Recensioni: Recensione di “The Fall Guy”, un film di David Leitch con Ryan Gosling ed Emily Blunt

direttore di Atomico (2017), Deadpool 2 (2018), Veloce e furioso: Hobbs e Shaw (2019) e Treno ad alta velocità (2022) costruisce un film divertente, intenso e romantico basato sull’omonima serie con protagonista Lee Majors che ha avuto cinque stagioni e 113 episodi tra il 1981 e il 1986.

Pericolo professione (Il ragazzo dell’autunno, Stati Uniti/2024). Regia: David Leitch. Cast: Ryan Gosling, Emily Blunt, Winston Duke, Aaron Taylor-Johnson, Hannah Waddingham e Stephanie Hsu. Sceneggiatura: Drew Pearce, basato sull’omonima serie televisiva creata da Glen A. Larson. Fotografia: Jonathan Sela. Edizione: Elísabet Ronaldsdóttir. Musica: Dominic Lewis. Distributore: UIP (Universale). Durata: 126 minuti. Adatto a persone di età superiore ai 13 anni.

Colt Seavers (Ryan Gosling) è una delle controfigure più ambite di Hollywood e la sua somiglianza con Tom Ryder di Aaron Taylor-Johnson lo rende indispensabile per sostituirlo a bordo di veicoli che si ribaltano o nelle scene in cui danno fuoco Colt ne esce sempre vincitore finché un giorno, quando viene lanciato nel vuoto con le imbracature, il tiro finisce con lui che si rompe la schiena. Incidente o complotto? La verità è che al nostro intrepido protagonista ci vogliono 18 mesi per riprendersi, periodo in cui praticamente scompare dal mondo e smette di comunicare con Jody Moreno (Emily Blunt), una cameraman con la quale evidentemente aveva una grande affinità.

Dopo quella sequenza introduttiva, ci incontriamo di nuovo con Colt che lavora senza molto entusiasmo come parcheggiatore in un ristorante finché non riceve una chiamata dalla potente produttrice Gail Meyer (Hannah Waddingham, rivelazione della serie Ted Lasso) per tornare sui set cinematografici per un blockbuster di fantascienza chiamato tempesta di metalliun mix di Duna con Mad Max. Lui non ha interesse a tornare, ma lei gli spiega che la direttrice del progetto altri non è che Jody Moreno alla sua prima esperienza da regista. E poi, ovviamente, sale sul primo volo disponibile.

Il film combina in modo abbastanza fluido e naturale elementi tipici della commedia romantica, un accumulo di disavventure e coinvolgimenti, cinema nel cinema, suspense, tensione e, ovviamente, scene d’azione spettacolari in cui risalta il lavoro di quegli stuntman che si distinguono la professione pericolosa alla quale allude il primo titolo in America Latina senza prendersi i meriti che meritano davvero e che sono così poco riconosciuti.

Nessuno si aspetta un film sofisticato, ma anche nella semplicità, superficialità e innocenza di molti dei conflitti, delle sfide e delle trappole che Colt attraversa, c’è non poca audacia, una gradita fiducia in se stessi e un’indubbia competenza per rendere le vertigini e l’adrenalina (che c’è e in dosi abbondanti) non cospirano contro l’alchimia del duo Gosling-Blunt o contro un divertimento che va oltre l’abbagliamento davanti ai bravissimi calci piazzati.

In questi tempi di vasche senza anima e senza onda, Pericolo professione Emerge come una produzione piacevole, nobile e divertente, con abbastanza attrazioni visive, narrative e recitative da giustificare la visione al cinema senza aspettare il suo arrivo in home streaming, dove il suo effetto sullo spettatore sarà molto minore.

PS: Non uscite dalla stanza durante i titoli di coda perché c’è un dietro le quinte che, ovviamente, esalta il lavoro delle controfigure del film e prevede diverse sorprese.


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