Netflix presenta ‘Atlas’, un gioiello di fantascienza che ci ha colto di sorpresa

Atlante È la più classica delle piacevoli sorprese che non vedi arrivare, che non ti aspetti. Infatti, tenendo conto della media dei prodotti di Netflix e fotografia generale di Jennifer Lopez (che qui funge anche da produttore) avere premonizioni negative era assolutamente normale. E, d’altra parte, questo film è una gustosa avventura di fantascienza capace di intrattenere, che offre due ore di piacevole azione, condita anche da un umorismo leggero e non eccessivo, affrontando il tema dell’Intelligenza Artificiale (AI). Chi l’avrebbe mai detto?

Atlante Ci porta in un futuro prossimo non così irreale. L’umanità come al solito si è quasi scavata la fossa, utilizzando la tecnologia per semplificarsi la vita, infatti ha creato una nemesi molto pericolosa: Harlan (Simu Liu). Questo è stato creato ai tempi dalla scienziata Val Shepard (Lana Parilla), una luminare della robotica e dell’intelligenza artificiale, che pensava di poter dare all’umanità un mondo di robot altamente avanzati. Tuttavia Harlan, il più ambizioso dei suoi progetti, si rivelò convinto che l’umanità dovesse essere sterminata, data la sua natura guerriera. Ma dopo una guerra decennale, Harlan e il suo popolo sono stati espulsi dalla Terra e si nascondono su un pianeta lontano, contemplando la loro vendetta.

Sulle loro tracce c’è una task force comandata dal generale Jack Boothe (Mark Strong) e dal colonnello Elias Banks (Streling K. Brown), che include Atlas Shepard (Jennifer Lopez), un’analista di intelligenza artificiale e figlia del defunto dottor Shepard. Una volta individuata la base di Harlan, Atlas chiede di prendere parte all’offensiva che distruggerà la minaccia robotica del suo vecchio nemico. Ma per fare questo, nonostante la sua misantropia, dovrà fidarsi di AI Smith (doppiato da Gregory James Cohan), a bordo del suo gigantesco robot da combattimento. Tuttavia, quando la missione prende una svolta inaspettata, Atlas dovrà correre un rischio, unire le forze con Smith e affrontare la sua nemesi, con cui condivide molto più di quanto vorrebbe. Tra battaglie, fughe e confessioni reciproche, Atlas scoprirà che non tutte le IA sono uguali.


Riusciranno i nerd uniti a salvare Megalopoli di Coppola?

Gli amanti della fantascienza hanno una lunga storia nel salvare i loro progetti preferiti. L’epica Megalopoli di Francis Ford Coppola, in lavorazione da 40 anni, potrebbe essere la più grande impresa di salvataggio della storia.


Atlante prende il Firma di Brad Peytonregista di film di successo non così male come Furia, San Andreas E Viaggio nell’isola misteriosa. Insomma, un esperto di intrattenimento corrente principale ma con una mano non così goffa. La sceneggiatura, lungi dall’essere banale e monotona, è opera del duo Leo Sardarian e Aron Eli Coleite, ed è nutrita da una raffica di riferimenti diversi. Il tema dell’Intelligenza Artificiale domina il nostro tempo, tra favorevoli e contrari, tra i cambiamenti e gli effetti collaterali. Fin dai tempi di 2001: Odissea nello spaziopassando per le saghe di Terminatore, Blade Runner, Fanteria dello spazio, Guerre stellari E Matriceil nostro ipotetico rapporto con lei si è declinato sotto molti aspetti diversi.

Titoli recenti di grande interesse sono stati Ex machina, Automa, Suo E Il creatore per i quali un certo scetticismo era logico, vista anche la qualità media dei prodotti di fantascienza di Netflix. Bene allora, Atlante È un prodotto di intrattenimento con un’anima capriccio E tipo stranoche si ispira a molti dei titoli sopra menzionati, nonché Avatar, Ai margini del domani, umanodroidela saga Trasformatori e persino soldato universale (Sono sicuro che te lo ricordi). Ma attenzione, il film è anche fieramente “videogioco” nella sua dimensione visiva, con droidi, robot e tecnologie attentamente concepite che ricordano ALONE, Warhammer 40000Insomma, tutto quel mondo a cavallo tra il cyberpunkLui steampunk e l’audace futurismo con cui ci deliziano da decenni. In più c’è lei, Jennifer López, una protagonista molto simpatica, insicura, misantropica e disordinata.


