Sul monitoraggio delle campagne radiofoniche e televisive

Scritto in OPINIONE Lui 10/7/2024 · 22:00

Ultimo aggiornamento: 10/7/2024 · 12:01

In un modo senza precedenti e sulla base di un ampio bando e della valutazione delle proposte, non è stata l’Università Nazionale Autonoma del Messico, ma l’Università Università Autonoma di Nuevo León L’istituto prescelto per svolgere l’ documentazione Di copertura elettorale In Radio e televisione con la metodologia e il catalogo dei programmi approvati dal Consiglio Generale dell’Istituto Elettorale Nazionale (INE), lavoro che è stato eseguito in modo tempestivo e soddisfacente per l’appaltatore e che ha prodotto elementi utili e di qualità per la comprensione di quanto accaduto in campane per attori politici e elettori generalmente.

In quell’occasione il monitoraggio effettuato ha incluso diverse variabili che hanno consentito di proseguire nella trattazione di aspetti quali la visibilità dell’ applicazioni Attraverso azioni affermativericonoscimento di persone candidate Di genere non binariononché la registrazione di atti di violenza IO assalti UN contendenti.

La questione di genere nei media

Un aspetto evidenziato da chi compone il Consiglio Generale dell’INE Quando il rapporto finale di monitoraggio è stato presentato nella seduta ordinaria di questo organismo il 27 giugno scorso, il risultato in variabili di genereDi parità dei sessi e violenza politica basata sul genere.

A questo proposito si è accennato, con sostegno nell’art risultati del monitoraggioche nel caso di senatori Il 57% del tempo è stato dedicato a parlare uomini e 43 per cento per donnenonostante ne abbia registrati di più candidati Che cosa candidatiMentre nel delegazioni Lo squilibrio è maggiore, poiché oltre il 61% delle volte viene dedicato al monitoraggio uomini e solo il 39% per donne.

Lo stesso si riflette se invece di osservare i tempi, il parti Di monitoraggio conteggiati in base al sesso: il 59 per cento di questi pezzi nel caso del senatori erano per uomini e il resto per donnementre nel caso delle deputazioni il divario di genere era maggiore, una volta raggiunto il uomini Il 62 per cento dei pezzi registrati, contro il 38 per cento destinati donne.

Al di là di questo squilibrio, su cui rifletteremo alla fine del testo, troviamo che l rapporti legati all’equità e alla violenza politica di genere, sebbene il suo monitoraggio e la sua rendicontazione siano rilevanti, i dati mostrano un peso marginale di questo aspetto nell’informazione diffusa: meno dell’1% dei brani valutati in radio e televisione presentavano ruoli o stereotipi di genere e meno del 2% non ha utilizzato un linguaggio inclusivo e non sessista da parte degli attori politici. Sebbene queste disuguaglianze siano ancora criticabili, il loro peso specifico nelle campagne non sarebbe poi rilevante per la formazione del preferenze del elettorato.

Per dare densità al monitoraggio

Durante le campagne è stato registrato un reclamo per il separare candidato maschio per un presunto disuguaglianza nel tetto dei media verso il tuo campagna. Diversi media hanno risposto che non erano obbligati a fornire una copertura identica e che ciò derivava anche dalla rilevanza e dall’intensità delle loro attività e non necessariamente da politiche editoriali parziali.

Ciò porta a mostrare una limitazione attuale del monitoraggio per il interpretazione del dati che contribuiscono: Non c’è modo di verificare se le distribuzioni di parti e tempi nel file tetto informativa Sono il riflesso di pregiudizi nelle emittenti o una conseguenza del modello di attività di coloro che si contendono.

Per dare densità ai dati raccolti sarebbe necessario disporre di un inventario del attività pubbliche di candidatura che tenesse conto almeno del loro numero ed eventualmente della loro durata, per confrontarlo con i brani e i tempi distribuiti nei media e poter così soppesare i risultati del monitoraggio rispetto all’attività svolta e non rispetto al numero dei candidati, il che è davvero irrilevante per valutare se vi siano o meno pregiudizi nella diffusione data dai media.

È vero che sarebbe complicato costruire questo inventario, ma l’autorità amministrativa elettorale potrebbe benissimo richiedere ai contendenti resoconti in formato standard per alimentare una banca dati che verrebbe consolidata nell’ambito del monitoraggio e che consentirebbe di contrastare l’equità nella IL copertura giornalistica riguardanti le attività pubbliche svolte. La generazione di questo inventario potrebbe basarsi sul fatto che disporre di questi dati contribuirebbe agli scopi del monitoraggio stesso.

Comunque: l’idea c’è.

Ricardo de la Peña

@ricartur59

 
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