Carlos Alcaraz vola a Wimbledon

Carlos Alcaraz vola a Wimbledon
Carlos Alcaraz vola a Wimbledon

GREGORIO LEONE

La foto che accompagna questa cronaca non è mossa. No. Quello che succede è che la telecamera gira meno di lui. Un ghepardo nel bel mezzo della corsa per guadagnarsi il suo spuntino. È una palla che va con un’angolazione irraggiungibile. Meno per lui. Corre con l’elasticità di un felino. Con la fede di chi crede a tutto, a cominciare dai miracoli. Lo prende e lo restituisce. Gli viene di nuovo in mente, impossibile. Meno per lui. E forza l’errore del suo nemico. Gli spettatori del Tutto il club inglese, con un gesto sempre trattenuto, come se si vergognassero di mostrare le proprie emozioni, si alzano. Il tennista in campo li guarda, complice. Hai appena vinto un punto che chiunque altro avrebbe perso. È di Murcia e si chiama Carlos Alcaraz. Quel gioco riassume le sue capacità fisiche che lo rendono sovrumano. Ma non ha battuto Ugo Humbert solo di gambe. Anche per il talento. E per la resilienza, la virtù di non cadere quando il vento ti soffia contro. E così, con quella lega magica a cui partecipa anche il cervello, il giocatore del Palmar ha vinto i quarti di finale di Wimbledon.

Il primo set è stato eseguito da Carlitos con nota solvibilità. Non appena si è presentata la prima occasione, ha firmato un break di servizio. Si è portato in vantaggio per 3-2 e ha confermato quel vantaggio con il servizio. Le cose sembravano andare bene. Quello giusto ha funzionato per lui. Entrarono i primi servizi. 6-3 già per la prossima battaglia.

Humbert ha risposto nel secondo capitolo. Alcaraz dovette addirittura essere salvato da a rottura. Il francese è arrivato carico di morale, dopo i trionfi di quest’anno e dopo aver conquistato il diritto agli ottavi di finale a Londra, cinque anni dopo. Ma il suo buon tennis è stato replicato dall’altra parte della rete. E quella risposta fu magistrale. Demolire. Sinistra, controsinistra. giochi ricreativi. Questo è Alcaraz, un ragazzo che colleziona tornei del Grande Slam.

Con la tranquillità che deriva dal 2-0, il giocatore del Murcia sembrava avere tutto sotto controllo. Ma Humbert apparve ribelle. Affidabile nel suo servizio, cercando di solleticare gli altri, consigliandosi colpi alle tempie per riaffermare le sue convinzioni, cresce. Alcaraz dovette fermare la ribellione. Ma quando si rese conto era sotto 4-1. Che è peggiorato. 6-1. Brutto.

Carlos Alcaraz ha reagito nel set successivo. Ha incatenato cinque punti consecutivi. Sembrava riprendere il comando delle operazioni. Ma ha vacillato con il suo servizio. I due tennisti si dedicarono a rompersi a vicenda. Fino a quando il gioiello di Murcia passa in vantaggio 6-5, con l’opportunità di finire l’opera sfruttando il suo servizio. E dopo un servizio diretto, uno dei tanti a cui ha dato il suo nome, ha potuto finalmente lanciare un grido liberatorio. Umberto, combattivo fino alla fine, fu costretto a capitolare. E il re di Wimbledon è già ai quarti.

 
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