IL VANGELO e IL SANTO DI OGGI, domenica 16 GIUGNO 2024

Dentro Il Vangelo di oggi, Gesù paragona il Regno di Dio a un granello di senape. Riflettendo su questo passaggio, Papa Francesco sosteneva nell’Angelus del giugno 2018 che «è un seme molto piccolo, eppure si sviluppa così tanto da diventare la più grande di tutte le piante del giardino: una crescita imprevedibile, sorprendente».

“Non è facile per noi entrare in questa logica dell’imprevedibilità di Dio e accettarla nella nostra vita. Ma oggi il Signore ci esorta ad un atteggiamento di fede che supera i nostri progetti, i nostri calcoli, le nostre previsioni. Il Signore ci sorprende sempre. È un invito ad aprirci con maggiore generosità ai disegni di Dio», ha spiegato il Pontefice.

Il Papa, inoltre, ha evidenziato come nelle comunità dei fedeli «è necessario prestare attenzione alle piccole e grandi occasioni di bene che il Signore ci offre, lasciandoci coinvolgere dalla sua dinamica di amore, accoglienza e misericordia verso tutti. ”

«L’autenticità della missione della Chiesa non è data dal successo o dalla gratificazione dei risultati, ma dall’andare avanti con il coraggio della fiducia e l’umiltà dell’abbandono in Dio. Andate avanti nella confessione di Gesù e con la forza dello Spirito Santo. “È la consapevolezza di essere strumenti piccoli e deboli, che nelle mani di Dio e con la sua grazia possono compiere grandi opere, facendo avanzare il suo Regno, che è “giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo”” ha concluso Papa Francesco.

Nella messa, la liturgia della Parola è uno dei momenti centrali della celebrazione. A questo punto si leggono i brani biblici che ci permettono di approfondire gli insegnamenti di Gesù Cristo. Condividiamo i testi di Domenica 16 giugno 2024 pubblicato dal sito del Vaticano.

Vangelo del giorno. (Notizie dal Vaticano)

Liturgia del 16 giugno 2024: Prima lettura

Lettura dal profeta Ezechiele

Ez 17,22-24

Questo è ciò che dice il Signore Dio:

“Io prenderò un germoglio dalla cima di un grande cedro, dal suo ramo più alto taglierò un germoglio.

Lo pianterò sulla cima di un monte alto e sublime.

Lo pianterò sul monte più alto d’Israele.

Metterà rami, porterà frutto e diventerà un magnifico cedro.

Vi faranno il nido tutti i tipi di uccelli e riposeranno al riparo dei suoi rami.

Così tutti gli alberi della campagna sapranno che io, il Signore, umilio gli alberi alti e innalzo gli alberi piccoli; Faccio seccare gli alberi rigogliosi e faccio fiorire gli alberi secchi.

Io, il Signore, l’ho detto e lo farò”.

Liturgia del 16 giugno 2024: Seconda lettura

Lettura della seconda lettera dell’apostolo San Paolo ai Corinzi

2Cor 5,6-10

Fratelli: Abbiamo sempre fiducia, anche se sappiamo che, mentre viviamo nel corpo, siamo in esilio, lontani dal Signore. Camminiamo guidati dalla fede, senza ancora vedere. Siamo, quindi, pieni di fiducia e preferiamo lasciare questo corpo per vivere con il Signore.

Per questo cerchiamo di accontentarlo, in esilio o in patria. Perché tutti dovremo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere la ricompensa o la punizione per ciò che abbiamo fatto in questa vita.

Vangelo del giorno: 16 giugno 2024

Lettura del santo Vangelo secondo San Marco

Marco 4,26-34

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Il Regno di Dio è come ciò che accade quando un uomo semina il seme nel terreno: passano le notti e i giorni e, senza che lui sappia come, il seme germoglia e cresce; e la terra, da sola, produce il frutto: prima gli steli, poi le spighe, e poi i chicchi nelle spighe. E quando i chicchi sono maturi, l’uomo impugna la falce, perché è arrivato il tempo della mietitura”.

Disse loro anche: “A che cosa paragoneremo il Regno di Dio? Con quale parabola possiamo rappresentarlo? È come un granello di senape che, una volta seminato, è il più piccolo dei semi; Ma una volta piantato, cresce e diventa il più grande degli arbusti e mette rami così grandi che gli uccelli possono nidificare alla sua ombra”.

