Come è inventato il buco nero supermassiccio che la NASA ha scoperto e che preoccupa tutti

Questo buco nero è stato soprannominato “il divoratore dell’universo” per la sua incredibile capacità di attrarre e consumare la materia. Le immagini catturate mostrano flussi di polvere lunghi migliaia di anni luce che fluiscono verso il buco nero, aiutando gli scienziati a capire meglio come si nutrono questi giganteschi oggetti.

Buco nero

VASO

Com’è il buco nero che la NASA ha scoperto ed è supermassiccio?

La NASA definisce un buco nero come “un oggetto astronomico con una forza gravitazionale così forte che nulla, nemmeno la luce, può sfuggire da esso”. Recentemente il telescopio spaziale Spitzer, sotto la direzione dell’agenzia spaziale americana, ha diffuso i dettagli di alcuni immagini di uno di questi fenomeni nella galassia di Andromeda. Lì, vengono rivelati flussi di polvere diretti verso il cuore di questa galassia, fornendo uno sguardo mai visto prima su come si alimentano questi buchi neri.

Secondo la NASA, “Queste correnti aiutano a spiegare come i buchi neri, miliardi di volte la massa del Sole, si nutrono divorando gas e polvere.Questo processo di alimentazione riscalda la materia prima di cadere nel buco nero, creando uno spettacolo di luci più luminoso di una galassia piena di stelle. L’agenzia ha descritto questo buco nero supermassiccio come un “divoratore silenzioso dell’universo”, sottolineando la sua capacità di consumare grandi quantità di materia senza emettere molta luce.

Buco nero

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Nonostante le sue grandi dimensioni, i buchi neri stessi non emettono luce. “La poca luce che emettono non varia in modo significativo in luminosità e questo suggerisce che stanno consumando un flusso piccolo ma costante di cibo”, ha spiegato la NASA. Gli astronomi possono rilevare questi buchi neri supermassicci grazie alla materia che li circonda, che forma un disco di accrescimento che si muove a spirale verso il buco nero, creando un vortice visibile.

Nel tentativo di rendere questo fenomeno più comprensibile al pubblico, La NASA ha utilizzato un simulatore virtuale all’inizio di maggio per mostrare come sarebbe cadere in un buco nero. Utilizzando il computer Discover presso il Climate Simulation Center, gli scienziati Goddard hanno creato una simulazione dettagliata di questo processo. “La destinazione è un buco nero supermassiccio con 4,3 milioni di volte la massa del nostro Sole, equivalente al mostro situato al centro della nostra galassia, la Via Lattea”, hanno spiegato dall’agenzia spaziale americana.

La simulazione ha mostrato una nuvola piatta di gas caldo e luminoso chiamata disco di accrescimento, che circonda il buco nero e funge da riferimento visivo durante la caduta. Sono state evidenziate anche strutture luminose chiamate anelli fotonici, che si formano dalla luce che ha orbitato attorno al buco nero una o più volte.

 
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