L’STJ includeva il carico di lavoro mentale e i compiti di cura nella quota alimentare

L’STJ includeva il carico di lavoro mentale e i compiti di cura nella quota alimentare
L’STJ includeva il carico di lavoro mentale e i compiti di cura nella quota alimentare

La Corte Superiore di Giustizia (STJ) di Entre Ríos ha annunciato giovedì 6 giugno una sentenza che evidenzia i compiti di cura, il carico mentale e la responsabilità di mantenimento dei nonni nel calcolo della quota di mantenimento dei figli per tre minori.

Nell’accordo legale a cui ha accettato UNO, si legge: “La Camera civile e commerciale della STJ, composta dal membro Gisela Schumacher e dai membri Carlos Tepsich e Leonardo Portela, ha accolto un ricorso volto ad aumentare l’importo degli alimenti che una madre pretendeva dal padre dei suoi tre figli figlie minorenni e i suoi genitori. È stato evidenziato il valore del paniere genitoriale (vedi foto), che comprende il costo mensile per acquisire beni e servizi per lo sviluppo di ragazze, ragazzi e adolescenti, e dà valore economico ai compiti di cura considerando il tempo necessario per farlo”.

Risoluzione STJ

Dopo aver analizzato il caso, gli avvocati hanno deciso di aumentare la quota finale degli alimenti a favore delle tre ragazze alla somma equivalente a tre salari minimi vivi e mezzo. Inoltre, è stato stabilito che i nonni avrebbero dovuto assumersi il pagamento nel caso in cui il padre non lo avesse fatto.

Nelle basi della risoluzione si sottolinea il ruolo fondamentale della madre delle ragazze perché vivono con lei e lei è responsabile della loro educazione. Il padre vive in un’altra città.

In questa linea Schumacher ha sostenuto: “Il progresso significativo che deriva dall’avere un parametro come il paniere riproduttivo non può essere offuscato da interpretazioni che lo usano per sottrarre diritti. Il paniere di allevamento è la base di cui tenere conto nella quantificazione della quota alimentare, ed è da qui che deve partire la valutazione delle particolarità di ciascun caso.

Per approfondire la questione, il socio si chiede: “Chi assiste e vigila i minori nella frequenza della scuola, nell’apprendimento delle lingue, nel pattinaggio, nell’hockey, dal medico, nelle loro relazioni sociali? Chi, inoltre, è responsabile di tutti i compiti connessi che queste attività implicano (compiti e attività scolastiche, viaggi di studio, elementi sportivi, condizionamento delle attrezzature e delle uniformi, per fare solo alcuni esempi)? Poi, ha affermato: «È la madre che, per orientare la vita delle figlie e mantenere il loro provato tenore di vita, deve relegare la propria disponibilità temporale, lavorativa e intellettuale. Inoltre, non c’è più spazio perché il peso mentale derivante dalla cura dei bambini e degli adolescenti, così come dalla gestione delle faccende domestiche, passi inosservato”.

Intanto il deputato Carlos Tepsich, approfondendo l’affermazione dei nonni dei bambini, sostiene che “sono i genitori che devono innanzitutto cercare di soddisfare i bisogni dei bambini. In generale, non sarà opportuno addebitare ai nonni un compenso equivalente a quello del padre, ma qualora le circostanze del caso lo rendano opportuno, la quota spettante ai genitori viene trasferita attraverso un meccanismo di annullamento successivo. Allo stesso modo, ha sottolineato che “ogni caso deve essere analizzato con prudenza, dato che senza dubbio non tutti i nonni sono in grado di rispettare l’obbligo alimentare nei confronti dei nipoti”.

Indice come base

Nell’ultimo rapporto dell’Istituto nazionale di statistica e censimento (Indec), utilizzato dagli avvocati di STJ, si precisa: “Per valorizzare le ore di assistenza si utilizza la retribuzione del Regime Contrattuale Speciale di Lavoro per il Personale delle Abitazioni Private, con pensionamento, corrispondente alla categoria Assistenza e cura delle persone. Il valore monetario per ora di assistenza viene calcolato in base alla stima dei costi delle fasce di età che comportano un carico di 24 o più ore settimanali (fino a 5 anni compresi), si prende l’importo stabilito per la modalità mensile.

LEGGI DI PIÙ: Valutazione mensile del paniere genitoriale per la prima infanzia, l’infanzia e l’adolescenza

 
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