbe il diritto umano all’istruzione, nonché l’interesse superiore dei minori.

Per quanto riguarda il “Percorso Educativo”, la mozione segnala che, ad oggi, non è noto il documento tecnico che sorregge il programma, il che genera “incertezza e improvvisazione nella conduzione del sistema educativo pubblico”. Aggiunge che questo stesso fatto è stato sottolineato dal Controllore Generale della Repubblica (CGR) nel dicembre 2023 nel rapporto n. DFOE-CAP-IAD-00012-2023, denominato “Rapporto di audit sulla pianificazione globale del sistema educativo”.

Il gruppo dei deputati descrive che, a due anni dall’inizio della gestione della gerarchia, la crisi educativa “si aggrava” e continuano i problemi per i quali era stata convocata un’interpellanza in plenaria il 26 settembre 2023 l’indebolimento del bilinguismo nelle classi, la mancanza di monitoraggio dei programmi completi di livellamento accademico, la carenza di test standardizzati nazionali e il deterioramento delle infrastrutture educative, tra gli altri.

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Infine, denunciano che tutte queste azioni e omissioni di Müller “pregiudicano gravemente il futuro sociale ed educativo del Costa Rica”, il che genera “grande incertezza nella popolazione e viola diversi diritti umani legati all’istruzione”.

Una mozione di censura richiede 38 voti per essere approvata nella sessione plenaria legislativa. Questa proposta è passata all’analisi del Direttorio Legislativo per assegnare una data per la discussione.

 
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