L’UE accetta di sanzionare il trasferimento di gas naturale liquefatto russo nei porti europei

L’UE accetta di sanzionare il trasferimento di gas naturale liquefatto russo nei porti europei
L’UE accetta di sanzionare il trasferimento di gas naturale liquefatto russo nei porti europei

L’Unione europea (UE) ha raggiunto un accordo politico giovedì scorso nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia per aver invaso l’Ucraina, il quattordicesimo, che comprende restrizioni su Trasferimento russo di gas naturale liquefatto (GNL). nei porti europei. L’UE metterà così fine al business del gas naturale liquefatto che trasportano nei porti europei e poi, cambiando nave, trasportano in Asia.

Gli ambasciatori dei Ventisette presso l’Ue hanno raggiunto oggi, dopo aver superato la riluttanza della Germania, l’accordo che prevede anche misure contro la cosiddetta “flotta ombra” russa che trasporta petrolio e contribuisce a evitare le sanzioni già imposte sul greggio russo, hanno detto a EFE fonti diplomatiche.

Questa misura potrebbe essere particolarmente dannosa per le aziende spagnole I porti spagnoli continuano ad essere una delle principali vie di ingresso del gas naturale liquefatto. Le importazioni di questo combustibile, infatti, hanno raggiunto lo scorso anno i 72.790 gigawattora (GWh), il 29,8% in più rispetto al 2022 e hanno già avuto due anni consecutivi di crescita, secondo il bilancio annuale 2023 della Strategic Reserves Corporation of Petroleum Products, dal Ministero per la transizione ecologica e la sfida demografica.

La Russia si è affermata come il terzo principale fornitore di gas naturale alla Spagna, pari al 18,3% del totale dello scorso anno.

Con questo passo i 27 imporranno misure nei confronti degli operatori portuali per le manovre effettuate da enti russi per prelevare gas naturale liquefatto attraverso altre navi destinate ai mercati asiatici, proprio questo punto è stato uno di quelli che ha sollevato dubbi a Berlino per le conseguenze legali .

Finalmente Non è stata presa in considerazione una delle richieste della Germania che chiedeva l’estensione della clausola delle sanzioni europee. impedire la riesportazione di merci verso la Russia, attraverso controlli doganali per prodotti venduti, forniti, trasferiti o esportati in un paese terzo e che già comprendevano beni per uso civile e militare, sistemi militari, tecnologia avanzata o materiale aeronautico.

Ora Berlino ha insistito per aggiungere altri settori come quello chimico o alcuni materiali in modo che anch’essi fossero soggetti a questi controlli, cosa che alla fine non si è concretizzata, hanno spiegato fonti diplomatiche a Europa Press.

 
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