Pablo Álvarez: La Rioja aspetta sotto l’ombrellone

Pablo Álvarez: La Rioja aspetta sotto l’ombrellone
Pablo Álvarez: La Rioja aspetta sotto l’ombrellone

Ma negare che il settore sia davvero rotto è a questo punto del tutto inutile. Che ci sia una crisi nel consumo di vino a livello mondiale è evidente e che anche la Rioja sta reagendo regolarmente. Il problema è di diagnosi e, quindi, di cura. Se si tratta di una questione strutturale, dovranno essere adottate misure significative. Se è solo un temporale temporaneo, tira fuori l’ombrello.

Per ora l’opzione è chiaramente la seconda: alziamo le spalle e, allo stesso tempo, chiediamo e otteniamo le cose più fiorite. Noi ad esempio manteniamo una produzione che non viene venduta, perché è meglio non parlare di estirpazione delle viti, visto che è una cosa francese. E non solo, ma continuiamo anche ad annaffiare sempre di più la vigna, affinché i grappoli escano carnosi. Siccome c’è molto di ciò che non è scritto, si ricorre a buttare via l’uva ma, sì, la paghiamo Tito Capellan, volgare tutti quanti. In altre parole, facciamo tutto il possibile per produrre gratuitamente e il resto lo paghiamo tutti. E poi, visto che ci saranno comunque degli avanzi perché si vende meno che in pandemia (se questo non è un campanello d’allarme, non lo so) le cantine pagheranno a prezzo stracciato. E intanto continuiamo a far circolare il vino da tavola nelle cantine della regione.

Questo non dura per molti anni, ovviamente. Il ricorso alle tasche di tutti non può essere indefinito, per quanto importante sia il settore. Vediamo se per tanta attesa sotto l’ombrellone finiremo sommersi dall’alluvione.

  1. SABATO | MILEI

    Una scelta molto chiara

Che il ministro Puente abbia una bocca indegna di un ministro spagnolo è una cosa che ormai tutti riconoscono. Sembra incredibile doversi ricordare che chi è nella propria posizione non insulta gratuitamente il presidente di un altro Paese, ma il punto è questo.

D’altronde Puente è arrivato a scontrarsi con un altro che ha il suo stesso problema ma corretto e incrementato attraverso il filtro dell’estrema destra populista. Signor Puente, cosa posso dirle: vederla fare una gara d’insulti con Milei è come vedermi giocare a tennis con Djokovic. Ridicolo e dai risultati prevedibili.

Da lì in poi la reazione dell’argentino è ancora più insensata, imperdonabile, bugiarda, fallace e litigiosa. Tipico di uno stormo di politici che riesce a portare il mondo all’inferno attraverso la voragine dell’odio, del razzismo e del populismo più assurdo e più lontano dalla realtà. Puente sarà un’impresa folle, ma Milei è un’altra cosa. Tra l’uno e l’altro la scelta dovrebbe essere chiara.

  1. DOMENICA | TORRI

    Le torri sotterranee

Il mio collega Javi Campos vi spiega più avanti che Logroño sta riconsiderando se sia necessario o meno costruire la cataplada di edifici prevista accanto alla metropolitana. Dovrebbero prenderlo in considerazione, sì: questo era stato pianificato quando, nel mezzo della bolla, la gente pensava a lotti di terreno per coprire i costi. Ma quel lavoro è già stato pagato (la gente di Logroño, a basso prezzo) e ora è il momento di chiedersi di cosa ha bisogno la città. Quanto costruire, quale densità, quali usi. Possiamo permetterci di costruire di meno, se vogliamo. Pensiamo.

 
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