Proposta sull’aborto da inserire nel disegno di legge che istituisce il codice penale

Al di là della mutilazione della libertà che implica impedire a un essere umano di prendere decisioni su cosa fare del proprio corpo e sulla progettazione del proprio futuro; del diritto che ogni persona ha al controllo della propria fertilità, che l’esercizio della propria autonomia riproduttiva è inerente e non trasferibile, oltre al pregiudizio sociale e all’emarginazione derivanti dalle vestigia dell’imperialismo e della figura patriarcale; Nel caso delle ragazze, dello stupro e dell’incesto, si verificano contraddizioni e alterazioni nell’ordine naturale della vita, che influiscono sulla qualità della vita e sulla salute fisica, mentale e spirituale sia della ragazza che della donna violentata come del feto. Costituendo quindi la penalizzazione delle tre cause, in modo tale incoraggia il pericolo di morte e, se ciò non bastasse, incoraggerebbe anche la corruzione. Niente di più pericoloso per la vita.

È opportuno evidenziare che nell’articolo 112 dell’attuale progetto di codice penale, relativo all’esenzione dalla responsabilità nell’interruzione della gravidanza o nell’aborto, è già accertata una delle cause ed è “quando la vita della madre e del feto è messa in pericolo”. in pericolo, una volta esauriti i mezzi scientifici e tecnici disponibili presso il centro sanitario al momento dell’evento….” Vale a dire:

Articolo 112.- scusa. L’interruzione di gravidanza effettuata da personale sanitario specializzato in strutture sanitarie pubbliche o private non sarà sanzionata se, per salvare la vita della madre e del feto in pericolo, siano esauriti tutti i mezzi scientifici e tecnici sanitari al momento disponibili dell’incidente.

Ciò indica che, da parte del legislatore dominicano, c’è comprensione e accettazione della causa del pericolo di morte della madre e del feto per ragioni scientifiche, ma non quelle legate allo stupro in tutti i casi, all’incesto e alle gravidanze di un ragazza minorenne.

Questa disposizione è insufficiente a garantire i diritti intrinseci di ogni persona, che include necessariamente le bambine, le donne e i feti gestati in condizioni di violenza e aggressione o di mancato consenso, per vari motivi che di seguito indichiamo in modo generale e che, meritano , se vuoi comunque essere consultato con scienziati della concezione umana per ottenere dettagli dettagliati con valori chimici precisi e per capire come i geni agiscono insieme, reagendo agli incidenti del contesto, per produrre in ogni persona un’entità e identità clinica.

Con queste esclusioni il legislatore ignora il fatto che anche la vita delle ragazze è messa in pericolo., quando la società cerca di imporre loro il ruolo di madre nel momento sbagliato, poiché il loro corpo, mente e spirito non sono in grado di assimilare e sostenere i cambiamenti ormonali che derivano dalla gestazione di una nuova vita in così giovane età, poiché ciò richiede organi e cellule ben sviluppati e di dimensioni sufficienti in grado di generare rosso globuli, piastrine ed emoglobina e altri componenti per il corretto funzionamento del sistema immunitario che si verifica solo in condizioni di adeguata maturità e età adulta, di cui una ragazza non gode a causa della sua giovane età, in modo che la donna incinta possa godere di una vita sana, cosa che non avviene nemmeno con una bambina, a causa delle malattie che sono sempre causate da questa alterazione biologica, che la mettono a rischio di morte, e che non le permettono di nutrire il feto per la sua adeguata formazione e sviluppo con robuste condizioni fisiche e salute mentale. . In nessun caso ciò mantiene sana la vita della ragazza, né fisicamente né mentalmente.

Ciò mette a rischio di morte anche la vita del feto, poiché non riceverà, come abbiamo già indicato, i nutrienti che consentono un sano sviluppo fisico e mentale (perché nemmeno il cervello riceve nutrienti adeguati per la sua formazione). ).

