Il futuro Piano di Conservazione della Tartaruga Morava faciliterà la protezione e l’evoluzione delle popolazioni della specie nella Regione

Il futuro Piano di Conservazione della Tartaruga Morava faciliterà la protezione e l’evoluzione delle popolazioni della specie nella Regione
Il futuro Piano di Conservazione della Tartaruga Morava faciliterà la protezione e l’evoluzione delle popolazioni della specie nella Regione

Il futuro Piano di Conservazione della Tartaruga Morava faciliterà la protezione e l’evoluzione delle popolazioni della specie nella Regione

Giornata sul documento per l’Ambiente, che continua a raccogliere proposte e denunce sul Portale Trasparenza fino al 23 luglio

Dei 621 rettili trattati l’anno scorso presso l’El Valle Wildlife Recovery Center, ovvero un aumento del 58% rispetto all’anno precedente, 520 esemplari erano tartarughe di gelso.

10.07.2024 La giornata informativa “Territorio della Tartaruga”, tenutasi oggi presso la sede del Ministero dell’Ambiente, dell’Università, della Ricerca e del Mar Menor, ha approfondito il processo portato avanti per preparare il Piano di Conservazione della Tartaruga Moray. In questo modo il Ministero crea un nuovo spazio pubblico di partecipazione dei cittadini per la predisposizione dei piani di conservazione delle specie e degli spazi protetti.

Il consigliere, Juan María Vázquez, ha sottolineato in apertura “l’importanza” che il documento avrà nella “conservazione, protezione ed evoluzione positiva delle popolazioni di ‘Testudo graeca’ nella Regione”. Inoltre, ha sottolineato che, dalla sua recente esposizione pubblica sul Portale Trasparenza, “ci sono già numerosi contributi e suggerimenti per il miglioramento e l’adattamento della specie, che speriamo aumentino fino alla scadenza, il prossimo 23 luglio”.

La giornata ha previsto diverse presentazioni da parte di tecnici della Direzione Generale del Patrimonio Naturale e dell’Azione per il Clima, che hanno anche analizzato le azioni previste nel Parco Regionale di Calnegre e Cabo Cope o quelle che i cittadini possono realizzare per facilitare la conservazione delle specie in questi ambienti naturali spazi.

L’attuazione del Piano è conforme alla Legge per la Protezione della Fauna Selvatica della Regione, la quale stabilisce che le specie classificate come “vulnerabili” debbano avere un piano di conservazione e, se del caso, di protezione del loro habitat che faciliti la protezione di questi esemplari promuovendo un’evoluzione positiva delle loro popolazioni.

Una volta chiuso il periodo di contribuzione da inserire nel documento di Piano, questo diventerà una bozza di decreto, che conterrà una motivazione e una relazione di analisi di impatto normativo. Da quel momento in poi verranno riaperte le procedure di partecipazione con l’informazione pubblica, l’audizione delle parti interessate e la consultazione istituzionale, attraverso la Gazzetta Ufficiale della Regione di Murcia, il Portale Trasparenza e il sito web della Comunità Autonoma.

Dopo questa fase, saranno richieste relazioni al Consiglio consultivo regionale per l’ambiente, al Consiglio consultivo regionale per la caccia e la pesca fluviale (in caso di dichiarazione di zone di protezione della fauna selvatica) e ai corrispondenti organi di governo quando interessano spazi naturali protetti.

L’ultima fase preliminare alla sua approvazione prevede la relazione giuridica del Vice-Segretario ed i pareri del Consiglio Economico e Sociale e dei Servizi Giuridici della Comunità, affinché possa essere presa in considerazione e approvata dal Consiglio di Governo.

Dei 621 rettili curati l’anno scorso presso il Centro, ovvero un aumento del 58% rispetto all’anno precedente, 520 esemplari erano tartarughe moresche, la seconda specie che ha richiesto più attenzione dopo il rondone comune.

Solo tre città in Europa, tutte in Spagna

La tartaruga moresca conta solo tre popolazioni in Europa: una a Doñana (Huelva), un’altra nelle Isole Baleari e una terza – la più grande – condivisa tra le province di Murcia e Almería, per le quali la Regione ha una grande responsabilità nella conservazione della specie. Nel sud-est c’è un andamento stagionale con due periodi di inattività in cui le tartarughe si seppelliscono (estate e inverno) e non sono visibili. Questi periodi si alternano a molti altri periodi di attività, più accentuati in primavera, durante il periodo riproduttivo.

La massima probabilità di presenza della specie si verifica in aree con una piovosità media annua intorno ai 260 metri cubi e in cui non si verificano periodi troppo lunghi di temperature minime estreme e, a loro volta, devono trattarsi di aree di macchia. È una specie molto longeva, caratterizzata da un’elevata sopravvivenza da adulto e da una bassa sopravvivenza da giovane. Pertanto, la stabilità demografica delle loro popolazioni è molto sensibile alla mortalità degli adulti.

Tra i fattori che costituiscono una minaccia per la ‘Testudo graeca’ spiccano la perdita e la frammentazione dell’habitat, la popolazione in cattività e le sue malattie, nonché i problemi quando vengono rilasciati nell’ambiente naturale diffondendo queste malattie, morti accidentali a causa degli investimenti, degli incendi e dell’isolamento delle popolazioni.

La giornata ha invece visto la partecipazione anche della seconda specie più rilevante della Regione, la tartaruga marina caretta caretta (Caretta caretta), con una presentazione sull’evoluzione degli eventi di nidificazione sulle coste mediterranee della specie, di cui recentemente, 30 esemplari sono stati rilasciati a Isla Plana (Cartagena) dopo il trattamento presso l’El Valle Wildlife Recovery Center.

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

-

PREV La Commissione per la Riforma del Codice Penale ha completato lo studio della Parte Generale della nuova bozza
NEXT Come affronta le sfide attuali e future del commercio al dettaglio andaluso?