L’Ibex confida in un altro segnale di disinflazione

I dati CPI statunitensi condizionano l’intera giornata. Le previsioni di un nuovo freno e il sesto record consecutivo siglati ieri dall’indice S&P 500 aprono la strada alle azioni europee. L’Ibex, dopo l’accelerazione di ieri, volteggia intorno agli 11.100 punti.

Oggi i mercati sono ancora una volta al centro dell’attenzione. Nel mezzo del costante dibattito sulle scadenze per i tagli dei tassi pianificati dalla Federal Reserve, gli investitori conosceranno oggi i dati del Inflazione americana corrispondente a mÈ giugno. Le previsioni indicano nuovi progressi nel tanto atteso processo di disinflazione. Gli analisti stimano che l’indice dei prezzi al consumo si ridurrà dal precedente 3,3% al 3,1%. In cambio, non prevedono cambiamenti nei dati sull’inflazione sottostante, cosa che potrebbe accadere

Oggi i mercati sono ancora una volta al centro dell’attenzione. Nel mezzo del costante dibattito sulle scadenze per i tagli dei tassi pianificati dalla Federal Reserve, gli investitori conosceranno oggi i dati del Inflazione americana corrispondente a mÈ giugno. Le previsioni indicano nuovi progressi nel tanto atteso processo di disinflazione. Gli analisti stimano che l’indice dei prezzi al consumo si ridurrà dal precedente 3,3% al 3,1%. In cambio, non prevedono cambiamenti nell’inflazione core, che potrebbe ripetersi al 3,4%.

Questi livelli di inflazione sono ancora lontani dall’obiettivo prossimo al 2% fissato dall’ Riserva federale. Nei due giorni precedenti, durante la sua apparizione al Senato e al Congresso degli Stati Uniti, il presidente della Fed ha quindi inviato un messaggio contrastante. Jerome Powell ammette progressi nell’inflazione, ma ancora insufficienti per fissare una data fissa per l’inizio dei tagli dei tassi.

Prossima espansione.

 
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