Inoltre, viene compromessa la salute mentale e spirituale della ragazza, alla quale la società vuole imporre un ruolo di madre che non cerca né vuole né resiste al suo corpo piccolo e indifeso, privandola di giocare con bambole e giocattoli e di occuparsi della sua educazione. , influenzando anche questo incide negativamente sullo sviluppo del cervello del feto, il che può avere ripercussioni disastrose che si rifletterebbero nella vita quotidiana durante la convivenza del ragazzo concepito in queste circostanze e della ragazza a cui sono stati negati i suoi diritti di ragazza e le è stato imposto responsabilità per le quali non è preparata e non lo sarà.

E nessuno dei due, né il feto né la bambina incinta, saranno circondati dall’ambiente adeguato che permetta loro di godere della vita piena e sana che è insita in ogni bambino, che è la sua essenza, e che, come tale, è non è un merito che deve ricevere riconoscimento dal legislatore, dal sacerdote, dal pastore o dalla società, ma è suo ed è la sua ragione di esistere, la sua ragione di vivere felice, per questo è un obbligo degli adulti pensare sempre in anticipo, prima di impegnarsi in un progetto per concepire un bambino, se sono in grado di garantire che una nuova vita possa essere vissuta felicemente e che non offra solo soluzioni per sopravvivere in ambienti di deprivazione di ogni tipo, che che comprende l’affettività sana e pura, la materialità e la stabilità che danno al bambino la certezza di un ambiente forgiato dall’amore e non l’insicurezza che caratterizza un bambino concepito dall’esplosione e dall’odio, che a sua volta, mantiene quell’essere umano in situazioni di privazione anche in età adulta.

Vivere in scenari non contemplati dal legislatore significa sopravvivere, e Dio ci ha creato per vivere felici. Stiamo cercando di imporre l’infelicità ad una ragazza il cui benessere e i cui diritti in quanto tali devono essere garantiti dallo Stato, cioè lo Stato non garantisce i diritti di quella ragazza, ma allo stesso modo, sta cercando di – forse senza rendersene conto- che il feto d’ora in poi diventa un bambino pieno di traumi, che non porta alla felicità che Dio comanda e che è responsabilità degli adulti assicurare i figli fin dal grembo materno.

Questa situazione diventa ancora più terrificante quando si tratta di persone che soffrono di privazioni economiche e di ogni tipo. La riparazione di questi traumi comporta una vita completa di terapie permanenti – che in nessun caso garantiscono la guarigione definitiva di queste malattie né cancellano la sofferenza e la sofferenza – sia per la ragazza se sopravvive, sia per il feto divenuto bambino e poi di un adulto, dello stupratore che ha depositato il suo sperma perché non può essere definito padre, e di entrambe le intere famiglie, per la loro guarigione e miglioramento, che è estremamente costoso e richiede soldi e tempo che le persone dedicate a produrre il sostentamento quotidiano non hanno a disposizione la loro disposizione per sopravvivere. Immaginiamo anche che tipo di sentimenti può sviluppare un ragazzo o una ragazza nei confronti di uno stupratore della propria madre, che è anche la persona che in un altro scenario dovrebbe essere chiamata padre, ma il cui nome ora deve essere stupratore o causa di morte in vita.

Soprattutto, in società come la nostra, caratterizzate da enormi disuguaglianze sociali, economiche e politiche, La limitazione delle cause ad una, e la penalizzazione delle altre due, rende tale previsione normativa esclusiva, ingiusta e favorevole alla morte e alla corruzione, poiché vengono limitati i diritti e messa a rischio la vita delle persone che soffrono di privazione di ogni genere e, come tali, si trovano in situazioni di vulnerabilità materiale e mentale, a causa della mancanza di risorse economiche per pagare i servizi di interruzione di gravidanza in un ambiente medico sicuro, con condizioni sanitarie e igieniche adeguate, a disposizione della classe media e alta, che può pagare tali servizi sia a livello locale che all’estero, e si arriverà, come di fatto accade, alla clandestinità di tale pratica con i mezzi necessari, nonostante i due divieti contenuti nell’attuale progetto di Codice Penale restino giuridicamente sanciti.

