Come festeggiare un River-Boca con entrambi i tifosi senza arrossire?

Come festeggiare un River-Boca con entrambi i tifosi senza arrossire?
Come festeggiare un River-Boca con entrambi i tifosi senza arrossire?

L’ultimo Superclásico con entrambe le squadre è stata la finale di Copa Libertadores a Madrid (Foto: Nicolás Stulberg)

Fino a non molto tempo fa, anche dopo il primo decennio del 21° secolo, a nessun giornalista sarebbe venuto in mente di evidenziare qualcosa di così ovvio come una partita di calcio giocata con i tifosi di entrambe le squadre sugli spalti. Nemmeno, o molto meno, a Fiume-Boca. Questa, che oggi non è solo una notizia ma è diventata l’argomento del giorno (sostituito solo dallo schiaffo che abbiamo ricevuto dal Congresso), non è altro che un’altra delle questioni che noi argentini naturalizziamo fino a credere che sia la migliore potrebbe essere superato.

Un’altra volta. Tu ed io potremmo fare un elenco molto lungo di cose –anche unsanctas- che possiamo fare e luoghi –anche unsanctas- in cui possiamo andare liberamente e non ci verrebbe in mente di includere il calcio.

È più. Non sono pochi i leader che, di tanto in tanto, Ritengono che solo i locali che vanno sul campo siano lo scenario più ragionevole e necessario. Con logica argentata, nessuno avrebbe cantato “Muchachooos…” in Qatar. Non, almeno, in spagnolo.

Dopo più di un decennio di restrizioni, sono emerse diverse ragioni per giustificare l’ingiustificabile. In alcuni casi, il disagio che deriverebbe dal liberare spazio per dedicarlo ai visitatori. Spazio che, tra l’altro, richiede i cosiddetti polmoni, zone vuote che non distanziano abbastanza l’uno e l’altro. Perché chi penserebbe che possano essere più o meno vicine due persone che, essendo tifose di maglie diverse, non possono che disprezzarsi profondamente a vicenda?. Mancava altro.

Ti dicono che è bello garantire l’intero campo ai membri, che sarebbe impopolare tralasciarne un paio di migliaia, che Non è consigliabile finire nel pantano della vendita dei biglietti o che, solo con le sedi, i costi delle operazioni di sicurezza sono inferiori..

E qui, nella questione sicurezza, sta il punto di partenza della follia. Oggi, mentre battiamo un Superclásico a 700 chilometri dal luogo di origine di entrambe le squadre, ed evidenziamo “CHE COSA HANNO I DUE TIFOSI!!!”, ignoriamo quanto deformata sia la realtà che siamo riusciti a realizzare: dalla violenza – o con la violenza come giustificazione materna, Siamo riusciti a mettere un freno allo spettacolo pubblico che più ci appassiona..

In Argentina non combattono i bravas. Nel migliore dei casi si evitano guardando dall’altra parte. E di solito gli è permesso possedere la scena.

Non c’è da stupirsi che alcuni diranno che non è sempre stato così. Che, ad esempio, con il programma Tribuna Sicura lo Stato ha limitato la presenza negli stadi di migliaia di violenti travestiti da difensori dei nostri stracci. Rimasero fuori a Núñez, a La Boca e anche a Mosca. Fu un bel tentativo incompiuto un po’ perché non poteva raggiungere un limite completo e, anche se era attraverso il cotillion e le sue seconde o terze linee, continuavano ad apparire sugli spalti e un altro po’ perché in nessun caso era il diritto di all’ammissione si aggiunge l’espulsione come partner. Scenario curioso: lo stesso uomo violento che non poteva stare in tribuna potrebbe condividere lo spogliatoio del club con tuo figlio. Gli stessi club che hanno eluso il problema adducendo l’inerzia dello Stato, quando ha agito, hanno fatto appello a regole e statuti per spiegarci che non era così facile licenziare persone che arrecano più danno alla nostra passione che stagflazione al nostro destino.

