Il Festivalle affronta il rapporto tra l’uomo di Vilanovés e Lorca e la prospettiva di genere nel suo lavoro

Il Festivalle Theatre Festival ha vissuto oggi una seconda giornata intensa, nella quale non sono mancate attività, dallo spettacolo accademico allo spettacolo teatrale. Tra questi spicca un’intensa inaugurazione della mostra artistica: “Luces na Pastoriza”, firmata da Juan Fernando de Laiglesia, Fito Barcia e Marta Iglesias.

Lo spazio in cui fu battezzato Ramón María del Valle-Inclán ospita un’esposizione attraverso la quale si riflettono alcune delle opere dell’ideatore del grottesco. Troviamo così una cascata di luci bohémien, una simbolica meravigliosa lampada che pende dal soffitto, e un tour del viaggio che Valle-Inclán fece in Messico quando aveva 26 anni. Una ricostruzione del Giardino Umbro e del Giardino Romanico. Una rilettura delle opere principali come elementi complementari ai testi di Ramón María del Valle-Inclán che forniscono nuovi contenuti alla Cappella e diventano un omaggio artistico ad alcune opere dell’autore. La mostra sarà visitabile fino al 28 luglio dalle 18:00 alle 21:00, ricorda l’organizzazione.

Un momento dall’inaugurazione della mostra “Luces na Pastoriza”

La giornata si era aperta con l’anno accademico che, con il tutto esaurito, ha riunito per tutta la mattinata quasi cinquanta persone interessate all’opera e alla vita dell’autore premiato al Festivalle.

Il primo intervento è stato quello di Pablo Landín, che ha approfondito il rapporto tra Valle-Inclán e García Lorca, sul quale il dottore in Filologia Ispanica ha sottolineato: “Si può dire che i due scrittori si incontrarono e vissero insieme molti momenti a Madrid nel primo terzo dell’Ottocento, il che lascia intendere un rapporto di reciproca ammirazione non solo artistica ma anche personale.”

Dopo di lui, Luz Gonzalez-Vinuesa ha spiegato nella sua conferenza “Femeninas, ritratto di donne nella Valle-Inclán del 1894” il rapporto tra l’autore e le donne. “Attraverso il lavoro di Valle-Inclán, la trasformazione della sua ideologia di genere, se esistente, viene indagata come una riflessione logica derivante dalle sue varie e graduali affiliazioni politiche. Utilizzando l’analisi critica del discorso semantico-culturale per la letteratura, i risultati suggeriscono che l’evoluzione dell’autore rispetto al genere non è identificata, anche se, dalla chiara equidistanza dal tradizionalismo della sua giovinezza al comunismo prima della sua morte, sembra essere ” concretizza e amplia il suo approccio personale alla sessualità femminile”, ha sottolineato la professoressa di Analisi critica del discorso, Linguistica e Culturalità a Cambridge.

La giornata accademica si è conclusa con “Rime di campane nella bella menzogna de La marchesa Rosalinda”, di Adolfo Muñoz. Lo scrittore, traduttore di Harry Potter e romanziere ha sottolineato: “Questa è una rivendicazione della lettura di Valle-Inclán come piacere, e come piacere dell’ascolto attraverso La Marchesa Rosalinda, un’opera di prodigioso virtuosismo, una farsa esilarante in cui Valle “dice addio a la preziosità della sua giovinezza”.

Per tutta la mattinata si è realizzato un nuovo itinerario guidato attraverso le enclavi che segnarono i primi anni di Valla-Inclán a Vilanova de Arousa. Mentre Fátima Rey reinterpretava questi momenti, circa 50 persone hanno visitato la Casa Museo e diverse parti della città.

“Fin qui siamo arrivati”

La giornata si è chiusa con “Siamo arrivati ​​fin qui”. La compagnia Pucelana La chimera de plastic è arrivata a Vilanova de Arousa con un’opera eccezionale in cui rende omaggio a Valle-Inclán, agli attori e alla compagnia stessa, che da oltre 40 anni è in tournée in varie parti del mondo . Uno spettacolo che ha raccolto gli applausi del pubblico presente all’Auditorium.

Per quanto riguarda la sessione odierna dell’iniziativa organizzata dall’Associazione Amici di Valle-Inclán, si svolgerà una nuova sessione dell’anno accademico e un’altra di visite guidate. Lo spettacolo della giornata sarà “Luces de Bohemia” della compagnia Miseria y Hmabre.

Giovedì il Festival propone l’ultimo spettacolo di questa edizione: “Ligazón”, con la compagnia Tribueñe, diretta da Irina Kouberskaya. Un’opera per la quale è stata premiata con il premio per la migliore regia al Festival Teatrale Ciudad de Palencia. Tra gli altri successi, è stata la prima professionista a portare Altarpiece of Greed, Lust and Death sul palco di San Pietroburgo (2005), mostrando ancora una volta la dimensione internazionale del contenuto delle sue opere.

 
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