La Giustizia Federale ha sospeso gli aumenti delle tariffe del gas nella Terra del Fuoco – Provincia 23

La Giustizia Federale ha sospeso gli aumenti delle tariffe del gas nella Terra del Fuoco – Provincia 23
La Giustizia Federale ha sospeso gli aumenti delle tariffe del gas nella Terra del Fuoco – Provincia 23

Lo ha disposto il giudice federale del Rio Grande, Mariel Borruto, in una delibera che incarica il distributore Camuzzi Gas del Sur SA di astenersi dall'”applicare le nuove tariffe ivi previste a tutti gli utenti e consumatori del servizio gas”. La misura avrà durata di tre mesi. Resta al tempo stesso in vigore l’ordinanza che vieta l’interruzione del servizio agli utenti che hanno pagato le bollette scadute nei mesi di maggio e giugno e nelle quali è stato applicato l’aumento impugnato per abusività.

Río Grande.- Il giudice Mariel Borruto ha accolto il ricorso di protezione presentato dal governo provinciale e ha ordinato di sospendere per 90 giorni l’applicazione della nuova tariffa adottata dalla società di distribuzione.

La nuova tariffazione del servizio di rete gas, entrata in vigore lo scorso maggio, non può continuare ad essere applicata, secondo quanto deciso dal giudice federale Mariel Ester Borruto, dando spazio al ricorso di tutela presentato in quella giurisdizione dal governo della Provincia in favore degli utenti infortunati.

Resta al tempo stesso in vigore l’ordinanza che vieta l’interruzione del servizio agli utenti che hanno pagato le bollette scadute nei mesi di maggio e giugno e nelle quali è stato applicato l’aumento impugnato per abusività.

Il provvedimento risponde all’azione di amparo, presentata dalla Giunta Provinciale insieme ai residenti della sottozona tariffaria “Terra del Fuoco”, contro lo Stato Nazionale e ENARGAS. Ha chiesto la dichiarazione di “nullità, incostituzionalità e inapplicabilità delle delibere n. 41/24 del Segretariato Nazionale per l’Energia e n. 122/24 di ENARGAS”.

La sentenza sottoscritta da Borruto – e notificata in pari data alle parti – delibera di “DARE ATTO EFFETTUARE ai sensi della Legge 26.854, la richiesta misura cautelare consistente nella sospensione degli effetti della delibera 41/2024 del Ministero dell’Energia del Nazione -Stato Nazionale- e la delibera 122/2024 dell’Ente Nazionale di Regolazione del Gas (ENARGAS), e informa i predetti enti che dovranno astenersi dall’applicare le nuove tabelle tariffarie ivi previste a tutti gli utenti e consumatori del servizio pubblico del gas attraverso reti della sottozona tariffaria Terra del Fuoco.

Nel contempo prevede di “informare la società distributrice Camuzzi Gas del Sur SA che dovrà astenersi dal richiedere e/o perseguire la riscossione di qualsiasi somma di denaro e/o procedere all’interruzione o alla sospensione della fornitura del servizio gas per mancato pagamento.” delle fatture emesse dall’applicazione delle tabelle tariffarie disposte dalle delibere n. 41/2024 e 122/2024 nei confronti degli utenti e consumatori del servizio pubblico del gas attraverso le reti della “Terra del Fuoco” sottozona tariffaria.

Il dottor Borruto si pronuncia, invece, contro la tutela richiesta dal Governo, in ordine a “ordinare agli imputati di incaricare il distributore CAMUZZI GAS DEL SUR SA di procedere alla restituzione e/o risarcimento agli utenti e consumatori di ogni eventuale tariffa pagata in eccesso in virtù degli atti censurati”.

Allo stesso modo, il distributore Camuzzi Gas del Sur SA era tenuto a restituire o risarcire gli utenti per “l’eventuale eccedenza tariffaria pagata”.

Nella sentenza emessa lunedì, Borruto sospende l’applicazione delle nuove tariffe agli utenti e ai consumatori della sottozona tariffaria “Terra del Fuoco”, ma respinge la richiesta di rimborso o compensazione delle tariffe eccedenti pagate fino alla pronuncia definitiva frase.

Tra le motivazioni, la Corte ritiene che “le nuove tariffe non rispettano i principi di prevedibilità, proporzionalità e gradualità stabiliti nelle leggi 24.240 e 24.076”.

Si ritiene, inoltre, che la misura cautelare “non leda sostanzialmente l’interesse pubblico e sia necessaria per evitare danni irreparabili agli utenti”.

Infine, giustificano “l’urgenza del provvedimento” per le possibili “conseguenze negative per gli utenti durante il periodo invernale”. La misura cautelare avrà validità tre mesi.

 
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