Quando gli svedesi manifestarono contro gli ABBA e la stampa li dichiarò “il nemico”

Quando gli svedesi manifestarono contro gli ABBA e la stampa li dichiarò “il nemico”
Quando gli svedesi manifestarono contro gli ABBA e la stampa li dichiarò “il nemico”

18 maggio 202405:52

Riccardo di Querol – El País

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Nessuno è profeta nella propria terra. I membri degli Abba affermano che non si aspettavano affatto di vincere l’Eurovision Song Contest a Brighton, in Inghilterra, nel 1974, dove vinsero con Waterloo, la canzone più ricordata tra tutte quelle che hanno gareggiato prima e dopo. Tanto meno si aspetterebbero che questa vittoria provochi una reazione furiosa nel loro paese, la Svezia. Al punto che per le strade di Stoccolma si ebbe una grande manifestazione contro il festival che lì si sarebbe tenuto l’anno successivo: si dice che parteciparono 200.000 persone!, alcuni con violini e flauti. Il concorso del 1975 si tenne finalmente nella capitale svedese, ma parallelamente fu organizzato un festival alternativo (con folk, rock, jazz e altri generi) per denunciare la commercializzazione della musica da parte dell’industria, che ebbe un impatto notevole. Di fronte a questa situazione, nel 1976 la Svezia rinunciò a partecipare all’Eurovisione e non la trasmise nemmeno.

Marcia di protesta contro gli ABBA a Stoccolma, 21 marzo 1975

Come lo stesso Eurovision Song Contest, la musica degli Abba era “commerciale”, il che era il peggiore che potesse essere negli anni ’70, un’epoca in cui il rock (Led Zeppelin, Pink Floyd, gli Stones) si vantava della sua superiorità artistica e rilevanza sociale quell’egemonia era già minacciata, perché la disco music avrebbe cominciato a decollare negli Stati Uniti. Anche i cantautori impegnati in quel decennio erano stimati: c’era molto di cui protestare. E il punk stava per emergere con la sua crudezza e il suo messaggio anti-establishment. Il pop fresco, edonistico e senza pretese degli Abba era irritante per il pensiero mainstream. La stampa svedese si scaglia contro di loro: “La loro tradizione è quella della musica commerciale”; “Fanno merda, ma merda brillante”; “Sono il nemico.”

La storia è raccontata bene nel documentario della BBC Abba. Contro ogni previsione (ABBA: Contro le probabilità). Una storia davvero scioccante dei problemi di una band di tale successo. Diretto da James Rogan, il film analizza nel dettaglio e con travolgente materiale d’archivio un breve periodo, poco più di cinque anni, da Brighton ai primi anni Ottanta, alla vigilia della loro separazione, mai ufficializzata: semplicemente smisero di registrare e di esibirsi. .

ABBA all’Eurovision Song Contest del 1974

Prima dell’Eurovision, i membri degli Abba erano famosi, ma non star, in Svezia. Loro, Björn e Benny, avevano fatto parte di gruppi folk; Loro, Agnetha e Frida, hanno avuto alcuni album come artiste soliste. Ma vedendoli in TV con quei vestiti colorati, quelle paillettes e quelle pedane che cantavano un pop semplice e accattivante, il loro Paese li ignorava. E non solo la Svezia: Waterloo Fu un singolo di grande successo, che arrivò al numero uno nel Regno Unito, ma le stazioni radio evitarono di trasmetterlo. Era lo stigma dell’Eurovision e quell’immagine kitsch in un’Europa molto diversa da quella di oggi.

Inizialmente trovarono rifugio in Australia. Si esibirono lì per il programma di Capodanno del 1975 e divennero un fenomeno glocal (globale e locale) duraturo; Ciò potrebbe spiegare i recenti inviti a un paese così remoto a partecipare all’Eurovision. Su quella grande isola ebbero i successi numero uno fino ad ottobre (42 settimane!) e fecero il loro primo grande tour. Poi tentarono altre strade, anche oltre la cortina di ferro: riuscirono a far trasmettere in televisione in tutta la Polonia il loro concerto di Varsavia. Hanno aggiunto i paesi al loro credo. Negli Stati Uniti gli è costato di più, anche se hanno avuto la loro serata stellare con Olivia Newton-John in televisione. Si collegavano alla febbre della disco music, ma anche questa si stava estinguendo e incontrava una furiosa opposizione (da parte degli Serata di demolizione della discoteca a Chicago nel luglio 1979, quando fu organizzata una massiccia distruzione di vinili del genere). Alla fine il Regno Unito si arrese: riempirono lo stadio di Wembley per sei notti consecutive nel novembre 1979.

ABBA all’Eurovision Song Contest del 1974

La band era sopravvissuta alle critiche negative, al peso della fama e alla pressione di essere diventata un’esca per la stampa gossip. Agnetha è stata quella che ha avuto la peggio. Nelle interviste qui recuperate si vede che è stato chiesto loro poco della loro musica (solo loro) e molto dei loro matrimoni (solo loro), della maternità e perfino del loro culo (quello di Agnetha). L’immagine di due coppie perfette si infranse quando Agnetha prese i due figli e abbandonò Björn dopo aver partecipato a uno speciale di Natale della BBC nel 1978. Il quartetto continuò nonostante tutto, ma non sopravvisse più di qualche mese al secondo divorzio, quello di Frida e Benny, nel 1981.

Questo non viene più raccontato nel documentario, che finisce lì, ma il abbamania fu un fenomeno in crescita nei decenni successivi allo scioglimento del quartetto. Il suo album più venduto è la compilation Oro, pubblicato nel 1992; sette anni dopo il musical fu presentato in anteprima a Londra Mamma mia!, basato sulle sue canzoni (non sulla sua carriera), che ha raggiunto molte più città ed è stato tratto un film nel 2008 con Meryl Streep e Pierce Brosnan. Nel nuovo secolo è più comune che le loro canzoni vengano trasmesse alla radio rispetto a quando erano attivi. Si sono incontrati di nuovo per registrare un album nel 2021: viaggiopiù che degno anche se non ha contribuito in alcun modo al suo repertorio.

In un certo senso erano in anticipo sui tempi, perché la loro stravaganza era molto accettata nella scena pop degli anni Ottanta, più libera da pregiudizi, e continua ad esserlo anche oggi. Avevano un altro punto a loro favore: piacevano molto ai bambini del loro tempo, che sono gli adulti di oggi, il che forse spiega la loro incredibile validità. Se non si aspettavano di vincere il concorso del 1974, tanto meno avrebbero pensato che mezzo secolo dopo sarebbero stati onorati, e ricreati utilizzando l’intelligenza artificiale, al gala dell’Eurovision a Malmö. Nessuno ha protestato contro di loro, questa volta nel loro Paese (ci sono state molte proteste a Gaza).

Nei suoi giorni di gloria, quelle sei notti a Wembley, alcuni membri dei Led Zeppelin e degli Who, l’aristocrazia del rock, si affacciavano nella zona vip dello stadio londinese. Nel documentario si racconta che anche i Sex Pistols, che ne rappresentavano gli antipodi stilistici ed estetici, facevano suonare la cassetta di Regina danzante. Alla fine si è scoperto che i rocker più duri, in quel periodo in cui il rock veniva preso così sul serio, ascoltavano segretamente le canzoni degli Abba.

Di Ricardo de Querol

Riccardo di Querol – El País

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