Manifestazione dell’orgoglio di stato

Manifestazione dell’orgoglio di stato
Manifestazione dell’orgoglio di stato

Madrid (EFE).- Un milione di persone, secondo gli organizzatori – 300.000, secondo i dati della delegazione governativa – hanno assistito questo sabato alla Manifestazione statale del Pride LGBTIQ+, che si è svolta nella capitale, ponendo fine ad un programma festoso e insieme vendicativo.

La sfilata è stata indetta dalla Federazione Statale delle Lesbiche, Gay, Trans, Bisessuali, Intersessuali e altro (FELGTBI+) e dal Collettivo LGTBI di Madrid (COGAM), con il motto “Educazione, Diritti e Pace: Orgoglio che trasforma”.

Nello specifico, alle 19:10, la marcia è iniziata da Atocha, per proseguire lungo il Paseo del Prado, Cibeles e Paseo de Recoletos, fino a raggiungere Plaza de Colón, dove è stato letto il manifesto.

Capo della manifestazione Pride che, all’insegna del motto “Educazione, diritti e pace: l’orgoglio che trasforma” percorrerà le strade di Madrid questo sabato. EFE/Fernando Villar

La manifestazione è iniziata con alla testa quattro ministri della coalizione di governo, invitati in segno di gratitudine per la creazione nel Congresso dei Deputati di una sottocommissione per sviluppare un patto statale contro l’incitamento all’odio.

Nello specifico si tratta del Ministro del Lavoro e dell’Economia Sociale e secondo vicepresidente, Yolanda Díaz; il Ministro delle Pari Opportunità, Ana Redondo; il Ministro dell’Interno, Fernando Grande Marlaska; e il ministro della Cultura, Ernest Urtasun.

Al loro fianco hanno marciato i convocatori, tra cui il presidente della Federazione Statale LGTBI+ (FELGTB), Uge Sangil e il presidente della COGAM, Ronny de la Cruz.

La senatrice Laura Antonelli (2d), insieme al ministro degli Interni, Fernando Grande-Marlaska (d), alla seconda vicepresidente e ministra del Lavoro e dell’Economia sociale, Yolanda Díaz (4d) e alla ministra dell’Uguaglianza, Ana Redondo (2i ), durante la manifestazione del Pride. EFE/Fernando Villar

Il secondo striscione, come l’anno scorso, è servito per chiedere un patto dello Stato contro i discorsi d’odio.

Allo stesso modo, all’evento centrale del Pride 2024 ha partecipato anche il Ministro della Salute, Mónica García; l’ex ministra dell’Uguaglianza ed eurodeputata di Podemos, Irene Montero; e attiviste come Carla Antonelli.

Durante la lettura del manifesto, i rappresentanti degli organizzatori hanno sottolineato che questa edizione mira a “promuovere l’educazione alla diversità come strumento fondamentale per combattere l’odio contro la diversità”.

Tra le richieste più importanti figurano il riconoscimento delle persone non binarie, il transfemminismo inclusivo o il Patto di Stato contro l’incitamento all’odio.

In questo senso e per la ragione principale della richiesta di questa edizione, hanno chiesto che le Comunità Autonome creino e attuino unità e riferimenti per l’attenzione alla diversità affettiva/sessuale nei diversi centri educativi, comprese le università, tra le altre politiche.

“Di fronte agli attacchi di incitamento all’odio, di fronte ai falsi account sui social network che diffondono odio, di fronte alla disinformazione contro le persone trans nei media, di fronte alla reazione che ci aspetta, che vogliono Se ci prendiamo 20 o 30 anni fa, restituendoci all’armadio, alla paura e al silenzio, ciò di cui abbiamo bisogno sono i diritti”, elogia il manifesto.

In totale, la manifestazione di oggi ha visto la partecipazione di 92 striscioni e 51 carri, che hanno percorso le principali arterie della capitale al ritmo di “Potra Salvaje” di Isabel Aiún, “Who cares” di Alaska o “Zorra” di Nebulossa.

 
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