cupcakKe / Manifesto intrepido – jenesaispop.com

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Sono stati anni difficili per Elizabeth Harris, meglio conosciuta come CupcakKe. Erano passati sei mesi dall’ultimo album della fino ad allora prolifica rapper di Chicago, pubblicato pochi mesi prima che all’inizio del 2019 scrivesse un tweet in cui annunciava che si sarebbe suicidata. Per fortuna tutto si è concluso con un falso allarme, poiché in seguito ha dichiarato di stare bene e ha annunciato di combattere da anni la depressione e di ricevere aiuto psicologico.

Nel settembre dello stesso anno, l’artista pubblicò un video molto preoccupante in cui appariva piangendo e rammaricandosi di avere “una cattiva influenza” sui bambini con i suoi testi ultra-sessualmente espliciti. Anche se solo due mesi dopo ha pubblicato un singolo, il primo di molti singoli che ha pubblicato sparsi in questi anni.

Forse per proteggere la sua salute mentale, ‘Dauntless Manifesto’, il suo primo lungometraggio in più di cinque anni, arriva senza alcuna promozione o pubblicità, come se l’artista stessa volesse evitare qualsiasi tipo di attenzione mediatica. Ma non lasciate che questo confonda nessuno: questo non è assolutamente un album minore. Il primo indizio dovrebbe già servire ad avvisarci che questo progetto è molto serio. “Grilling N***** II” è un esempio spettacolare della capacità del rapper di sparare in modo aggressivo con battute senza mai dimenticare il suo brillante senso dell’umorismo.

La prima frase che sentiamo nell’album è diretta ai suoi nemici: “Vai a succhiare un cazzo attraverso la tavoletta del water”. Ma per quanto incredibile possa sembrare, la volgarità di CupcakKe non è sgradevole, ma assolutamente delirante ed esilarante grazie alla sua capacità di creare metafore impossibili e astuti giochi di parole.

Inoltre, la produzione di molte canzoni è più sofisticata rispetto ai lavori precedenti, come ‘Connect 4’, che inizia con dolci sintetizzatori R&B e angelici ritornelli distorti prima di soccombere a un’esilarante commedia sessuale in cui il rapper racconta l’orgia che ti circonda potresti organizzare se invitassi il tuo amico alla festa. Tra le tante battute capaci di far ridere chiunque, spicca “Pioggia dorata su queste guance grasse, non fermarti finché non sembro Pikachu”. Anche le chitarre rinfrescanti di ‘Water Balloon’ sono assolutamente inaspettate e il suo ritornello è il più contagioso che troviamo qui.

Nella traccia successiva, CupcakKe lascia da parte l’aspetto sessuale e diventa più serio, non solo nei testi, dove parla di depressione e prevenzione del suicidio, ma anche musicalmente. ‘Rock Paper Scissors’ è la prova che l’artista può affrontare argomenti seri senza perdere un grammo di fascino artistico.

Anche se in ‘Dauntless Manifesto’ funzionano meglio canzoni più leggere e puramente edonistiche come ‘Queef’, decorata con una linea di sintetizzatore futuristica e ritmi latini. La canzone inizia con “Twinkle, twinkle little star, he gon’ make this Pussy fart” e da lì la festa continua fino all’ultimo secondo. “Dementia”, il brano più pop, si distingue per la sua produzione squisita, la sua melodia immediata e, naturalmente, per l’immenso carisma di CupcakKe, stampato in ogni frase. D’altro canto, ‘Double Homicide’ ci riporta allo stile aggressivo del primo brano con un altro beat spettacolare, mentre ‘Cody’ offre la sua versione più melodica nel suggestivo ritornello.

“Dauntless Manifesto” è osceno e volgare, ma non è solo carico di riferimenti sessuali, ma anche di una forte convinzione per la giustizia sociale. CupcakKe parla di razzismo, salute mentale e diritti LGBT, il tutto rimanendo divertente, irriverente e giocoso come sempre. Spero che arrivi il giorno in cui verrà riconosciuta per quello che è: una delle migliori rapper di oggi.

 
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