Giro d’Italia 2024 – Anteprima tappa 20

Di @amatiz12

Alpago › Bassano del Grappa (184km)

La battaglia finale in un design senza precedenti.

88 km di apertura tortuosa, piccoli pendii e discese dove non sarà così facile scappare per gli alpinisti.

Dopo questo passaggio siamo arrivati ​​al nostro punto di interesse: il Monte Grappa.

Sarà una doppia salita su queste rampe che sono intorno all’8% per 18 km, un oltraggio. In entrambe le occasioni si risale lo stesso pendio, chi ha disegnato questo percorso ha dovuto solo copiare e incollare.

La salita è brutale per i numeri già marcati e per il fatto che presenta appena due brevi pause, per cui le pendenze sono praticamente costanti, con l’attenuante che negli ultimi 3000 metri salgono a doppia cifra, con pendenze massime di 17 %. Piatto squisito per uno scalatore.

Scendiamo per 9 km, quando la discesa viene interrotta da un muro di 1500 metri al 10%, come se non servissero altre pendenze. Si aggiungono altri 23 km con gravità a favore, che come il primo tratto, sono molto tecnici, curva dopo curva, senza grandi rettilinei, ideali per gli agili, tortura per i goffi.

Dopo il secondo passo si aggiungono 5 km, che sono una zona pianeggiante che porta ad una meta con percorsi ampi e buone condizioni.

Clima

Pioggia in porto, quindi massima attenzione in discesa.

Scenario

Il fatto che siamo a circa 3 ore dalla Slovenia ci fa riconsiderare la totale certezza che quest’ultimo spettacolo in montagna sia una fuga.

Se Pogi ci si mette d’impegno, i suoi possono facilmente controllare la transizione ideale e spendere cifre gregarie nel primo dei due livelli a patto che il gap non si allarghi troppo e che, poi, la rosa sigilli a piacimento.

La questione è vedere se l’orgoglio patriottico di festeggiare vicino casa prevale o l’idea razionale di limitare le spese pensando all’obiettivo di luglio.

Paragrafo a parte per la lotta per il podio, perché per le caratteristiche della promozione è possibile perdere minuti se c’è debolezza. Ma a questo punto le forze cambiano poco o niente, per cui, a meno che non ci sia crisi, l’ordine del generale non dovrebbe essere alterato.

Se si tratterà di una fuga, la vittoria andrà allo scalatore più forte, ma capace anche di difendersi in discesa. Con un passaggio così duro, il duello spetta a chi muove più watt e in cima vediamo le persone arrivare uno dopo l’altro.

Preferiti

Tadej Pogacar – Con l’incentivo di vincere vicino alla propria gente. Se questo lo motiva abbastanza, non avrà problemi ad alzare le braccia per la sesta volta.

Georg Steinhauser – Volare e con l’ulteriore vantaggio di essere molto astuto nel prendere decisioni.

Nairo Quintana – Ha vinto qui la cronometro del 2014 e con la classifica della montagna fuori portata, non farà spese intermedie che troncherebbero le sue possibilità di vittoria.

Giulio Pellizzari – La terza settimana sta andando alla grande per lui e senza alcuna possibilità di ottenere l’azzurro, concentrerà il suo tiro sulla tappa.

Attila Valter – Perdite costanti.

Aurélien Paret-Peintre – Il generale di O’Connor potrà anche tenerlo fermo, ma le sue gambe sono lì per combattere per l’ultima gloria.

Domenico Pozzovivo – Il suo ultimo ballo al Giro. Spero che ne approfitterai.

Predizione

Un altro successo, un altro errore, non importa. Andiamo con l’opzione populista: Quintana.

Alessandro Matiz

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