Chiedo a tutti i signori dell’IA di vedere Suo Ancora

A quanto pare, Sam Altman, CEO di OpenAI, ha citato il film di Spike Jonze, Suo, come ispirazione per l’aggiornamento dell’assistente vocale conversazionale di ChatGPT. O forse è solo il nostro apprezzamento per i recenti progressi nell’intelligenza artificiale.


Un film né scontato né noioso

L’ex ladro spogliarellista Imbroglionitrova con Atlante un personaggio molto simpatico, perché si allontana dalla perfezione prevalente nel moderno mercato audiovisivo, che ritrae le donne come esseri perfetti e invincibili in ogni film. No signore, questa scienziata è arrogante, piena di traumi e ferite del passato, rifiuta ogni contatto umano, ma poi eccola qui a bordo del suo droide da battaglia Smith (citando spudoratamente margine Pacifico) quando le cose si fanno complicate, spesso si ritrova fregata da una nemesi, alla quale Simu Liu sa conferire una determinazione fredda e tagliente. Niente di rivoluzionario, sia chiaro, ma se la megastar avesse osato più spesso nella sua carriera con operazioni di questo tipo, forse le cose sarebbero andate diversamente. Sudata, sporca, sul punto di imprecare ogni tre secondi, è però anche testarda, instancabile e capace di capire che AI ​​Smith non è altro che uno strumento tecnologico. Ciò che fa la differenza, ovviamente, è l’intenzione con cui si affronta la cosa.

Atlante Va veloce, ha almeno tre sequenze d’azione che valgono il prezzo del tuo abbonamento Netflix, ma Non rinuncia mai a quella sensazione genuina e sincera da film di serie B. che ha reso tanti film cult di fantascienza degli ultimi anni l’unica fonte di soddisfazione per gli amanti del genere, abbandonati dal Maggiori. C’è poi l’umorismo, con gli scambi di battute tra Atlas e Smith assemblati con precisione chirurgica, in un film in cui il percorso del protagonista verso la liberazione emotiva non è affatto male.



La fantascienza sull’intelligenza artificiale dovrebbe sicuramente prendere questo film come esempio, se non altro per la sua volontà di andare oltre la classica opposizione pura tra uomo e tecnologia. No signore, Atlante Funziona anche perché ci mostra un futuro plausibile, non lontano da quello che probabilmente sarà. L’umanità non corregge se stessa e i propri errori, si aspetta che lo faccia la tecnologia. Non è un caso che Harlan si leghi con grande affetto a Ultron, che era e rimane uno dei cattivi più interessanti che la Marvel abbia mai concepito. Certo, forse un po’ più di spazio e un po’ meno prevedibilità per questo cattivo non sarebbero stati male, ma serve comunque a riconquistare un po’ di quella fantascienza strappa-e-strappa che ha reso indimenticabili gli anni ’80 e ’90. chiunque. che era un fan del genere.

Atlante Piacerà a chi cerca un intrattenimento intelligente e rispettoso, ma anche a chi desidera una nuova eroina del genere. Il fatto che López consideri questa donna come una sorta di erede di Ripley Alieno la dice lunga sulla natura semiderivativa, ma per nulla sterile, dell’operazione stessa. Sarebbe stato bello sperare in un seguito, ma non è noto. Certamente, per continuare con il tema dell’AI, Atlante Non ha nulla del classico prodotto di piattaforma algoritmica, oppure è stato concepito da una sorta di Harlan, uno che ci conosce molto bene, a cui non piacciamo particolarmente ma che sa prevedere perfettamente le nostre emozioni e preferenze. Cosa che in realtà sta già accadendo, ma è meglio pensare che finiremo per trovare un’IA che fa come noi.

Articolo originariamente pubblicato su WIRED Italia.

 
For Latest Updates Follow us on Google News
 

-

PREV IAG offre di vendere alla concorrenza il 52% delle rotte di Air Europa per rilevare la compagnia
NEXT Amazon Prime Day 2024: le migliori valigie scontate