Wimbledon 2024: è brutto soffrire; è molto bello aver sofferto | Tennis | Gli sport

Wimbledon 2024: è brutto soffrire; è molto bello aver sofferto | Tennis | Gli sport
Wimbledon 2024: è brutto soffrire; è molto bello aver sofferto | Tennis | Gli sport

Tra venerdì e sabato Wimbledon ci ha regalato la soddisfazione di vedere tre dei nostri rappresentanti, Paula Badosa, Roberto Bautista e Carlos Alcaraz, qualificarsi per la seconda settimana del Grande Slam britannico. Questo sollievo arriva solo dopo i primi sette giorni in cui la convivenza di tanti contendenti non fa altro che aumentare di poco le vicissitudini della competizione. Sono più di 300 i giocatori – 128 della squadra maschile, 128 di quella femminile, più i giocatori di doppio che non gareggiano individualmente – che devono condividere le strutture dell’All England, che pur essendo uno dei club più grandi a livello professionistico circuito Le sue magnifiche strutture sono sempre piene di gente.

I tennisti devono superare alcune difficoltà per accedere alle sale da pranzo o nell’organizzazione degli allenamenti quotidiani. La difficoltà di pianificare la prenotazione delle piste richiede un notevole sforzo organizzativo che spesso risente delle piogge costanti vissute nel Regno Unito. Dalla seconda settimana, però, quasi due terzi dei giocatori hanno già dovuto lasciare il club e il sentimento di chi è riuscito a sopravvivere è, di conseguenza, molto più disteso. Potranno finalmente godere di più spazio e di maggiore tranquillità in tutti i loro movimenti, accedere con più tranquillità ai campi di allenamento e godere degli eleganti e curati spogliatoi rivestiti interamente in nobile legno scuro che, finalmente, potranno di essere saturo.

Nei sedicesimi di finale, Alcaraz ha dimostrato, ancora una volta, di che pasta è fatto segnando il quinto set in una partita difficile contro Frances Tiafoe. Il giocatore spagnolo ha così realizzato un record difficile da eguagliare. Delle ultime 13 partite da cinque set giocate, 12 si sono concluse con una sua vittoria. Questo fatto, lungi dall’essere un fatto curioso e banale, ciò che ci mostra è che nelle partite lunghe mantiene la volontà e la capacità di sofferenza necessarie per vincere questo tipo di scontri che immancabilmente si verificano contro rivali di altissimo livello.

Dopo essersi ritrovati sotto di due set a uno e aver superato il quarto tie-break, Carlos è riuscito a mostrare la sua versione migliore per rompere il pareggio nel quinto posto con facilità. È riuscito a giocare in modo più aggressivo del suo rivale e a portarlo a perdere la fiducia incrollabile che aveva mantenuto nei quattro set precedenti.

Una menzione speciale meritano gli altri due superstiti spagnoli, che hanno ottenuto il lasciapassare dopo periodi di inattività e sofferenza. Bautista, per il quale nutro grande stima e ammirazione, per la sua lotta accanita e per la sua massima correttezza in campo, ha attraversato una lunga stagione di problemi fisici che non gli hanno impedito, però, di mantenere entusiasmo e perseveranza nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare. derivano dalla perdita di classifica. Come lui stesso ha affermato questa settimana, resta innamorato di questo sport e, soprattutto, fortemente incoraggiato a continuare ad allenarsi e ad apprendere. Non posso che provare una grande gioia per il tuo accesso a questa seconda fase.

Per quanto riguarda Badosa, e leggendo le sue dichiarazioni dopo la vittoria contro Daria Kasatkina, la 12esima al mondo, si capisce un po’ di più la flessione che ha subito recentemente nella sua carriera. A volte noi spettatori non siamo consapevoli della realtà che attraversano i giocatori e siamo sorpresi quando una tennista della qualità di Paula, che si è classificata seconda al mondo nel 2022, potrebbe ricadere alla 100esima posizione un anno dopo. Conoscendo ormai la dura prova che ha vissuto, si ha l’idea dell’immensa angoscia che ha dovuto sopportare. Quei 10 mesi con un forte mal di schiena, guardando i tornei da casa, con un’incertezza incessante e con il morale perennemente a terra, devono essere stati davvero difficili.

Vittorie come quella di questa settimana le daranno una forte spinta per affrontare i prossimi mesi di gare e, sicuramente, se gli infortuni la risparmieranno, la rivedremo non lontano da dove dovrebbe essere.

Qualche mese fa, il poeta maiorchino José Carlos Llop ha citato, in un dialogo con Arturo Pérez Reverte al RAE, a cui ho avuto la fortuna di assistere, la famosa frase di sant’Agostino che recita così: “È brutto soffrire; “È molto bello aver sofferto.” Con la convinzione che sia così, si spera che Bautista e Badosa, con un po’ di fortuna, godano del bene che arriva dopo i momenti più bui.

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