Si concludono nella provincia di Granada le riprese del film ‘Geografie di un conflitto’

Si concludono nella provincia di Granada le riprese del film ‘Geografie di un conflitto’
Si concludono nella provincia di Granada le riprese del film ‘Geografie di un conflitto’

Granata/La squadra del film ‘Geografia di un conflitto’ ha annunciato la conclusione del riprese di questo film, che è il primo lungometraggio diretto da Daniele Maldonado. Il film è stato girato interamente in provincia di Granada tra i mesi di aprile e giugno in luoghi come il centro della capitale, alcuni quartieri della periferia (Chana, Zaidín o Bola de Oro), l’AlpujarraIL Costa Tropical lo Sierra Nevada. Tra le location più speciali che la produzione ha visitato ci sono Almanjáyar, che considerano “un quartiere dove di solito le telecamere non vanno” o uno spazio iconico come il Discoteca industriale Copera.

Entrambi gli attori professionisti e Diego Domínguez (“Violetta”, “Perdonami, Signore”) o Ruben Bernal (“Il segreto di Puente Viejo”, “Mía es la Vengeance”) e personaggi famosi di Granada come il cantante Juan Pinillail regista José Sanchez-MontesL’architetto Elisa ValeroL’insegnante Domingo Sanchez-Mesa o il pianista Ambrosio Valero.

Riprese del film ad Almanjáyar
/ Guillermo López

La struttura narrativa ‘Geografie di un conflitto’ (titolo provvisorio della produzione) si svolge nell’arco di 24 ore a Granada. Un gruppo di persone sfila davanti alla telecamera. studenti della scuola superiore che partecipano a un discorso cinematografica in analogico, un tassista che percorre le strade della città, un attore che arriva in città e decide di andare ad una festa Tecnologicoun cineasta ossessionato dalla cattura delle immagini, un documentarista che riflette sulla difficoltà di realizzare un film o una guardia forestale che intraprende lunghi viaggi alla ricerca di una Fotografia.

Daniel Maldonado parla di ‘Geografie di un conflitto’: “Il film ha più a che fare con la malinconia, la nostalgia, la solitudine, il desiderio, il sogno ad occhi aperti, l’automazione, l’ossessione per le immagini e il cinema. Ha più a che fare con quelle emozioni e concetti che con una struttura drammatica convenzionale di introduzione, parte centrale e fine. C’è un lavoro concettuale che ho sviluppato per mesi, dove sono partito dalla semplice idea di riprendere i luoghi e il caratteri che li abitano, e poi è apparsa l’idea di strutturarli secondo ambienti o addirittura orari di attività. Infine, nelle riprese stesse, il nostro obiettivo principale è stato la ricerca del la realtà e il estetica”.

Punto di partenza del progetto è il fascino che il regista prova per la sua terra natale, un sentimento che lui stesso definisce “di amore e odio”: “Il film nasce da un’ossessione artistica per Granada. Ho girovagato per i diversi ambienti della provincia in così tante occasioni che è inevitabile che gran parte della mia immaginazione provenga da questi spazi. Ma d’altra parte detesto il provincialismo di Granada e i suoi limiti. Da questo spunto ho cominciato a pensare di comporre un mosaico di luoghi e personaggi che trovavo interessanti”.

Tra i registi che hanno maggiormente ispirato Daniel in questo progetto ci sono Dziga Vertov, Jean Rouch lo Abbas Kiarostami e, soprattutto, Alberto Serra. “Senza di lui non sarebbe stato possibile. È stato lui a motivarmi a portare avanti il ​​progetto e c’è molto di Albert Serra anche nel metodo che ho utilizzato per filmare. La telecamera si avvicina ai personaggi e ai luoghi come se li stesse spiando e questo genera confusione su cosa sia la realtà e cosa sia la finzione”. Il film è stato girato in un’ampia varietà di formati (16mm, Super8, Digitale e MiniDV) e la fotografia analogica è stata utilizzata anche in 35mm e 120mm.

‘Geografie di un conflitto’ è una produzione di Maccionaproduttore di film, pubblicità, teatro e spettacoli con un interesse particolare per progetti unici, sperimentali o con una vocazione sociale ed educativa.

 
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