Le forze israeliane salvano due ostaggi nel raid a Rafah nel mezzo del conflitto in corso a Gaza

Le forze israeliane salvano due ostaggi nel raid a Rafah nel mezzo del conflitto in corso a Gaza
Le forze israeliane salvano due ostaggi nel raid a Rafah nel mezzo del conflitto in corso a Gaza

Nuova Delhi 12 febbraio 2024: In una missione notturna a Rafah, le forze israeliane hanno salvato due ostaggi, Fernando Simon Marman, 60 anni, e Louis Har, 70 anni, dal Kibbutz Nir Yitzhak. Questa operazione è stata lanciata in collaborazione tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF), l’Agenzia per la Sicurezza Israeliana (ISA) e la Polizia israeliana.

Funzionari israeliani affermano che i due ostaggi salvati sono in “buone condizioni mediche” e successivamente portati in un ospedale israeliano per controlli medici. I dettagli del raid rimangono segreti; Tuttavia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto a casa i due ostaggi israeliani salvati durante la notte a Rafah in un raid delle forze israeliane.

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha lodato l’operazione definendola “impressionante”, riaffermando l’impegno di Israele a recuperare le persone rapite con ogni mezzo necessario.
In un post sulla piattaforma di social media X, Netanyahu ha scritto: “Fernando e Louis, benvenuti a casa”. Ha poi reso omaggio ai “combattenti” che hanno salvato i due uomini, aggiungendo: “Solo la continua pressione militare, fino alla vittoria totale, porterà al rilascio di tutti i nostri ostaggi”.

I commenti di Netanyahu fanno seguito agli avvertimenti della comunità internazionale contro l’ulteriore espansione dell’offensiva israeliana a Rafah, dove si stima che 1,3 milioni di palestinesi sfollati interni vivano nella paura.

Israele afferma che espanderà le sue operazioni militari a sud, con pesanti bombardamenti aerei segnalati nell’area di Gaza. Un’invasione di terra nell’area ricca di rifugiati potrebbe rivelarsi disastrosa e gli Stati Uniti hanno avvertito Israele di non attaccare senza un piano “credibile” per proteggere i civili
L’operazione fa parte della più ampia risposta militare di Israele a seguito del devastante attacco nel sud di Israele il 7 ottobre, in cui uomini armati hanno ucciso oltre 1.200 persone e preso circa 240 ostaggi.

La comunità internazionale, compreso il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ha espresso preoccupazione per l’offensiva pianificata da Israele a Rafah, sollecitando la sicurezza degli 1,3 milioni di civili che cercano rifugio lì. Nonostante questi avvertimenti, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha indicato che l’operazione procederà, con la formulazione di piani per salvaguardare i civili.

In un contesto più ampio di negoziati sugli ostaggi in corso, due mesi fa, 105 individui israeliani, per lo più donne e bambini, sono stati rilasciati durante un cessate il fuoco durato una settimana, compreso uno scambio che ha coinvolto 240 donne e adolescenti palestinesi dalle carceri israeliane.

Inoltre, tre russo-israeliani e individui provenienti dalla Tailandia e dalle Filippine sono stati liberati attraverso accordi separati, dimostrando i complessi sforzi diplomatici che coinvolgono Qatar, Egitto e Tailandia per mediare questi scambi.

Nonostante questi rilasci, i rapporti indicano che circa 136 ostaggi rimangono prigionieri a Gaza, e circa 30 ostaggi israeliani sono stati uccisi dopo l’attacco del 7 ottobre, come confermato dalle autorità israeliane alle famiglie delle vittime. La crisi in corso mette in luce il grave tributo umano e le complesse dinamiche geopolitiche in gioco nella regione negli ultimi quattro mesi.

Dall’inizio della crisi, il 7 ottobre 2023, il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha effettuato cinque visite diplomatiche nell’Asia occidentale, sottolineando l’urgenza internazionale di affrontare la crescente situazione.

Il Forum degli ostaggi e delle famiglie scomparse, che rappresenta le famiglie dei prigionieri, ha confermato che 31 persone sono state uccise nel conflitto. Nonostante i negoziati in corso mediati da Qatar ed Egitto per un secondo e più duraturo cessate il fuoco, gli sforzi per garantire un accordo devono ancora dare i loro frutti, prolungando lo stato di attesa e speranza tra le persone coinvolte e le famiglie degli ostaggi.

Il conteggio iniziale di oltre 240 ostaggi presi dai militanti lo scorso ottobre è stato soggetto a revisioni man mano che emergono nuove informazioni. I funzionari israeliani sottolineano che uno dei loro obiettivi primari nel conflitto è quello di sfruttare le operazioni militari per facilitare il rilascio degli ostaggi.

Nel mezzo di un conflitto che ha causato la morte di oltre 28.000 palestinesi a Gaza, le forze di difesa israeliane sono riuscite a salvare tre ostaggi e ora altri due anziani. Inoltre, tre uomini, che erano sfuggiti ai loro sequestratori nel nord di Gaza, hanno tragicamente perso la vita a causa dello scambio di identità mentre tre uomini si avvicinavano a una posizione militare israeliana.

Con l’intensificarsi del conflitto, il ministro della Difesa israeliano ha annunciato l’intenzione di estendere l’offensiva militare israeliana a Rafah, situata al confine egiziano. Quest’area è diventata un rifugio per oltre la metà dei 2,3 milioni di abitanti di Gaza, che ora stanno sopportando condizioni terribili.

L’Egitto ha espresso serie preoccupazioni sulle potenziali implicazioni di una presenza militare israeliana lungo il confine, avvertendo che potrebbe mettere a repentaglio il trattato di pace stabilito tra Egitto e Israele oltre quattro decenni fa. La possibilità che i combattimenti si estendano a Rafah fa temere che i civili palestinesi vengano costretti a entrare in territorio egiziano, uno scenario che l’Egitto sta cercando risolutamente di evitare.

 
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