Violenze davanti al Congresso: Stornelli chiede di riarrestare quasi tutti gli imputati che Servini ha liberato

Violenze davanti al Congresso: Stornelli chiede di riarrestare quasi tutti gli imputati che Servini ha liberato
Violenze davanti al Congresso: Stornelli chiede di riarrestare quasi tutti gli imputati che Servini ha liberato

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Il procuratore federale Carlo Stornelli ha chiesto che 14 delle 17 persone rilasciate venerdì dal giudice siano nuovamente detenute Maria Servini, accusato di atti di violenza attorno al Congresso durante la sessione del Senato in cui è stata approvata la Legge Base. Stornelli li ha accusati di attentato alla democrazia e ha ritenuto che dovessero continuare il processo dietro le sbarre perché altrimenti potrebbero sfuggire o ostacolare le indagini. Le tre persone liberate che erano state escluse dalla richiesta della Procura sono venditori ambulanti.

Questo è stato riferito a LA NAZIONE fonti giudiziarie. Il pubblico ministero ha inoltre sottolineato la gravità dei reati di cui sono accusate le persone liberate, legati ad attacchi al sistema democratico.

Nella lista delle persone rilasciate da Servini figurano Sofía Belén Ottogali; Gonzalo Duro Martino Di Roco; Matteo Latorre; tedesco Moyano; Fernando Klaus Leone; Ricardo Shariff Sleme; Diego Ignacio Iturburu; Román Esteban Méndez; Luis Alberto de la Vega, Santiago Lautaro Adano; Brian Ezequiel Ortiz; Belén Yanina Ocampo; Matías Lionel Ramírez; Nora Edith Longo; Remigio Ramón Ocampo e Mia Pilar Ocampo. Iturburu, secondo la risoluzione del suo rilascio, è stato arrestato “in Avenida de Mayo e Santiago del Estero, provocando disordini e lanciando pietre e altri oggetti contundenti contro il personale di polizia di stanza sul posto”.

Stornelli ha usato 12 qualifiche per accusare le 33 persone detenute nei pressi del Congresso e sulle quali il giudice Servini ha indagato tra giovedì e venerdì scorsi. Le accuse formulate dal pubblico ministero sono “lesioni”, “danno semplice e aggravato”, “incendio o scempio”, “delitti contro l’incolumità pubblica”, “istigazione a delinquere”, “intimidazione pubblica”, “istigazione alla violenza collettiva contro la popolazione”. istituzioni”, “organizzazione o appartenenza a gruppi il cui obiettivo è imporre le proprie idee o combattere quelle altrui con la forza o con il timore”, “delitti contro il potere pubblico e l’ordine costituzionale”, “attentato all’autorità”, “resistenza all’autorità” e “interruzione dell’ordine nelle sessioni degli organi legislativi”.

Il procuratore federale Carlos StornelliLA NAZIONE

Servini ha deciso la scorsa settimana di liberare 17 detenuti perché non disponeva di materiale filmato o fotografico che li coinvolgesse nei vari attentati avvenuti durante la seduta della Camera alta di mercoledì.

Nella notte di venerdì sono state decise le liberazioni, dopo le richieste presentate dal difensore d’ufficio Piazze di Firenze e agli avvocati piace María del Carmen Verdudel Coordinatore contro la repressione poliziesca e istituzionale (Correpi).

Le 16 persone non liberate hanno commesso diversi episodi di violenza. I detenuti Camila Belen Juarez Oliva, Nicolas Daniel Mayorga (Operatore di Telefe), Sasha Jasmine Lyardet (del Movimento Socialista Operaio), Juan Pablo Colombo, Ramona Tolaba E Roberto María de la Cruz Gómez Sono stati accusati di aver lanciato pietre e altri proiettili. Nel caso di Juárez Oliva, secondo la risoluzione che le ordinava di restare detenuta, si trovava a Lima e in Messico e, “insieme ad altre persone, avevano lanciato elementi forti che minacciavano l’integrità del personale di polizia e dei veicoli del personale che stavano sorvegliando”.

Davide Sica, Maria de la Paz Cerruti E Lucia Belén Puglia Sono stati arrestati con l’accusa di aver picchiato agenti di polizia. Patrizia CalarcoArredondo è stato ritardato per aver dato fuoco a un gruppo di biciclette gestite dal governo di Buenos Aires; Juan Ignacio Espinettodelegato del sindacato docenti Ademys, per aver aggredito una motocicletta; Ettore David Malleaperché è stato registrato mentre partecipava agli eccessi, e Cristian Dario Ferreira È stato arrestato perché ha precedenti penali, secondo fonti giudiziarie. Cristian Fernando Valiente È stato imprigionato per aver avuto in suo possesso a granata a gas sconfitto; Facundo Ezequiel Gómez, per aver saltato una recinzione, e Gabriel Horacio Famulari È stato arrestato perché nelle immagini veniva visto in atteggiamento bellicoso.

La sorella di Sasha Layrdet, una delle detenute non rilasciate, insieme ai leader della sinistra, durante una conferenza stampa, questo lunedì mattinaNicola Suarez

Dalle difese dei manifestanti, hanno fatto capire LA NAZIONE che “17 [resoluciones] quella concessione [excarcelación] e i 16 che rifiutano sono identici”. E completano: «Senza analizzare le condizioni personali, in un caso concedono e nell’altro no». Esemplificavano le decisioni di Servini che la determinavano a rimanere detenuta. Juarez Oliva e che è stato rilasciato Diego Iturburu. Entrambi sono accusati di “intimidazione pubblica”, “incitamento alla violenza collettiva”, “delitti contro il potere pubblico e l’ordine costituzionale” e “disturbo dell’ordine nelle sedute degli organi legislativi”.

Nel caso di Iturburu, dopo l’enumerazione dei reati, la risoluzione precisa che, “al di là della scala penale globale dei fatti portati alla luce, non vi è qui altro indizio che permetta di concludere che se egli riacquista il pieno godimento sua libertà di movimento, l’imputato tenta di eludere l’azione della giustizia o tenta di ostacolare lo svolgimento di questa indagine”. Inoltre, “il contenuto specifico dei fatti imputati e il loro modo di svolgersi, l’assenza di condanne da parte dell’imputato e l’esistenza di un determinato indirizzo a cui notificarlo”, e la sua liberazione è concessa. Nel caso di Juárez Oliva, dopo aver menzionato gli stessi crimini, la risoluzione indica che esiste un “alto rischio di punizione” e sottolinea, tra l’altro, “gli sforzi compiuti dagli imputati già sul luogo dei fatti”. cercare di scappare.”

Questo lunedì, in un incontro presso la sede del Servizio Pace e Giustizia (Serpaj), organizzazioni di sinistra, sindacati, movimenti sociali e gruppi per i diritti umani, hanno deciso di marciare martedì verso Plaza de Mayo, alle 16:30, per chiedere il rilascio di tutti i detenuti.

LA NAZIONE

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