Dichiarano irricevibile il ricorso di protezione a favore di Daniel Jadue con il quale questi chiedeva la revoca della carcerazione preventiva

Dichiarano irricevibile il ricorso di protezione a favore di Daniel Jadue con il quale questi chiedeva la revoca della carcerazione preventiva
Dichiarano irricevibile il ricorso di protezione a favore di Daniel Jadue con il quale questi chiedeva la revoca della carcerazione preventiva

Giovedì scorso, la Corte d’Appello di Santiago ha dichiarato inammissibile un ricorso di protezione presentato a favore del sindaco di Recoleta, Daniele Giaduecon quale Ha cercato di revocare la sua detenzione preventiva.

Ricordiamo che il capo comunale sta scontando tale misura cautelare da questo lunedì nell’edificio penitenziario Capitano Yáber, dopo essere stato formalizzato per i reati di frode, corruzione e frode contro l’erario, nell’ambito della Il caso delle Farmacie Popolari.

Vista la sentenza del Tribunale della Terza Garanzia di Santiago, l’avv Julio César Cuadros Ha presentato ricorso da cittadino, per annullare la carcerazione preventiva nei confronti di Jadue, ma questo non prosperò.

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Dalla corte d’appello hanno sostenuto che “pende il termine per il deposito del ricorso, che costituisce la via ordinaria di impugnazione, ragion per cui Non è opportuno ammettere questo arbitrato per il trattamentopoiché sono sotto tutela giurisdizionale, e in tale procedimento devono essere dedotte le risorse che la difesa del protetto ritenga opportune”, come precisato dall’art. Emol.

Pertanto, “non si può, in effetti, sostenere che l’azione di amparo diventi uno strumento che favorisce il controllo anomalo ed improprio di quanto svolto da un giudice, nelle condizioni sopra esposte, poiché accettarlo significherebbe snaturare sia la finalità dell’azione di amparo sia la regolarità di fondo della procedura che la regola.”si legge nella delibera.

Vale la pena ricordare che il ricorso di protezione presentato intendeva che la Corte determinasse la misura cautelare applicata al sindaco Jadue as “illegale e arbitrario, e la privazione della mia libertà individuale è stata disturbata e violata”.

Ha addirittura sostenuto che il “giudice Paulina Moya” ha condotto l’udienza di formalizzazione illegalmente, senza principio di legalità, con grave ignoranza da parte del giudice, per pigrizia o ignoranza, della tecnica penale adeguata per i delitti commessi in giudizio dall’imputato. pubblica amministrazione.”

 
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