La Chiesa ricorrerà al diritto civile e alla scala di altri Paesi per stabilire un risarcimento per le vittime di abusi

Il rapporto preparato dal Difensore civico stima che 440.000 persone in Spagna potrebbero aver subito abusi sessuali. (Hans Scott/Agenzia Uno)

L’Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale (CEE) ha approvato martedì scorso il Piano di riparazione globale per le vittime di abusi (PRIVA). La Chiesa accetta così la colpa davanti al scandalo pedofilia che “per molto tempo” ha negato o minimizzato il problema, come si legge nella relazione. Tra le misure richieste dal piano per far fronte alle vittime, la Chiesa contempla un risarcimento per le vittime ma non specifica quale sarà il disegno di legge. Sì, terranno conto del scale proposte dal diritto civile e criteri di altre Conferenze Episcopali dell’ambiente quando si imposta la compensazione.

Nel sessione straordinaria Martedì saranno pubblicati sia il documento con le linee di lavoro, sia il piano stesso, sia i criteri guida per l’attuazione riparazione globale per le vittime di abuso sessuale su minori o adulti equiparati dalla legge. Questo verrà fatto creando un file commissione che consiglierà le autorità ecclesiastiche coinvolte.

Questo organismo, attraverso una procedura non giudiziaria, cercherà di “verificare individualmente ciascun caso” e consiglierà il possibile quadro di riparazione, sulla base di ciò che la vittima stessa richiede “per la sua guarigione” e cercando sempre una riparazione globale. A tal fine, il comitato consultivo raccoglierà tutte le informazioni già predisposte dalle persone che si sono prese cura di quella vittima per non rivittimizzarla e, con tutti i dati, offrirà una relazione dei casi presentati, che sono limitate a coloro che non possono essere processati a causa della morte dell’aggressore o per la prescrizione del reato. La CEE e la Confer sosterranno sussidiariamente le riparazioni stabilite nessuna vittima può essere lasciata senza la corrispondente riparazione stabilito dall’organismo di coordinamento.

Il Garante ha registrato 223 nuove testimonianze di vittime di abusi sessuali in ambiente ecclesiale dopo la presentazione del rapporto effettuato dall’istituzione e fino al 22 maggio. Di queste, 129 testimonianze sono state considerate valide. (Congresso dei Deputati)

La commissione sarà composta complessivamente da 10 professionisti indipendenti: quattro esperti del settore medico legale, quattro del settore giuridico e un rappresentante della CEE ed un altro della Conferenza. La commissione si avvarrà dell’ausilio del Vicesegretariato per gli affari economici dove sarà sviluppata una scala o un sistema di valutazione per analizzare i danni subiti dalle vittime. Per fare questo si terrà conto di quanto proposto dalla legge civile e “dei criteri guida di altre Conferenze Episcopali presenti sul territorio”. Secondo i dati degli Ombudsmen, CEE e Paesei risarcimenti per pedofilia nella Chiesa, in Spagna la media è di 35.000 euro, e in altri Paesi europei si va dai 5.900 come nel caso del Belgio fino ai 62.000 come in Irlanda.

Il presente piano, la cui bozza è stata pubblicata in esclusiva da elDiario.es, sarà approvato martedì prossimo e sarà lanciato a partire da settembre in tutti gli organi della Chiesa spagnola per risarcire le vittime di pedofilia clericale i cui casi sono scaduti o non sono processati dalla giustizia civile. È il primo passo concreto della Chiesa cattolica spagnola.

Il rapporto sugli abusi nella Chiesa presentato in ottobre dal Garante, Angelo Gabilondolo stimò 440.000 persone potrebbero aver subito abusi sessuali, 1,13% della popolazione adulta. Nel documento di 777 pagine, Il numero totale delle possibili vittime non è quantificato di abusi, ma fornisce un’indagine che lo rivela Lo 0,6% degli spagnoli ha subito abusi sessuali da un sacerdote o da un religioso.

* Con informazioni fornite dall’EFE

 
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