Si apre il dibattito sul finanziamento giudiziario agli Ordini degli avvocati e al sindacato

La riforma della Carta organica di giustizia, approvata in prima battuta, ha aperto il dibattito sul finanziamento pubblico del sindacato e degli ordini degli avvocati. Le modifiche proposte dalla Corte superiore di giustizia hanno suscitato una forte reazione da parte del Sitrajur la sua limitazione alla sindacalizzazione al personale che accede alle sedi del Potere

Questo rifiuto avrà un’altra manifestazione lunedì perché il sindacato terrà una conferenza stampa a Roca, accompagnato dai dirigenti sindacali nazionali. La discussione legislativa verterà ancora una volta sul trattamento del secondo turno ma si prevede che ci sarà un altro punto da risolvere.

L’Ari chiederà che venga eliminato il contributo del compenso del 2 per mille che viene corrisposto per il servizio giudiziario e che è destinato al sindacato e agli ordini degli avvocati. Il presidente di quella panchina, Javier Acevedo, ha proposto entrambe le eliminazioni in sala e, successivamente, ha dichiarato a DIARIO RÍO ENGRO che lo richiederà formalmente quando il progetto verrà nuovamente discusso.

Secondo i calcoli presentati al Legislativo, ciascuna quota sarebbe per quest’anno tra i 200 e i 250 milioni, vale a dire che i due costi del servizio ammonterebbero tra 400 milioni o 500 milioni. Ognuno ha il suo articolo e il suo tempo.

Inizialmente, l’articolo 158 della Carta Organica prevede la costituzione degli ordini degli avvocati e determina “le risorse con contributo obbligatorio a carico dell’Ordine il due per mille dell’importo di ciascun processo contenzioso o volontario”. e che tale contributo “sarà reso effettivo” con un deposito diretto sui conti di tali enti.

Anni dopo, nel 2009, con la legge n. 4459, quella stessa ripartizione e pari funzionamento è stata concessa al sindacato degli operatori giudiziari (Sitrajur) anche se, in questo caso, è prevista la destinazione al lavoro sociale.
Questo finanziamento all’organizzazione sindacale è stato denunciato dall’ex presidente della STJ, Liliana Piccinini in occasione della sua difesa del progetto di riforma della Carta Organica nella Plenaria delle Commissioni della Legislatura.

In sede, il relatore del partito di governo, Lucas Pica, è tornato sull’argomento. “È l’unico sindacato – ha detto – che si finanzia con i contributi di chi va in tribunale. Prima di iniziare qualsiasi processo si dovrà versare il 2 per mille al Sitrajur”. Ha stimato che entro il 2024 verrà raccolto il “triplo” importo del 2023, che “ha raccolto circa 90 milioni”. Anche così, ha lasciato questa “discussione per un po’ di tempo” pur insistendo sul fatto che il pagamento per “chiedere giustizia” è “contro natura”.

Poi, la deputata di Vamos con Todos, Magdalena Odarda, ha messo in dubbio che “non si fa mai riferimento allo stesso contributo previsto per gli ordini degli avvocati” e ha confutato Pica affermando che “Innaturali sono i privilegi di cui gode l’STJ”che “non pagano l’imposta sul reddito”, “i loro stipendi, le spese di viaggio, che hanno l’82% di telefonia mobile per andare in pensione”.

Acevedo, infine, ha messo in discussione allo stesso modo entrambi i contributi, cioè le risorse concesse al sindacato e agli ordini degli avvocati. “Queste sono le tasse e i contributi che ogni cittadino del Rio Negro versa per accedere alla giustizia. Ci deve essere maggiore trasferimento se vogliamo difendere l’imputato, anche certezza sulla destinazione dei suoi contributi” perché sono “conti pubblici”.

Il presidente del collegio dell’ARI ha proposto al Legislativo di discutere “sull’importanza di addebitare il 2 per mille all’imputato” in modo che venga assegnato al sindacato e ai quattro Ordini degli avvocati. La sua proposta è quella di “lavorare per eliminarli. Nessuno ne parla ancora, o ne parlano pochi, le parti in causa non ne parlano. Non facciamo pagare di più e il popolo del Rio Negro ci sarà grato se elimineremo queste spese giudiziarie”, ha concluso.

 
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