Gli undici di Wembley – AS.com

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Gli undici di Wembley – AS.com

Due anni e quattro giorni separano la finale di Parigi, quella dei Quattordici, da questa di Londra dove il Real Madrid combatterà per la mela cotogna. Pochissimo tempo in generale, ma ampio nelle questioni calcistiche. Tanto che l’undici che Ancelotti ha delineato nelle ultime settimane e che ha presentato nella prova generale contro il Betis sabato scorso è cambiato quasi al cinquanta per cento. Solo sei degli eroi contro il Liverpool (1-0) torneranno titolari sabato prossimo contro il Borussia Dortmund. Un cambio generazionale delicato, perché l’Undici contro i tedeschi sarà in media appena un anno più giovane di quello del Quattordicesimo (27,5 anni adesso; 28,6 anni allora).

In ogni caso se ne parla La flessibilità di Madrid per risolvere le perdite principali, come quelli di Casemiro e Kroos, potendo addirittura cambiare l’intera coppia centrale. Del Alaba della sedia e dal travolgente Militao all’imprevedibile esuberanza dell’esperienza da capitano di Rüdiger e Nacho. Dalla Santissima Trinità del centrocampo al solo Kroos dei fuochi d’artificio finali con Modric costretto a esercitare la maestria dalla panchina. Una squadra a due velocità. I cinque della retroguardia più Kroos hanno una media di 31,8 anni; da lì in su, è il Rock and roll vertiginoso quello coniato Carletto proprio in quella Champions League delle rimonte con due pezzi particolarmente giovani: Camavinga (21 anni) e un Bellingham di appena 20 anni alla prima finale di Coppa dei Campioni. È l’unico debuttante negli undici titolari provati. Gli altri conoscono il mestiere, compreso Rüdiger, che ha iniziato la finale del 2021 con il Chelsea. Nomi diversi, cambio di stile e lo stesso Real Madrid ultra competitivo.

Gli undici della finale di Parigi, due anni fa: solo sei si ripeteranno a Wembley…GESÙ ALVAREZ ORIHUELACOME DIARIO

Una squadra che Ancelotti gestisce ad occhi chiusi e con piccoli dettagli che, concatenati tra loro, alzano ulteriormente l’ottimismo al botteghino madrileno. Uno che Madrid ha un dottorato in rivali tedeschi con una menzione lode. Questo stesso percorso ha reso la vita infelice agli altri tre rappresentanti del calcio tedesco in Champions League. All’Union Berlino nella fase a gironi, al tori rossi Lipsia agli ottavi e Bayern agli ottavi semifinali. Se si crede ai paralleli, nel Quattordicesimo la squadra bianca ha affrontato gli inglesi e ha battuto Chelsea e Manchester City per poi fare lo stesso con il Liverpool in finale… Ma c’è di più, anche se entrano nel campo della pura cabala . Ad esempio, anche l’ultima partita prima della finale di Parigi fu contro il Betis e con lo stesso risultato, 0-0.

Vinicius, Ancelotti e Bellingham scherzano a fine partita. GESÙ ALVAREZ ORIHUELACOME DIARIO

Con quasi nessuna esperienza nel sollevare “Orejonas”…

Il peso dell’esperienza è uno dei grandi punti di forza nelle mani del Real Madrid. Anche se i suoi undici titolari hanno accumulato fino a 22 titoli di Champions League al suo attivo, con Bellingham che è l’unico a non aver elevato un Orejona. Al Borussia solo due conoscono questo privilegio. Emre Can e il capitano, Nicklas Süle, alla gogna per il recente sovrappeso…e ce l’hanno fatta entrambi con il Bayern. Un undici di garanzie per Ancelotti con la ciliegina sulla torta il ritorno di Courtois. A Wembley pieno di fede.

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