Tour de Francia: ‘Camera di Controllo Visma’, sì o no?

Tour de Francia: ‘Camera di Controllo Visma’, sì o no?
Tour de Francia: ‘Camera di Controllo Visma’, sì o no?

Recentemente abbiamo osservato al Tour de France che la squadra ciclistica Visma Lease a Bike dispone di un furgone dotato di sala di controllo, dove hanno video in diretta della corsa e altri dati biologici dei loro ciclisti. Seguono questi parametri online e, sulla base di essi, possono formulare raccomandazioni in tempo reale durante la competizione. L’organizzazione del Tour ne ha vietato l’utilizzo, decisione che ha generato polemiche tra sostenitori e detrattori, entrambi con valide argomentazioni.

Abbiamo riunito due esperti ICT con opinioni opposte per illuminare coloro che non comprendono le ripercussioni, i vantaggi e gli svantaggi di questa tecnologia. Per una panoramica più completa, visitare: https://controlroom.teamvismaleaseabike.com/.

Sala di regia sì: Xavier Palacios.

Sappiamo tutti come erano quei primi Tour: biciclette senza cambio, cerchi in legno, assistenza vietata e riparazioni da fare da soli. Siamo tutti d’accordo sul fatto che tali limitazioni fossero eccessive e consideriamo positivo che siano scomparse consentendo forniture, pezzi di ricambio e altri aiuti.

Nelle corse automobilistiche o motociclistiche, come la Formula 1 e le gare di durata, i box non sono più luoghi in cui meccanici sporchi smantellano i motori, ma piuttosto stanze pulite con ingegneri incontaminati che controllano la telemetria e regolano i veicoli in base a tali dati.

Nel ciclismo, i ciclisti portano già misuratori di potenza e dati fisiologici sulle loro biciclette. Ci sono aziende, come Velon, che ritrasmettono questi dati, consentendo di prendere decisioni a distanza. Visma ha semplicemente centralizzato tutti quei dati e sistematizzato il processo decisionale. Non è una tecnologia inaccessibile ad altri team, ma un’automazione dei processi decisionali. Non portiamo tutti con noi il cellulare per seguire la gara in diretta? Nel calcio si prevedono spazi aperti e condizione fisica dei giocatori, e nessuno si è lamentato.

Sala di controllo n.: Asier Ramos.

Anche se mi dedico alle TIC, sono un po’ scettico riguardo alla tecnologia e preferisco il biologico. Nel ciclismo mi succede la stessa cosa. Nell’allenamento tollero i progressi tecnologici, anche se rimpiango i tempi in cui la forma fisica veniva raggiunta gareggiando. Ma nella corsa, sostengo la riduzione degli aiuti tecnologici. Toglierei i potenziometri, poiché credo che il ciclista debba conoscere sé stesso soggettivamente. Lo so, la mia opinione è minoritaria.

In questo caso, Visma-LAB ha più mezzi per prevedere cosa accadrà, cosa che altri team con un budget inferiore non ne hanno. Ciò amplia la differenza tra le squadre e rende il ciclismo più prevedibile, riducendone la spettacolarità. Non voglio che il ciclismo diventi F1.

Articolo scritto congiuntamente da Xavier Palacios e Asier Ramos.

Xavier Palacios è più di un semplice appassionato di ciclismo. La sua passione per le biciclette lo porta a restaurarle, a curare l’aspetto meccanico e ad aver lavorato come tale per alcune squadre. Dalla natia Andorra trasmette le sue opinioni su varie categorie del ciclismo: maschile, femminile, cicloturismo, storia…

 
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