E con molte altre parabole simili spiegava loro il suo messaggio, secondo quello che potevano capire. E parlava loro solo in parabole; Ma spiegò tutto in privato ai suoi discepoli.

Santo del giorno (Notizie dal Vaticano)
Santo del giorno (Notizie dal Vaticano)

FESTA DEL PAPÀ: Le parole del Papa

Oggi in Argentina si festeggia la Festa del Papà. Papa Francesco, all’Angelus del 18 giugno dello scorso anno, ha parlato ai fedeli da Piazza San Pietro, riflettendo su come la Paternità di Dio ci accompagna.

“Se il Dio del cielo è vicino, non siamo soli sulla terra e anche nelle difficoltà non perdiamo la fede. Questa è la prima cosa da dire alla gente: Dio non è lontano, ma è Padre. Dio non è lontano, è Padre, ti conosce e ti ama; Vuole tenerti per mano, anche quando scendi per sentieri ripidi e difficili, anche quando cadi e fai fatica ad alzarti e a rimetterti sul sentiero”.

“Lui, il Signore, è lì, con te. Inoltre, spesso nei momenti in cui sei più debole puoi sentire più forte la sua presenza. Lui conosce la strada, è con te, è tuo Padre! Lui è mio padre! «È nostro Padre!», ha affermato il Pontefice.

«Restiamo in questa immagine, perché annunciare che Dio è vicino è invitarci a immaginarci come un bambino, che cammina mano nella mano con suo padre: tutto gli sembra diverso. Il mondo, grande e misterioso, diventa familiare e sicuro, perché il bambino sa di essere protetto. Non ha paura e impara ad aprirsi: incontra altre persone, trova nuovi amici, impara con gioia cose che non sapeva e poi torna a casa e racconta a tutti quello che ha visto, mentre la voglia di crescere e di fare le cose crescono dentro di lui. Per questo Gesù parte da qui, perché la vicinanza di Dio è il primo annuncio: stando vicini a Dio superiamo la paura, ci apriamo all’amore, cresciamo nel bene e sentiamo il bisogno e la gioia dell’annuncio”.

«Se vogliamo essere buoni apostoli, dobbiamo essere come bambini: sederci ‘sulle ginocchia di Dio’ e da lì guardare il mondo con fiducia e amore, per testimoniare che Dio è Padre, che solo Lui trasforma il nostro cuore e dona noi quella gioia e quella pace che noi stessi non possiamo raggiungere”, ha comunicato il Papa.

Concludendo la sua riflessione, Francesco ha invitato i credenti a chiedersi: «Abbiamo fiducia in Lui? Sappiamo guardare avanti con fiducia, come un bambino che sa di essere portato tra le braccia del padre? Sappiamo sederci nelle ginocchia del Padre con la preghiera, con l’ascolto della Parola, accostandoci ai Sacramenti? E, infine, vicino a Lui, sappiamo infondere coraggio negli altri, farci prossimi a chi soffre ed è solo, a chi è lontano e anche a chi ci è ostile? «Questa è la concretizzazione della fede, questo è ciò che conta», ha concluso Papa Francesco.

L'immagine illustra la Sacra Famiglia al Portale di Betlemme prima dell'arrivo dei Re Magi.
L’immagine illustra la Sacra Famiglia al Portale di Betlemme prima dell’arrivo dei Re Magi.

Preghiera a San Giuseppe per la festa del papà

San Giuseppe, padre adottivo di Gesù, Custode della Sacra Famiglia, oggi davanti alla tua immagine vogliamo chiederti di intercedere per tutti i padri del mondo.

Educano come te i loro figli all’amore di Dio, insegnino loro ad ascoltare la sua Parola e a vivere secondo la sua volontà.

Possano essi, insieme alle loro mogli, offrire loro una casa dove l’amore e il rispetto siano il loro pane quotidiano, come nella Sacra Famiglia.

Non manchino loro mai la salute e un lavoro dignitoso per portare nelle loro case il necessario sostentamento.

Che sappiano godersi i momenti di gioia e di tristezza.

E alla fine del viaggio in questa vita saranno accompagnati dall’amore dei loro cari.

Amen

 
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