La Giornata dell’Avvocato – Diario El Centro

Diego Palomo, avvocato e accademico dell’Università di Talca.

Viviamo in tempi in cui il ruolo degli avvocati non è sempre ben compreso dalla società. In molte occasioni, questa incomprensione è ingiusta e immeritata, poiché gli avvocati adempiono rigorosamente al ruolo che devono assumere istituzionalmente, per garantire, per citare un esempio impopolare, che una persona giudicata colpevole di aver commesso un crimine o un delitto riceva la punizione che merita. . ad esso corrisponde nel rispetto di tutte le condizioni e variabili previste dalla legge (leggi, a titolo esemplificativo, l’eventuale concorso di più circostanze attenuanti e nessuna aggravante).

In altri procedimenti, vengono spesso squalificati, nel senso di sottolineare che cercano solo di ritardare, con manovre contrarie alla buona fede o direttamente con le loro azioni con abuso del processo, tutto ciò che minaccia la rapidità e la giustezza della decisione. Ma quando questa critica è formulata in termini generalizzati, è ingiusta, poiché sono molti i professionisti legali che agiscono all’interno del processo, rispettando le regole, difendendo legittimamente gli interessi del loro cliente, e attraverso un’adeguata preparazione di ogni loro azione, aprono la strada verso una decisione adottata con la massima qualità di informazioni possibile. Ecco perché dobbiamo prestare attenzione ai casi in cui alcuni giudici superano i loro poteri di gestione e finiscono per compromettere il corretto sviluppo dell’attività professionale dell’avvocato.

In aggiunta a quanto sopra, gli avvocati hanno dovuto attraversare ed evolversi parallelamente ai cambiamenti apportati dalle riforme della giustizia (che hanno imposto la regola generale delle udienze orali) da cui risultano evidenti le (in)competenze di forma e anche di sostanza molto presto. Ciò li ha costretti a formarsi, a reinventarsi, in sintonia con i cambiamenti, le modificazioni che hanno mutato anche il modo di organizzare gli studi giuridici, ad esempio, attraverso la specializzazione. Esiste, ovviamente, un gruppo di avvocati che non svolgono il proprio lavoro con il rigore e la serietà richiesti, come dimostrano le loro presentazioni scritte o orali, sia davanti ai tribunali di base che davanti ai tribunali superiori.

È fondamentale porre fine alle azioni contrarie alla buona fede procedurale, compito in cui i tribunali hanno un ruolo fondamentale, così come l’Ordine degli avvocati (anche se la sua influenza è diminuita poiché le nuove generazioni di avvocati non si associano). Non bisogna aspettare che la decadenza intellettuale ed etica di un gruppo si diffonda e diventi la regola generale, per cui non è opportuno ignorare quanto segnalava Calamandrei nel 1921 nella sua opera “Troppi avvocati” mettendo in guardia sull’elevato numero di Facoltà di diritto e avvocati, che avevano finito per abbassare i loro standard morali e intellettuali. Non farsi carico di questo problema significa rinunciare alla tutela delle libertà, dei diritti fondamentali e della funzione in gran parte “pubblica” che essi sono chiamati a svolgere, ha concluso Calamandrei, che è valida ancora oggi.

 
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