Il Bucaramanga, in una finale al cardiopalma, batte il Santa Fe ai rigori ed è il nuovo campione del calcio colombiano

Il Bucaramanga, in una finale al cardiopalma, batte il Santa Fe ai rigori ed è il nuovo campione del calcio colombiano
Il Bucaramanga, in una finale al cardiopalma, batte il Santa Fe ai rigori ed è il nuovo campione del calcio colombiano

Quando i fan di Bucaramanga Invasero la loro corte, non era una provocazione, era una premonizione, credevano ciecamente che la stella, la loro, quella gialla, fosse legata, non si preoccupavano di provocare il leone di Santa FeErano così ingenui nel loro eroismo che nella finale di Bogotà quei leopardi furono i re della giungla, vinsero ai rigori e diventarono campioni, campioni per la prima volta.

Ciò che Bucaramanga ha combattuto deve essere scritto. Tanto coraggio, tanto coraggio. Il Bucaramanga era una squadra determinata a diventare campione, e nella gara di ritorno a Bogotá non si lasciò intimidire da nulla, non si preoccupò né della pioggia torrenziale né del campo fradicio né dei rigori, era una squadra che non aveva orecchie da mercante. La furia locale, no. L’entusiasmo dei leoni li ha colpiti, anzi, era una squadra motivata. Non gli dispiaceva nemmeno iniziare a perdere, quando dopo 9 minuti Rodallega Ha segnato 1-0 che ha fatto delirare i tifosi del Santa Fe. Niente di tutto ciò ha intimidito i leopardi. Quei giocatori erano una razza guerriera. Hanno dato il meglio delle loro battaglie. Al minuto 29, un pezzettino della stella era già nelle sue mani quando Córdoba approfitta di un passaggio filtrato, rimane così solo che sembra che la difesa del Santa Fe non esista, conclude con eleganza ed è 1-1 , il risultato che li ha resi campioni .

Campione di Bucaramanga

Foto:Maurizio Moreno. TEMPO

Il Santa Fe, che ha iniziato la partita determinato a dimostrare la sua furia e il suo slancio, è uscito molto presto, la palla si è mescolata, è annegato in quel mare che era il campo El Campín, senza formule, senza essere la squadra di una volta.

Nessuno è disposto a perdere, ma alla fine del primo tempo nello stadio di Bogotà calò un silenzio terrificante, i tifosi cardinali non volevano parlare, non volevano lamentarsi, non volevano niente, nel profondo della loro anima cominciò a sentire che neanche questa finale sarebbe arrivata, che quella stella non sarebbe stata nemmeno sul suo scudo. Bucaramanga non era più a 90 minuti dalla gloria, mancavano solo 45 minuti… e qualche rigore. Così vicino, così lontano.

Il secondo tempo era appena iniziato quando tutto il dramma si abbatté su Santa Fe, pesante e letale. Un calcio d’angolo, una palla che gira in area, un rimbalzo, un andirivieni di gambe, e Daniel Mosquera spinge la palla, è 1-2 a Bogotá, un gol gridato a tutta Bucaramanga. Devi essere un fan del leopardo per capire cosa hanno provato quei fan.

SantaFe affronta Bucaramanga, in una partita valida nella Finale della BetPlay League l 2024, allo Stadio

Foto:Foto: Sergio Acero Yate/El Tiempo

Il Santa Fe ha lanciato la sua offensiva, ma quando Agustín Rodríguez ha fatto una rovesciata e la palla ha colpito ribelle il palo, tutti i tifosi rossi sono rimasti in silenzio e hanno tremato.

Ma i leoni diedero la loro battaglia finale. Un gol di Millán con un colpo di testa, a sei minuti dalla fine, ha acceso una luce per loro. E al minuto 90, l’inaspettato, un rigore, un fallo eseguito da Rodríguez, la serie pareggia e tutto il dramma si trasferisce ai rigori.

Ma Bucaramanga non avrebbe lasciato che la stella per la quale avevano tanto combattuto venisse portata via. In quell’ultimo turno, il portiere Aldair Quintana sembrava essere, come è stato, di nuovo una figura. Quando Millán, il difensore cardinale, sbagliò il suo tiro, El Campín crollò e tutta Bucaramanga lanciò il suo eterno grido di campioni. Campioni meritati.

PABLO ROMERO

GIORNALISTA DELL’ELTIEMPO

@PabloRomeroET

 
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