Il ruolo di Enric Mas è secondario nella Movistar di questo Tour

Per Vingegaard l’obiettivo è il Tour, non intrattenere il pubblico

Pogacar, Vingegaard, Evenepoel,… chiunque sia, il ciclismo, Il Tour è fortunato.

Questo post lo abbiamo già scritto, questo post è una riproposizione di altri passati, delle battute incredibili perché arrivano a giustificare, bisogna fregare un due volte campione del Tour de France.

Comunque sia, conosciamo il contesto, da tre mesi per di più, dal momento in cui è uscito in quella curva a destra di Itzulia e ha avuto un bruttissimo guasto.

Vingegaard è in corsa contro il tempo dalla prima settimana di aprile e la difficoltà di una corsa, il Tour, che sa perfettamente quanto costa vincere.

Da lì arriva tutto il resto.

È vero, se pesiamo Vingegaard e Pogacar, so benissimo chi sceglierò, quello appariscente, quello con i fuochi d’artificio e gli onori ProCycling.

Ma Vingegaard non è Pogacar, non può esserlo, perché Pogacar è l’eccezione, a tal punto che non ho visto nessun ciclista nella storia che possa misurarsi con lui, e osservo il ciclismo da anni.

Vingegaard ha passato la prima settimana a trattenere i colpicon una forza e una solidità che fanno impazzire i tifosi e lo stesso Pogacar, in attesa di vedere cosa accadrà nelle prossime due settimane di Tour.

Ha subito il colpo del San Luca, ha minimizzato i danni nel Galibier e nella cronometro e ha subito tutti i colpi, con la bicicletta di un collega – non gli è stato dato nemmeno il tempo di cambiare macchina – nello sterrato di Troyes.

Chi crede che Vingegaard debba dare il cambio a Pogacar sulla strada per Troyes capisce poco o poco di ciclismoUccide lo spettacolo? Sì, senza dubbio, ma il danese riserva lo spettacolo per dopo, se la forma glielo permetterà.

Jonas Vingegaard è arrivato a vincere il suo terzo Tour, non ha accontentato la voglia di spettacolo dei tifosi, se nel finale di gara riuscirà a ribaltare la situazione, varrà la pena prendere tanta e tanta botta .

È passata circa una settimana, il primo blocco, e Vingegaard lascia Pogacar a quindici minuti di distanza, non è una differenza da poco, ma è ragionevole per poter superare e nutrire chi cita Armstrong e altri per spiegare la propria prestazione.

Non mi interessa chi vince il Tour, ma non dimenticare, gran parte dello spettacolo che vediamo o non vediamo è responsabilità di Jonas Vingegaard.

Immagine: ASO/Charly Lopez

 
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