Via libera alla costruzione di ANDES, lo strumento di punta dell’Extremely Large Telescope ELT

Rappresentazione artistica ma plausibile di come apparirà l’Extremely Large Telescope una volta completata la sua costruzione. Credito: ESO

Sergio Messina Italia meteorita 19/06/2024 20:00 6 minuti

Il lavoro di produzione di quello che sarà il più grande telescopio mai costruito sta procedendo a ritmo sostenuto. Questo non è un telescopio “grande”, ma “estremamente grande”. Il suo nome infatti è Extremely Large Telescope, abbreviato ELT.

La costruzione procede su più fronti

Prima di tutto, la costruzione della cupola che ospiterà il telescopio è in fase avanzata. Ogni telescopio necessita di una struttura che lo protegga dagli agenti atmosferici. Nel caso dell’ELT è a struttura a base circolare del diametro di circa 90 metri (poco meno della lunghezza di uno stadio di calcio) e un’altezza di circa 80 metri (alto quasi quanto un edificio di 30 piani).

Il sito in cui verrà costruito l’ELT è Cerro Armazones, nel deserto cileno di Atacama, a circa 3.600 metri sul livello del mare.

È in corso anche la costruzione dello specchio primario la cui funzione è quella di raccogliere quanta più luce possibile dagli oggetti astronomici che osserverai. Questo specchio sarà composto da 798 specchi esagonali larghi circa 1,4 metri ciascuno, Una volta assemblati formeranno un unico specchio di 39 metri di diametro.

La montatura del telescopio è in costruzione, la cui funzione è quella di sostenere lo specchio e permetterne il movimento in modo che possa puntare verso diverse zone del cielo.

Ma una parte molto importante è la strumentazione che registreranno adeguatamente la luce raccolta dal telescopio sia per ottenere immagini degli oggetti astronomici osservati – le telecamere dell’immagine- per analizzare le componenti spettrali della radiazione -gli spettrografi-.

Nel caso specifico dell’ELT, dietro al telescopio saranno montati 6 strumenti, veri e propri gioielli tecnologici.

Lo spettrografo ANDES

Uno di questi strumenti dell’ELT si chiamerà ANDESacronimo di ArmazoNes High Dispersion Echelle Spectrograph.

ANDE
Rappresentazione artistica di come dovrebbe apparire lo strumento ANDES. Credito: ESO

ANDES è quindi uno spettrografo la cui funzione è quella di separare la radiazione proveniente da un oggetto astronomico nelle sue diverse componenti spettrali.. La tecnica utilizzata per la dispersione sarà “elle” .

A differenza del classico prisma in cui la separazione della luce nei suoi diversi colori è prodotta per incrocio e successiva rifrazione, il reticolo di Echelle, estremamente più potente, è caratterizzato da microscopici solchi che riflettono la luce dell’oggetto astronomico con diverse angolazioni (raccolta delle specchio) lo separano nelle sue diverse lunghezze d’onda, producendo uno spettro ad alta risoluzione.

ANDES sarà in grado di ottenere spettri nelle bande del visibile e del vicino infrarosso, Dalla cui analisi sarà possibile studiare caratteristiche, come la composizione chimica, di un’ampia varietà di oggetti astronomici.

Verrà utilizzato per monitorare le atmosfere degli esopianeti simili alla Terra alla ricerca di segni di vita. Verrà utilizzato per cercare le prime stelle, le famose stelle di Popolazione III che, secondo i modelli, dovrebbero essere composte solo da idrogeno ed elio; così come testare le variazioni delle costanti fondamentali della fisica e misurare l’accelerazione dell’espansione dell’universo.

Il consorzio ANDES

Strumenti come ANDES richiedono la creazione di grandi collaborazioni internazionali. È stato infatti creato un consorzio internazionale nel quale partecipano istituti di ricerca provenienti da 13 paesi diversi: 10 europei e 3 stranieri (USA, Canada, Brasile).

Il 5 giugno è stato firmato l’accordo tra Xavier Barcons, direttore generale dell’Osservatorio Europeo Australe (organizzazione di cui ELT fa parte), e Roberto Ragazzoni, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, istituto capofila del consorzio ANDES.

Accordo
Firma dell’accordo tra l’ESO (nella persona del direttore Xavier Barcons) e il consorzio ANDES (nella persona di Roberto Ragazzoni), presidente dell’INAF, istituto capofila del consorzio. Credito: ESO

Con questo accordo, L’ESO incarica ufficialmente il consorzio di creare questo strumento.

“ANDES sarà uno strumento con un enorme potenziale per fare scoperte scientifiche rivoluzionarie, che possono influenzare profondamente la nostra percezione dell’universo ben oltre la piccola comunità di scienziati,” afferma Alessandro Marconi, ricercatore principale dello strumento.

L’inizio dell’attività scientifica dell’ELT è previsto per il 2028.

 
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