Anche volendo evitare di entrare in dettagli ed esempi che diano più sostanza alla teoria secondo cui non esiste danno maggiore al calcio argentino di quello causato dai Barras e dai loro compari/clienti in diversi ambiti della politica, ce ne sono un paio che sono inevitabili.

Prima di questo pomeriggio, L’ultima volta che ci furono due tifosi in una partita ufficiale Boca-River fu 6 anni fa, a Madridper la Libertadores e nel patchwork per una partita che si sarebbe giocata nel Monumentale e solo con la gente del posto. Si è giocato cioè “normalmente” grazie ad una carambola tra le pietre di un paio di palloni, un’operazione di sicurezza che ha permesso al micro del Boca di passare a pochi metri dai tifosi locali e dalla Conmebol, che non ha trovato altra alternativa che per giocare la partita più trascendente della sua storia a più di 10.000 chilometri dallo stadio originale. Del resto, continua a lasciarmi perplesso che decine di migliaia di tesserati del River, alcuni dei quali avranno pagato quota e abbonamento per decenni, non abbiano potuto vedere la partita dei sogni nonostante fossero addirittura seduti sugli spalti ad aspettare la partenza delle squadre. A bordo campo, da allora sono successe così tante cose che dei 36 giocatori che hanno partecipato tra titolari e sostituti, solo 5 (Armani, Martínez, Fernández, Casco e Benedetto) giocano attualmente per le stesse squadre di allora.

Quello stesso anno, 2018, a marzo, c’era un pubblico di entrambi i tifosi a Mendoza, in occasione della finale della Supercoppa argentina. La stessa cosa sarebbe potuta accadere in un paio di traversate nel 2021, ma lì è stato attraversato un altro tipo di pandemia.

L'ultimo Boca-River con un pubblico di entrambe le squadre nel paese è stato per la Supercoppa (Fotobaires)
L’ultimo Boca-River con un pubblico di entrambe le squadre nel paese è stato per la Supercoppa (Fotobaires)

Quindi, per individuare una partita di campionato senza restrizioni bisogna tornare al 28 ottobre 2012, quando pareggiarono 2-2 nel Monumentale. È una giornata che si apre con una punizione a sorpresa di Ponzio dopo un minuto e si chiude con la definizione di Erviti allo scoccare del minuto. In questo caso non cerchiamo nemmeno chi gioca ancora oggi tra River e Boca ma ci accontentiamo piuttosto di trovare una coppia che non si è ritirata.

Ciò significa che, anche con un paio di eccezioni, il calcio argentino deve ai suoi visitatori quasi 12 anni di classiche.. E qualsiasi altra festa che ti viene in mente.

Quanto all’idea che la genesi della degenerazione sia nella violenza, basti ricordare che la decisione di estendere al primo tempo quanto già accadeva ad Ascenso avvenne dopo la morte di un tifoso del Lanús, il 10 giugno 2013, nel bel mezzo di una scontro con membri della polizia di Buenos Aires. Era allo stadio Ciudad de La Plata e, al momento della squalifica, l’Estudiantes stava vincendo 2 a 0.

Per un’altra volta resterà l’analisi di quanto atti di violenza siano stati evitati grazie all’assenza di visitatori.: quando quella violenza fa parte del business e mentre coloro che diventano sempre più potenti con quella logica sono gli unici intoccabili, ciò che storicamente avrebbe potuto essere il proprio contro gli altri ora sono “barre ufficiali” vs. “bar dissidenti”. Oppure direttamente più fazioni dello stesso bar. In ogni caso, furti, sospensioni, tribune vuote e morti fanno ancora parte del menu della giornata.

Nel frattempo, il resto degli spettatori, la stragrande maggioranza e veri finanziatori dell’impresa, guardano come gufi, senza battere ciglio, mentre ci passano accanto.

Succede in campo. Passa al Senato.

 
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