Il giudice vede segni di disobbedienza nel municipio di La Portella

Il magistrato del Tribunale amministrativo contenzioso di Lleida ha finalmente fatto il passo e, otto anni dopo la prima sentenza che condannò il consiglio comunale di La Portella a reintegrare l’ex segretaria e a pagarle gli stipendi che non percepiva dal maggio 2012, ha dedotto una testimonianza di diverse risoluzioni giudiziarie in materia e l’ha inviata alla Procura del Tribunale Provinciale di Lleida.

La sentenza, alla quale SEGRE ha avuto accesso, chiede al pubblico ministero di “svolgere le procedure investigative” che ritiene necessarie “nel caso in cui i fatti possano costituire un possibile reato di disobbedienza”, come aveva sottolineato la corte responsabile dell’atteggiamento del consiglio comunale nei confronti del sindaco, Carles Català, dopo che il consiglio aveva smesso di rispondere ad una richiesta “di identificare l’autorità o il pubblico ufficiale responsabile dell’esecuzione” delle sentenze, trasmessa tramite un’ordinanza del 19 gennaio dello scorso anno, ha avvertito il consiglio comunale che, se non avesse identificato la persona che rendeva impossibile l’esecuzione delle ordinanze del tribunale, “il sindaco sarebbe stato considerato responsabile” e gli sarebbe stata comminata una multa coercitiva di 1.500 euro. Il giudice lo ha imposto, ma ancora non ci sono prove che il sindaco abbia stanziato quei soldi. Alla fine di maggio di quest’anno, il magistrato ha scelto di comminare un’altra sanzione dello stesso importo per “non aver provveduto a ottemperare alla sentenza” con cui la Corte Superiore di Giustizia della Catalogna ha ratificato l’obbligo di reintegrare l’ex segretario e di risarcire né, “né”, le “varie risoluzioni giudiziarie che sono state emesse nel procedimento esecutivo, e nei vari pezzi separati. Il primo ordine di esecuzione della sentenza emesso dal Giudice del contendere è datato 19 febbraio 2019, più di”. cinque anni fa.

I contributi e gli interessi di mora danno luogo a un indennizzo

■ Il Tribunale amministrativo di Lleida ha stimato in 462.320 euro l’importo degli stipendi di lavorazione che avrebbe dovuto ricevere l’ex segretario di La Portella al 31 ottobre 2023, anche se l’importo reale è molto più elevato. La prima sentenza stabiliva il diritto della lavoratrice a “ricevere la retribuzione non percepita dal 1° maggio 2012” e a “recuperare il posto di lavoro”, a cui si aggiungono due maggiorazioni: l’ingresso in Previdenza Sociale dei contributi corrispondenti, che ammontano a circa 140.000 euro in più, e “interessi di mora derivanti da stipendi non percepiti”. Questi rappresentano il 69% per quelli del 2012 o il 20% per quelli del 2019, poiché non sono scesi sotto il 3,75% e sono stati al 5% per i primi tre anni.

 
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