È importante sottolineare che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), gli aborti non sicuri rappresentano la terza causa di morte materna prevenibile nel mondo. Sono anche la causa di cinque milioni di casi di disabilità ampiamente evitabili. Pertanto, l’accesso all’aborto per uno qualsiasi dei tre motivi, senza rischi, è una questione di salute pubblica e una parte fondamentale del nostro diritto alla salute, e quindi alla vita.

Lo stesso avviene nel caso di una donna la cui gravidanza è conseguenza di uno stupro e nei casi di incesto. Ricordiamo che in quest’ultimo caso, la vita e la qualità della salute fisica e mentale della donna sono messe a rischio anche a causa delle circostanze relative al concepimento e allo sviluppo del suo stato di gravidanza e, soprattutto, di quello del feto, perché la composizione e la trasmissione dell’informazione genetica svolgono un ruolo trascendentale nello sviluppo fetale, oltre ad essere imposti a bambino che cresce e si sviluppa in un ambiente di insicurezza familiare e di disturbo e confusione mentale che influiscono necessariamente sulla sua qualità di vita.

Ricordiamoci che vivere non è solo respirare, vivere è avere qualità di vita e questo include stabilità emotiva, buona salute fisica e mentale, che implica pace spirituale, ma anche avere la copertura almeno dei bisogni primari e, una ragazza non è in una posizione che garantisca loro, e l’incesto non garantisce loro una qualità di vita con una buona salute fisica e mentale o un ambiente familiare sicuro, ma piuttosto la tortura, che si applica a tutti i casi presentati, configurati nello stesso progetto di Codice Penale oggetto di questa riflessione, come ogni atto che miri ad annullare la personalità della vittima, e che causi dolore e sofferenza fisica e psicologica, così come ogni altro metodo sadico che causi angoscia.

Insomma, la criminalizzazione dei due motivi mancanti, lungi dal garantire diritti, è esclusivista, marginalista e una forma di discriminazione di genere, e implica tortura sia per la ragazza, la donna violentata o vittima di incesto, sia per il bambino nel grembo materno. e dopo la nascita per un intero conglomerato familiare.

Non è dolore e sofferenza quello che soffrono una ragazza incinta e una donna violentata o sottoposta a incesto? Non è forse questo che soffre un feto concepito in queste circostanze, condannato a crescere in un ambiente caratterizzato da questi vizi di disfunzione?

L’essenza della vita è l’amore, non l’aggressività o la gravidanza violenta o non consensuale. La vita deve nascere dall’amore, non dall’imposizione individuale o sociale o religiosa o dall’aggressione fisica e mentale, ma non dal sesso irresponsabile e questo è ciò che Dio insegna. Normalizzare le gravidanze derivanti da atti di violenza e di qualsiasi genere nelle ragazze e dall’incesto, è andare contro la concezione della vita predisposta da Dio, cioè dall’amore e dall’unione volontaria tra un uomo e una donna.

Alla luce di queste riflessioni che condivido con voi, propongo di modificare il già citato articolo 112 relativo alla difesa dell’aborto, in modo da includere le due cause già esposte, cioè quando si tratta di gravidanza nelle ragazze e di stupro e incesto, in modo che dica:

Articolo 112.- scusaS. L’interruzione di gravidanza effettuata da personale sanitario specializzato in strutture sanitarie pubbliche o private non sarà punita nei seguenti casi:

  1. Per salvare la vita della madre e del feto in pericolo, tutti i mezzi scientifici e tecnici disponibili presso il centro sanitario al momento dell’incidente sono esauriti;
  2. Quando si tratta di ragazze, cioè minorenni e adulte con incapacità mentale;
  3. Quando si tratta di una gravidanza frutto di stupro e incesto.
 
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