Cronaca del primo giorno di Rock In Rio Lisboa: Scorpions, Europe, Evanescent o Extreme – Aggiornati

Cronaca del primo giorno di Rock In Rio Lisboa: Scorpions, Europe, Evanescent o Extreme – Aggiornati
Cronaca del primo giorno di Rock In Rio Lisboa: Scorpions, Europe, Evanescent o Extreme – Aggiornati

Ci sono festival, grandi feste e poi ci sono eventi storici.. Lui Rock In Rio, noto brand che festeggia il suo 20esimo anniversariorientra in quest’ultima categoria. Potrebbe sembrare un cliché, ma è qualcosa che devi provare almeno una volta nella vita. Ed è un festival tanto grande quanto ben organizzato, dove puoi davvero goderti la musica e, alla fine, tornare a casa con un sorriso e un bel ricordo, che è ciò di cui si tratta.

Comunque sia, veniamo a ciò che qui è importante: i gruppi. La nostra giornata è iniziata con Extremeche al di là della loro straordinaria “More Than Words” – anch’essa suonata – hanno dimostrato di avere una performance dal vivo molto potente. Nuno Bettencourt, che giocava in casa, ha reso questa occasione speciale ed era felice di stare con i suoi tifosi. L’eroe della chitarra non ha lasciato nulla di intentato e ci ha dimostrato, ancora una volta, che è difficile da battere sulle sei corde. E attenzione, se c’è una canzone che si distingue e che ci fa salire, è quella meravigliosa “Get The Funk Out”, un altro brano da ‘Extreme II: Pornograffitti’ che è quasi il culmine della performance.

Naturalmente la band osa e conclude con “RISE”, dal loro ultimo album, ‘Six’. Forse è qualcosa di atipico, ma, dopo i colpi di cannone che propongono durante il loro recital, possono fare quello che vogliono, anche farci cantare “We Will Rock You” dei Queen che ci ricorda la sua storica performance al tributo a Freddie Mercury del 1992.

Lo spettacolo della serata è stato forse il più inaspettato

Siamo venuti con tanta voglia di vedere Colore viventeband originaria di New York che, se non la conoscete, vi consigliamo vivamente di ascoltare. Che carisma, che modo di suonare, che stile e che livello. In un’ora, hanno il tempo di fare qualsiasi cosa, dalla cover di “Nothing Compares 2 U” di Prince all’esecuzione di “The Message” di Grandmaster Flash e The Furious Five., uno degli inni – se non il più – più emblematici della storia del rap. Impossibile non rimanerne stupiti.

L’unica cosa che ha danneggiato lo spettacolo è stata la mancanza di pubblico. Suonavano nello stesso periodo dei Rival Sons e questo ha fatto sì che ci fosse meno gente di quanto la band meritasse, visto che, ovviamente, stiamo parlando di un festival enorme. Il cantante Corey Glover, però, non sembrò nemmeno accorgersene e, durante l’esecuzione di “Culto della personalità”, la sua canzone più celebre, è sceso dal palco e si è fatto un bel bagno con la folla. Spettacolare.

E escono i pesi massimi

Gli Evanescent sono saliti sul palco principale di quella che gli influencer chiamano “l’ora d’oro”, quando il sole comincia a tramontare e tutto assume una sorta di colore dorato. Il potente flusso di voce di Amy Lee che non perde una sola nota completava perfettamente l’immagine di un enorme esercito di fedeli che cantava le sue migliori canzoni.

Sono emersi 17 tagli, tra i quali non vi è stata alcuna carenza “My Immortal”, “Wasted On You”, “Bring Me to Life” (questo, l’ultimo) o “Going Under”. Ancora una volta, la precisione della band, e soprattutto di Lee, nelle loro esibizioni è degna di lode.

E il momento di vedere l’Europa si stava avvicinando. Quelli di Joey Tempesta Sono tre anni – o più – che propongono praticamente lo stesso spettacolo in formati diversi (a seconda dell’evento) mentre preparano quello che sarà il loro nuovo album. Non hanno bisogno di cambiare nulla, a dire il vero.

Cosa puoi modificare quando squillano? “Carrie”, “Rock the Night”, “Superstitious” o il sempre apprezzato “The Final Countdown”? Ad alcuni confusi potrebbe sembrare che gli svedesi siano un gruppo di meraviglie, ma nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. È più, “Cammina sulla Terra”la canzone che dà il nome al suo ultimo lavoro, è una gran bella canzone e non tutti i veterani del genere riuscirebbero a firmare qualcosa del genere a questo punto.

Per il resto, va notato che Tempest, con quel sorriso meraviglioso che indossa, è stato molto carismatico, senza smettere di giocare con l’asta del microfono e di godersi la performance. Salendo sulla sua piattaforma che gli dava una certa altezza e visibilità, ha lasciato tutti contenti.

Il migliore dei morsi

E cosa possiamo dire degli Scorpioni che non abbiamo già detto. Quelli di Klaus Meine Sono ignifughi, più precisamente Mr. Mikekey Deela tua batteria, che sembra portare con sé lo spirito del defunto Lemmy. C’è un po’ di Motörhead nel suo assolo di batteria ed è meraviglioso.

Il set dei tedeschi va dal meno al più, facendoci festeggiare canzone dopo canzone ma, soprattutto, invitandoci a goderci i grandi inni. “The Zoo”, “Send Me An Angel”, “Wind of Change” (con nuovi testi che, date le circostanze, sono più rilevanti), “Blackout”, “Big City Nights”, “Still Loving You” o “Rock You Like A Hurricane” non manca nel loro set.

Molti sono stati dati per morti in diverse occasioni. Anche loro stessi hanno giocato a ritirarsi. Tuttavia, gli Scorpioni pungono ancora… e come lo fanno! A questi signori resta una lunga vita e ancor di più quando vengono inseriti in scenari di questo livello.

E così, con un’enorme dose di rock nelle vene in questo viaggio a Lisbona, partiamo con un sorriso. ¡Obrigado! Brindiamo ad altri 20 anni!

 
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