I parrocchiani si sono svegliati presto per donare il sangue

I parrocchiani si sono svegliati presto per donare il sangue
I parrocchiani si sono svegliati presto per donare il sangue

L’inizio della raccolta del sangue è iniziato alle 8:30 come previsto. E puntualmente a quell’ora è entrato il primo donatore, prima di partecipare alla messa. È quanto accaduto ieri nella chiesa cattedrale, dove, per la prima volta, l’Istituto provinciale di emoterapia (Iphem) ha effettuato una campagna di raccolta. Questa attività si è inserita nel quadro della Novena in onore di San Giovanni Battista, che già iniziava con la solidarietà come asse principale.

Liliana Valenzuela è stata una delle prime ad arrivare alla Cattedrale per donare il sangue. Si alzava alle 5 per sbrigare le faccende domestiche e poter assistere alla prima messa del mattino, prima della donazione. Ha detto che ne valeva la pena. “Ho saputo della raccolta del sangue da padre Andrés Riveros e monsignor Lozano che hanno parlato della campagna Iphem. E ho voluto partecipare perché è un modo per collaborare con chi non si diverte”, ha detto la donna, 53 anni.

Col passare del tempo, i donatori continuavano ad arrivare ed erano contenti delle nuove notizie. Andrés Riveros, parroco della Cattedrale, presente durante l’attività, ha detto che d’ora in poi la raccolta del sangue verrà effettuata ogni anno, nel quadro della Novena di San Giovanni Battista, come offerta.

Da parte sua Vanina Cirelli, specialista dell’Iphem, spiega che l’Istituto si reca sempre più spesso in luoghi diversi per incentivare la donazione di sangue e, così, evitare carenze. “Ifhem ha abbastanza sangue per rifornire gli ospedali, ma deve essere rifornito”, ha detto il medico.

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